Cannabis per anziani: può essere davvero utile per la loro salute?

la cannabis può essere utile per la salute degli anziani

Da una recente ricerca sembrano confermati i primi incoraggianti risultati, ma lo studio è ancora in corso

Invecchiando, l’organismo si indebolisce e si è più soggetti a complicazioni di salute anche gravi.

Diabete, malattie cardiovascolari e persino respiratorie rappresentano solo alcuni dei problemi che si possono presentare con l’avanzare dell’età.

Anche se l’invecchiamento è un processo irreversibile, vi sono però dei rimedi che possono aumentare la qualità della vita e tra questi si sta discutendo molto di quelli a base di CBD.

Ma cosa dice la scienza?

Leggi anche: Quali sono (davvero) gli effetti del fumo passivo della cannabis?

Cannabis per anziani: news dal mondo della scienza

Se è vero che l’uso della cannabis per scopi medici è ancora in fase di studio, cominciano a emergere evidenze scientifiche piuttosto chiare sugli effetti benefici della cannabis terapeutica e, in particolare, sulle potenzialità del cannabidiolo (sostanza non psicoattiva derivata dalla Cannabis) per le persone anziane.

In tal senso, i segnali più interessanti sono emersi dalla Conferenza sulla Cannabis e sui Cannabinoidi in Medicina (IACM 2019).

Uno studio condotto su soggetti di età superiore ai 75 anni, la maggioranza dei quali ha utilizzato l’olio di cannabis per via sublinguale, avrebbe individuato importati benefici, quali miglioramento della cognizione, della mobilità e, più in generale, delle funzioni corporee.

Di contro, solo un terzo del campione oggetto di studio avrebbe riportato effetti collaterali, tra cui sonnolenza e secchezza delle fauci.

Per chiarezza, diciamo subito che la cannabis non è un medicinale, ma viene utilizzata come un coadiuvante nella riduzione di sintomi sui quali i farmaci tradizionali non hanno alcun beneficio.

Ciò detto, questo e altri studi sembrano convergere sull’idea che la cannabis possa aiutare gli anziani a vivere meglio i disturbi legati all’età come, ad esempio, dolori articolari e insonnia.

La cannabis può aiutare gli anziani a vivere meglio

Disturbi negli anziani: i potenziali benefici della cannabis

Sebbene gli studi sulla cannabis in ambito medico siano numerosi, sono solo pochi e recenti quelli orientati al trattamento dei disturbi più frequenti nell’invecchiamento. Vediamo, dunque, sulla base delle evidenze scientifiche, alcune circostanze in cui la cannabis può essere presa in considerazione dalle persone anziane.

Entrando un po’ più nello specifico, la cannabis terapeutica può essere utile per combattere l’insonnia, che, con l’età può insorgere più spesso. Sono tante le evidenze scientifiche in tal senso. Esiste anche un farmaco a base di cannabis (ZTL-101) usato per la cura dell’insonnia cronica.

Oltre che per favorire il sonno, essa può essere indicata anche nel caso di disturbi d’ansia o stress.

Secondo alcuni studi, inoltre, il CBD avrebbe proprietà antinfiammatorie e antidolorifiche che potrebbero aiutare tutte le persone anziane che soffrono di dolori muscolari e articolari, diminuendo fastidi e dolori e, al contempo, aumentandone la mobilità.

Senza dimenticare, poi, che la cannabis medicale può fornire un concreto aiuto nelle patologie più gravi, come l’Alzheimer, per le quali non sono ancora stati individuati dei farmaci efficaci.

Come evidenziano diversi studi, infatti, la cannabis avrebbe un effetto positivo quando è somministrata su pazienti che soffrono di disturbi neurodegenerativi, portando a un miglioramento delle abilità cognitive compromesse dall’Alzheimer.

Leggi anche: 5 documentari sulla marijuana che gli appassionati non possono perdere

Disturbi negli anziani: le controindicazioni della cannabis

Visti i vantaggi della cannabis nel trattamento di determinate patologie, parliamo ora delle sue controindicazioni, dato che è probabile che il paziente assuma in contemporanea anche dei farmaci.

Sebbene non vi siano particolari rischi per la salute, il suo uso potrebbe comportare lievi effetti collaterali, come bocca impastata o eccessiva sonnolenza. Occorre, però, fare molta attenzione nel caso di interazione con altri farmaci.

La cannabis medica può essere affiancata alla terapia solo dietro indicazione medica. È necessario far valutare al medico sia i casi in cui questa può essere prescritta sia il tipo di prodotto e il dosaggio più adeguato, così da evitare di correre rischi.

Cannabis affiancata alla terapia solo dietro prescrizione medica

Cannabis terapeutica: chi vi può accedere?

La cannabis terapeutica può essere prescritta dal medico per quelle patologie per le quali esiste in tal senso una letteratura scientifica accreditata.

Dal 2006, in Italia, i medici possono prescrivere preparazioni magistrali a base di cannabis, per il trattamento del dolore causato da patologie di grave entità e in tutti i casi in cui i trattamenti convenzionali non danno risultati soddisfacenti o non sono più sufficienti a tenere sotto controllo i sintomi provocati da determinate patologie, come dolore cronico, effetti collaterali di chemioterapia, radioterapia o cure per HIV, lesioni del midollo spinale ecc.

In conclusione

Anche se è ancora presto per avere certezze, le prime evidenze scientifiche sull’utilizzo della cannabis nelle persone più anziane sono incoraggianti. La cannabis può infatti aiutarli ad affrontare le problematiche legate all’età, ottenendo un miglioramento complessivo della qualità della vita.

Cerchi informazioni sui semi di cannabis commercializzati da Sensory Seeds? Scopri la nostra offerta di semi di marijuana autofiorenti.