Coltivare cannabis Outdoor: cosa significa + pro e contro

coltivare cannabis Outdoor pro e contro

Vantaggi e svantaggi della coltivazione di cannabis Outdoor VS la coltivazione Indoor.

Dove sarebbe meglio piantare i semi di marijuana? All’aperto o al chiuso?

Questo è uno degli interrogativi più quotati dai coltivatori di cannabis alle prime armi, i quali non conoscono i pro e i contro del coltivare Outdoor e quelli di coltivare Indoor.

La scelta del luogo in cui avviare una piantagione dipende infatti dalle proprie esigenze, e bisogna ponderare bene vantaggi e svantaggi di entrambe le scelte per poter valutare al meglio cosa fare.

Ricordandoti che in Italia sia proibito coltivare cannabis (anche a uso personale), ti consigliamo fortemente di utilizzare questo articolo al solo scopo informativo… A meno che tu ti sia trasferito in uno Stato in cui sia legale avere qualche piantina di marijuana in casa o in giardino!

Detto ciò, ecco tutto ciò che devi sapere sulla coltivazione Outdoor e sulla modalità di coltivazione opposta, ovvero Indoor.

I vantaggi della coltivazione di cannabis Outdoor

Come probabilmente saprai, avviare una piantagione di marijuana Outdoor significa coltivarla all’aperto, senza serre o altre strutture a proteggere le piantine.

coltivazione di cannabis outdoor

I semi di cannabis possono germogliare anche al chiuso, magari in una serra, ma poi il coltivatore procede a spostarli in un campo o in un giardino, piantando i germogli direttamente nel terreno oppure in vaso.

Quali sono i vantaggi di questa scelta?

Principalmente i seguenti:

  • Netto risparmio rispetto alla coltivazione Indoor (al chiuso) o outdoor (all’aperto). Ciò di cui i coltivatori hanno bisogno è solo un giardino, un piccolo appezzamento o una terrazza, delle belle giornate di sole e un terreno adatto alle piante di marijuana.
  • Fiori di cannabis con profilo terpenico ricco e naturale. Gli aromi della cannabis coltivata Outdoor sono, di solito, molto più intensi rispetto a quelli delle stesse varietà coltivate al chiuso.
  • Sostenibilità, in quanto non si utilizzano né energia elettrica né sistemi di raffreddamento, riscaldamento e umidificazione.
  • Se le piante crescono direttamente nel terreno, i nutrienti vanno ad arricchire il campo rendendolo sempre più fertile, dunque già pronto per le coltivazioni successive. Inoltre la canapa depura il terreno, dunque i coltivatori hanno uno spazio sempre più sano e sempre più idoneo alla coltivazione di cannabis.

Come (quasi) ogni scelta nella vita, optare per la coltivazione all’aperto comprende anche degli svantaggi. Andiamo a vedere quali.

Leggi anche: Cannabis autofiorente? Ecco che cos’è e quali le sue caratteristiche

Svantaggi della coltivazione Outdoor

Come puoi ben immaginare, coltivare qualsiasi pianta all’aperto significa esporla alle intemperie, al freddo, alle muffe e a nefandi animaletti come i parassiti. Inoltre eventuali gelate o temporali inaspettati possono distruggere in men che non si dica un raccolto di cannabis, mandando all’aria il lavoro di diversi mesi.

Inoltre non è possibile coltivare all’aperto durante la stagione invernale (o comunque porterebbe a un raccolto esiguo) e in Paesi con stagioni molto brevi, specialmente quella primaverile ed estiva.

Non a caso, chi sceglie di avviare una piantagione Outdoor vive solitamente in regioni molto soleggiate, scarsamente colpite dalle precipitazioni e da altri eventi atmosferici sconvenienti. Tende anche a prediligere i semi autofiorenti, i quali derivano dalla cannabis Ruderalis e ne ereditano la resistenza.

Leggi anche: Cannabis Ruderalis: definizione, caratteristiche e origini di questa varietà di marijuana

Vediamo ora i pro e i contro del coltivare cannabis Indoor.

Coltivazione di marijuana Indoor: pro e contro.

piantagione di marijuana indoor

Chi avvia una coltura di cannabis in casa ha la possibilità di avere il pieno controllo della situazione. Può infatti monitorare temperatura, luce, tasso di umidità, parassiti e molto altro ancora, agendo tempestivamente in caso di problemi.

Di solito, coltivando Indoor si ha la certezza di portare alla fioritura e alla maturazione ogni singola pianta di marijuana, con maggiori possibilità di ottenere dei raccolti ricchi e soddisfacenti.

Inoltre bisogna considerare il fatto di poter coltivare durante ogni stagione dell’anno: il clima esterno non interferisce in alcun modo sullo sviluppo delle piantine cresciute in casa, dunque la tecnica Indoor è perfetta per ogni zona del mondo.

Sempre che sia possibile coltivare cannabis!

Anche in questo caso, bisogna considerare sia pro che contro. Se hai letto le righe precedenti conosci già i vantaggi (e se non le hai lette, punta gli occhi poco più in alto!), dunque ecco a te gli svantaggi del metodo Indoor:

  • I costi di avvio di una piantagione domestica sono molto alti. Chi fa questa scelta deve considerare il prezzo di una piccola serra, delle luci, di un impianto di riscaldamento/raffreddamento, dell’umidificazione e molto altro ancora.
  • Avere una piantagione in casa significa dedicare molte energie per verificare che i parametri siano tutti a posto. Outdoor è molto difficile farlo ma, come si suol dire, agricoltore non vede, cuore non duole!

In conclusione

Ora conosci vantaggi e svantaggi del coltivare cannabis Outdoor e Indoor e, come avrai notato, non esiste una scelta migliore dell’altra. Tutto dipende dalle esigenze del coltivatore e dalla regione in cui vive.

Ricorda, però, che non puoi applicare le informazioni che hai appreso senza violare la legge. Infatti in Italia è possibile comprare semi di cannabis online ma solo per collezionarli, non per portarli alla germinazione.

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