La storia del legame tra la cannabis e la meditazione

Cannabis e meditazione | Sensoryseeds

Pubblicato il: 21/06/2023

La cannabis nella meditazione: una prospettiva storica e contemporanea

Nell’esplorazione delle pratiche meditative, un elemento affascinante ha guadagnato attenzione negli ultimi anni: l’uso della cannabis come strumento per approfondire l’esperienza di meditazione.

Questa pianta antica e versatile ha accompagnato l’umanità per millenni in diversi ambiti, tra cui quello spirituale. Ma come può la cannabis influire sulla nostra pratica meditativa e su quali basi storiche e religiose si fonda questa connessione?

 

Nel seguente articolo esploreremo la storia millenaria della meditazione e dell’uso della cannabis in questa pratica, attraversando culture e tradizioni che attribuivano a questa pianta un ruolo sacro e trascendentale. Approfondiremo anche quali siano i reali effetti di quest’ultima, cercando di comprendere se possa davvero essere un mezzo per facilitare la meditazione stessa.

Ragazza che medita seduta su di un prato | Sensoryseeds

Meditazione: la chiave per una vita piena di consapevolezza e autenticità

La meditazione è una pratica antica e diffusa in molte culture che ha lo scopo di portare la mente a uno stato di calma, concentrazione e consapevolezza. Meditare significa osservare il presente con un’attenzione non giudicante, lasciando andare i pensieri e le emozioni che ci distraggono e ci creano stress. Entrare in contatto con il nostro corpo, le nostre sensazioni e il nostro respiro, riconoscendo la nostra natura profonda e la nostra connessione con il tutto.

Ci sono molti benefici nella meditazione, sia a livello fisico che psicologico. Questa pratica aiuta a ridurre la pressione sanguigna, il battito cardiaco, il livello di cortisolo e altri ormoni dello stress, favorisce il rilassamento muscolare, il sonno, il sistema immunitario e la guarigione delle ferite.

E i vantaggi non si limitano a questi.

La meditazione, infatti, migliora la memoria, l’attenzione, la creatività, il problem solving e l’umore, potenziando nel contempo l’autostima, l’empatia, la compassione e la felicità.

Per iniziare a meditare non serve molto: basta trovare un luogo tranquillo e comodo, scegliere una posizione che ci consenta di stare dritti ma rilassati, chiudere gli occhi o fissare un punto davanti a noi e dedicare almeno 10 minuti al giorno alla pratica. Ci sono diversi metodi e tecniche, ma il più semplice e universale è quello di focalizzare l’attenzione sul respiro, seguendo il flusso dell’aria che entra ed esce dalle narici. Ogni volta che ci accorgiamo di essere distratti da un pensiero o da un rumore, dobbiamo gentilmente riportare l’attenzione al respiro, senza giudicarci o arrabbiarci.

La meditazione richiede costanza e pazienza, ma i risultati sono sorprendenti. Con la pratica regolare si può raggiungere uno stato di pace interiore, di chiarezza mentale e di armonia con sé stessi e con gli altri.

La meditazione è una via per scoprire il nostro vero potenziale e per vivere una vita più piena e significativa.

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Elementi naturali per una meditazione profonda

Esistono diversi elementi presenti in natura che, secondo chi pratica la meditazione, possono aiutare a facilitarla, sia per i principianti che per i più esperti.

Tra le sostanze naturali più utilizzate troviamo:

  • l’incenso, una resina aromatica che viene bruciata per produrre un profumo gradevole e rilassante. Ne esistono diversi tipi, tra i quali il sandalo, la mirra, il benzoino e il copale che possono essere utili a creare un’atmosfera calma e sacra, favorendo la concentrazione e la meditazione;
  • vari tipi di erbe in possesso di proprietà benefiche per la salute e il benessere. Tra quelle che possono essere utilizzate per la meditazione, sia sotto forma di infusi che di oli essenziali, vanno citate la camomilla, la lavanda, il rosmarino e la salvia;
  • diverse varietà di fiori sono in grado di esercitare effetti positivi sull’umore e sulle emozioni e sono utili per la meditazione sia sotto forma di decorazioni che come essenze floreali. Alcuni tipici esempi usati in questo ambito sono il loto, il gelsomino, il fiore di ciliegio e il fiore di arancio.

