La cannabis fa dimagrire? I suoi effetti sul metabolismo

Gli effetti della marijuana sul metabolismo: fa dimagrire?

Ecco come il consumo di marijuana può aiutare a controllare il peso corporeo

Come è noto, il consumo di marijuana genera effetti di diverso tipo sull’organismo.

I più conosciuti vanno dalla cosiddetta “fame chimica” – lo stimolo a ingerire cibi altamente calorici in quantità superiori alla norma – alla diffusa sensazione di relax e pace che i consumatori riferiscono di provare.

Negli ultimi anni, infatti, gli studi scientifici in merito sono orientati alla ricerca di prove inconfutabili di numerose tendenze riportate da chi fa un uso abituale della cannabis.

Tra queste, troviamo anche una presunta correlazione tra il consumo di marijuana e la diminuzione del peso corporeo.

Ma quali prove abbiamo? E soprattutto, in che modo le due cose potrebbero essere collegate?

Vediamo quali sono le interazioni note tra la marijuana e il nostro metabolismo.

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Marijuana e metabolismo: come interagiscono?

Come dicevo, la prima associazione che viene spontaneo fare è indubbiamente quella con la stimolazione del senso di fame, una diretta conseguenza dell’azione del THC sul sistema endocannabinoide umano.

I numeri però sembrano dire il contrario. Vediamo più nel dettaglio.

Durante gli ultimi anni, molti studi stanno indagando sulla relazione tra il CBD e il metabolismo umano. Ciò che è noto è che il cannabidiolo interagisce con il sistema endocannabinoide attraverso i recettori CB1 e CB2, presenti dal cervello al sistema immunitario.

Questi recettori sono responsabili di svariati processi fisiologici, come la percezione dell’appetito o del dolore, il senso di sonno e il processo digestivo.

Fra le tante funzioni regolate dal sistema endocannabinoide troviamo anche quelle relative al bilancio energetico e all’azione metabolica.

I recettori infatti, stimolati dal CBD, assorbono più intensamente le sostanze nutritive presenti nel cibo, intensificando anche le diverse fasi digestive e di conversione dell’energia alimentare.

Sul fatto che fumare marijuana scateni un anomalo appetito – la fame chimica, appunto – non vi sono dubbi. Ma allora perché i fumatori abituali sono oggettivamente meno affetti da problemi del controllo del peso, come l’obesità?

Cerchiamo di scoprirlo insieme.

La fame chimica è un'effetto della marijuana

La marijuana accelera il metabolismo? Lo studio

Parlando di cannabis e metabolismo, non possiamo non parlare dello studio iniziato nel 2011 da Yan Le Strat, psichiatra francese presso l’università di Parigi.

Come ho detto, lo studio è stato avviato nel 2011 e non si è ancora concluso. Il dott. Le Strat si era posto come obiettivo di effettuare una ricerca che durasse svariati anni, proprio per poter valutare gli effetti a lungo termine della cannabis sul metabolismo.

Confrontando due gruppi di persone, il primo di fumatori abituali di marijuana e il secondo di non fumatori, la prima osservazione interessante riguarda, appunto, la percentuale di soggetti affetti da obesità.

Per quanto riguarda i consumatori di cannabis, la percentuale di soggetti con problematiche correlate all’obesità era del 16%.

Osservando, invece, il secondo gruppo – composto da volontari appartenenti alla stessa fascia di età e zona geografica dei componenti del primo – la percentuale arrivava a raggiungere il 26%.

Un divario considerevole che ha portato Le Strat a voler approfondire, negli anni successivi, un’eventuale correlazione tra l’uso di marijuana e il dimagrimento riscontrato, portandolo a ipotizzare un’azione accelerante del metabolismo.

Il dottore ha ritenuto, infatti, di confermare il collegamento tra i due fattori, ma determinare la certezza matematica non è ancora possibile, almeno a oggi.

Gli studi sulla relazione tra marijuana e il metabolismo umano, però, non arrivano solo dalla Francia.

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Gli effetti biologici della marijuana sul metabolismo: lo studio dagli Stati Uniti

Come dicevo, la curiosità e la successiva indagine scientifica sull’interazione tra marijuana e metabolismo non si limitano al vecchio continente.

Anche dagli USA, infatti, riceviamo materiale importante per provare a capire se realmente esista un rapporto diretto tra i cannabinoidi e il dimagrimento.

Esiste un rapporto diretto tra cannabinoidi e dimagrimento?

A questo proposito, è stato formato un team di ricerca d’élite, scegliendo i membri tra le più rinomate università americane e i risultati, pubblicati sul “The American Journal of Medicine”, forniscono interessanti spunti di riflessione al riguardo.

Secondo quanto emerso, pare che la marijuana induca una migliore risposta della funzionalità insulinica.

Ma i vantaggi della cannabis non si limiterebbero a questo: sembra, infatti, che il consumo di questa particolare pianta fornisca un valido aiuto nella prevenzione dell’insorgenza del diabete. Una scoperta non da poco.

Inoltre, la ricerca evidenzia come l’utilizzo regolare sia apparentemente in grado di migliorare il controllo degli zuccheri nel sangue, incrementando anche i livelli di colesterolo HDL, quello “buono”, per intenderci.

Le novità riscontrate da questo studio aprono nuove strade verso la scoperta di terapie alternative contro obesità e diabete.

Osservando poi i comportamenti dei volontari avvezzi al consumo di marijuana, pare, inoltre, che questa abitudine riduca notevolmente l’assunzione di alcol e di conseguenza di tutte quelle calorie cosiddette vuote – non apportano valore nutritivo – tipiche proprio delle bevande alcoliche.

In conclusione, fumare cannabis fa dimagrire?

Che la marijuana interagisca con il nostro metabolismo è ormai cosa certa. Con la scoperta del sistema endocannabinoide abbiamo potuto avere numerose informazioni su come questa interazione sia possibile e avvenga nel dettaglio.

La questione che però ruota attorno alla cannabis e agli effetti che questa può generare sul nostro organismo è ancora piuttosto controversa.

Come abbiamo potuto vedere, l’analisi dei comportamenti e delle caratteristiche di diversi gruppi di consumatori abituali ci porta a concludere che vi sia una stretta correlazione tra l’utilizzo della marijuana e la diminuzione di problematiche connesse all’obesità.

Anche la risposta insulinica di un campione di volontari sembra migliorata dall’assunzione dei cannabinoidi.

Gli studi, però, sono ancora in via di svolgimento e rendono impossibile oggettivizzare le scoperte, dal momento che queste non si verificano nella totalità dei casi.

L’organismo umano è una macchina talmente complessa, che non può bastare osservare un parametro per dedurre una verità assoluta.

Le persone esaminate, anche se condividono alcuni aspetti, come l’età o la provenienza, sono tutte diverse e rispondono agli stimoli sulla base di molte variabili, non riducibili al consumo o meno di cannabis.

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