In aggiunta alle sostanze naturali sopra citate, chi pratica la meditazione può favorire il rilassamento anche con l’ausilio di oggetti in possesso di particolari proprietà, come:

  • le campane di cristallo: sono degli strumenti musicali che producono un suono armonioso e rilassante e possono aiutare a migliorare la concentrazione e a raggiungere uno stato di tranquillità. Le campane di cristallo possono essere suonate in modo tradizionale o utilizzando un battente;
  • le candele: queste possono essere scelte di diversi colori e profumi, a seconda delle preferenze personali, e aiutano a creare un ambiente accogliente e intimo, favorendo la meditazione;
  • pietre, minerali o rocce con determinate proprietà fisiche o energetiche. Alcune di queste possono essere utilizzate per la meditazione, sia come ornamenti che come talismani, come l’ametista, il quarzo, l’occhio di tigre e l’agata.

In sostanza, esistono diverse sostanze e materiali che possono aiutare a raggiungere rapidamente la pace interiore necessaria a meditare con successo, ma la loro efficacia dipende dalle esigenze e dalle inclinazioni di ogni persona. Pertanto, è importante tenere a mente che la meditazione è una pratica personale, che ciò che funziona per una persona potrebbe non funzionare per un’altra e che è consigliabile sperimentare diverse soluzioni per trovare quella che si adatta meglio al proprio stile.

Fiore di loto | Sensoryseeds

La cannabis come ponte tra l’umano e il divino: una prospettiva storica e religiosa

La cannabis è una pianta antica e versatile, che ha accompagnato l’umanità per millenni in diversi ambiti: tessile, medicinale, ricreativo e spirituale.

È originaria dell’Asia centrale, dove fu coltivata e utilizzata fin dal Neolitico e il primo riferimento scritto alla pianta e al suo uso terapeutico si trova in un trattato di farmacologia cinese datato al 2737 a.C., attribuito all’imperatore Shen Nung. In base alle nostre attuali conoscenze, sappiamo che i cinesi la impiegavano sia come fibra che come rimedio per vari disturbi, tra cui i dolori reumatici e mestruali.

Ma la cannabis non era solo una pianta utile, era anche una pianta sacra. Nella cultura vedica indiana, ad esempio, era l’ingrediente principale della soma, una bevanda rituale che induceva uno stato di estasi e connessione con il divino e gli hindu consumavano il bhang, un altro infuso a base di cannabis, tipico di feste e cerimonie come il festival di Holi. In generale, molte sottoculture religiose indiane ritenevano che le proprietà psicoattive della pianta fossero fondamentali per la meditazione e altre pratiche spirituali.

La cannabis si diffuse anche in altre regioni dell’Asia e del Medio Oriente, dove fu usata da popoli come gli sciti e i persiani. I primi, ad esempio, erano abituati a vaporizzarla in tende riscaldate da bracieri e a inalarne i fumi fino a raggiungere uno stato di trance. I persiani, invece, seguaci di Zoroastro, usavano la cannabis per accedere a visioni profetiche e comunicare con gli spiriti.

Questa pianta arrivò anche in Europa intorno al 500 a.C., dove fu coltivata e utilizzata sia in ambito tessile che ricreativo. Il primo divieto nei confronti della cannabis si ebbe nel 1484 con una bolla papale che ne proibiva l’uso ai fedeli. Tuttavia, continuò ad essere apprezzata da molti intellettuali e artisti, come i membri del celebre Club des Hashischins di Parigi, che riuniva scrittori del calibro di Victor Hugo, Alexandre Dumas, Charles Baudelaire e altri.

Un altro movimento religioso che ha fatto della cannabis un elemento centrale è il rastafarianesimo, nato in Africa nel XX secolo. I rastafariani venerano l’imperatore etiope Haile Selassie I come incarnazione di Dio e considerano la marijuana come una pianta sacra e benefica: l’Albero della Vita menzionato nella Bibbia. Per questo motivo sono soliti usare la cannabis per meditare, pregare e celebrare le loro cerimonie, credendo che li avvicini al divino e alla verità.

Come si può vedere, la storia dell’utilizzo della cannabis nella meditazione è lunga e variegata, testimoniando il fascino e il potere di questa pianta millenaria. Da un vasto numero di culture e religioni, anche in tempi molto recenti, la marijuana è stata considerata come un enteogeno, ovvero una sostanza che genera il divino dentro di sé, facilitando l’espansione della coscienza e la connessione con il tutto.

Donna che prepara essenze naturali per la meditazione | Sensoryseeds

L’uso della cannabis come strumento per la meditazione e la trance

La cannabis è una pianta che contiene diverse sostanze chimiche chiamate cannabinoidi, tra cui il THC e il CBD, composti che possono interagire con il sistema endocannabinoide del nostro corpo, un insieme di recettori neurologici che regolano vari processi fisiologici come l’umore, il dolore, l’appetito e il sonno.

Come abbiamo visto in precedenza, in base alle credenze di determinate culture e religioni le proprietà di questa pianta sembrerebbero in grado di aiutare la pratica della meditazione e questa convinzione è piuttosto diffusa anche al giorno d’oggi.

Numerose persone, infatti, sostengono che la cannabis li aiuti a rilassarsi e a liberarsi dai pensieri negativi così da facilitare il raggiungimento di uno stato di trance (tipico della meditazione) e da connettersi con il proprio io e con la natura circostante. Altri, inoltre, affermano che la stessa meditazione retroagisca positivamente con la marijuana, aiutandoli a gestire gli effetti psicoattivi, a evitare le paranoie e le ansie, a intensificare le sensazioni corporee e a sperimentare in sicurezza stati di coscienza alterati.

I rischi dell’assunzione di cannabis: dalla memoria alla coordinazione

Nonostante tutto ciò che è stato detto fino a questo momento, non bisogna dimenticare che la cannabis in Italia è sottoposta a una legislazione rigida che ne proibisce la produzione (anche a solo uso personale) e il consumo. Pertanto il suo potenziale meditativo non può essere sfruttato nel nostro Paese senza commettere un illecito.

In aggiunta, anche in presenza di una legislazione permissiva che ne consenta il consumo, vanno sempre tenuti a mente i possibili effetti negativi legati all’assunzione di questa sostanza, tra i quali ricordiamo:

  • alterazione della percezione sensoriale, del tempo e dello spazio;
  • riduzione della memoria, della concentrazione e delle capacità cognitive;
  • eccessiva euforia, o ansia, a seconda del contesto e del tipo di cannabis;
  • aumento dell’appetito e della sete;
  • secchezza della bocca e degli occhi;
  • tachicardia, ipotensione e vasodilatazione;
  • alterazione della coordinazione motoria e dei riflessi;
  • sonnolenza o insonnia;
  • dipendenza psicofisica dal THC.

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In conclusione

La pratica della meditazione offre numerosi benefici per il nostro benessere fisico e mentale. Essa ci permette di raggiungere uno stato di calma interiore, consapevolezza e autenticità, portandoci a una vita più piena e significativa. La meditazione migliora la nostra salute fisica, riducendo la pressione sanguigna, il livello di cortisolo e favorendo il rilassamento muscolare e il sistema immunitario. Inoltre, potenzia le nostre capacità cognitive, la memoria, l’attenzione, la creatività e l’umore, migliorando l’autostima, l’empatia e la compassione.

È fondamentale ricordare che l’assunzione di cannabis per la meditazione comporta rischi e che la legislazione in materia varia da Paese a Paese. In Italia, ad esempio, l’uso della cannabis è vietato, e anche in presenza di una legislazione permissiva è importante considerare gli effetti negativi legati all’assunzione di questa sostanza. Pertanto, è sempre d’obbligo praticare la meditazione in modo sicuro e rispettare la legge vigente.

Speriamo che l’articolo abbia soddisfatto la tua curiosità e, prima di concludere, abbiamo una sorpresa da condividere con te. Se sei qui, è probabile che tu sia appassionato di tutto ciò che riguarda la cannabis, giusto? Allora, perché non alimentare la tua passione con una selezione di semi di marijuana di alta qualità?

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💡Takeaways su meditazione e cannabis

  • La cannabis è una pianta antica che è stata utilizzata per millenni in diversi contesti, tra cui quello tessile, medicinale, ricreativo e spirituale.
  • Diverse culture e religioni hanno considerato la cannabis come una pianta sacra e la hanno utilizzata in pratiche rituali per raggiungere stati di estasi, connessione con il divino e visioni profetiche.
  • Questo utilizzo spirituale della cannabis può essere riscontrato in diverse culture, come ad esempio nella cultura vedica indiana, tra gli sciti e i persiani, nonché in movimenti religiosi più recenti come il rastafarianesimo.
  • La cannabis è stata vista come un mezzo per espandere la coscienza, facilitare la meditazione, accedere a stati di trance e connettersi con il proprio io interiore e con la natura circostante.
  • La cannabis contiene cannabinoidi, come il THC e il CBD, che possono interagire con il sistema endocannabinoide del corpo umano, influenzando vari processi fisiologici, tra cui l’umore e la percezione sensoriale.
  • Alcune persone sostengono che l’uso della cannabis li aiuti a rilassarsi e a liberarsi dai pensieri negativi, facilitando lo stato di trance durante la meditazione e consentendo una maggiore connessione con sé stessi e con l’ambiente circostante.
  • Altri sostengono che la meditazione possa interagire positivamente con l’effetto psicoattivo della cannabis, aiutando a gestire gli effetti, intensificando le sensazioni corporee e consentendo esperienze di coscienza alterata in modo sicuro.
  • È importante ricordare che la cannabis è soggetta a rigide normative in molti paesi, inclusa l’Italia, dove è vietata la produzione e il consumo.
  • Indipendentemente dalla legalità, è fondamentale considerare i possibili effetti negativi dell’assunzione di cannabis, come l’alterazione della percezione sensoriale, della memoria, della concentrazione e delle capacità cognitive.
  • Altri effetti indesiderati possono includere euforia e ansia a seconda del contesto e del tipo di cannabis, aumento dell’appetito, secchezza della bocca, tachicardia, alterazione della coordinazione motoria e dei riflessi, sonnolenza o insonnia e potenziale dipendenza psicofisica dal THC.

FAQ su cannabis e meditazione

Che cos’è la meditazione e qual è il suo scopo?

La meditazione è una pratica antica e diffusa in molte culture che mira a portare la mente a uno stato di calma, concentrazione e consapevolezza. Il suo scopo è osservare il presente con un’attenzione non giudicante, lasciando andare i pensieri e le emozioni che causano stress, e connettersi con il proprio corpo, sensazioni e respiro, riconoscendo la propria natura profonda e la connessione con il tutto.

Quali sono i benefici della meditazione?

La meditazione offre numerosi benefici sia a livello fisico che psicologico. Tra i benefici fisici, vi è la riduzione della pressione sanguigna, del battito cardiaco e dei livelli di cortisolo, oltre al miglioramento del sonno, del sistema immunitario e della guarigione delle ferite. A livello psicologico, la meditazione migliora la memoria, l’attenzione, la creatività, il problem solving, l’umore, l’autostima, l’empatia, la compassione e la felicità.

La cannabis può essere utilizzata come supporto alla pratica della meditazione?

La cannabis può essere considerata da alcune persone come un supporto per la pratica della meditazione. Alcuni sostengono che l’uso della cannabis possa favorire il rilassamento e liberare dai pensieri negativi, facilitando così il raggiungimento di uno stato di trance meditativa e una maggiore connessione con sé stessi e con l’ambiente circostante. Tuttavia, è importante notare che l’effetto della cannabis può variare da persona a persona e che l’uso di questa sostanza durante la meditazione può comportare effetti negativi sulla memoria, la concentrazione e le capacità cognitive.