Cannabis: come ottenere cime compatte e dense

come ottenere cime compatte e dense

La maggior parte dei canapicoltori desidera arrivare al raccolto con cime voluminose e compatte, ma non tutti ci riescono. Qui parliamo dei segreti di chi ha successo

La coltivazione della canapa richiede l’investimento di tanto tempo e risorse, ma ciò che ripaga tutto è il finale, ossia un raccolto ricco e produttivo.

Talvolta, però, le cose non vanno come si era tanto sperato, e i canapicoltori, anziché cime voluminose e piene, finiscono per ottenere infiorescenze spoglie e leggere.

Qual è il trucco per aumentare la densità delle cime di cannabis?

Si tratta solo di fortuna, oppure bisogna scegliere i semi di marijuana giusti e adottare delle precise tecniche di coltivazione?

Naturalmente l’opzione corretta è la seconda.

Se sei curioso di scoprire come ottenere cime compatte e dense, continua a leggere, perché il questo articolo (a scopo puramente informativo) ti sveleremo i segreti degli esperti della canapa.

Iniziamo!

cima di cannabis

Perché le cime compatte sono migliori di quelle ariose?

Se l’obiettivo comune dei canapicoltori è ottenere infiorescenze compatte e dense, ci sono tanti motivi, ma possono essere riassunti in due parole: ‘resa migliore’.

Scopriamo perché.

Iniziamo con il parlare delle cime ariose. Perché anche quando sono tante non soddisfano chi coltiva cannabis?

Semplice. Innanzitutto il loro aspetto inconsistente e parzialmente spoglio non è molto attraente, di conseguenza venderle sarà più complicato. In secondo luogo, mettendo a confronto due cime di dimensioni identiche, delle quali una è densa e l’altra è ariosa, si scoprirà che la prima ha un peso decisamente maggiore rispetto all’altra e che quindi produrrà più entrate al momento della vendita.

Tutto chiaro?

Ora scopriamo come ottimizzare le rese grazie alle cime di prima qualità.

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Partire dalla genetica giusta è fondamentale

Più volte abbiamo parlato di quanto la scelta di coltivare una precisa genetica di canapa possa influenzare sia le sue dimensioni sia i suoi aromi e gli effetti. In realtà, da varietà a varietà di canapa cambia anche la densità delle cime.

Per esempio, la varietà sativa tende a produrre infiorescenze più diradate e ariose; la varietà indica, invece, sviluppa prevalentemente cime compatte e piene.

Oggi esistono tanti ibridi, pertanto capire su quali semi di cannabis puntare potrebbe essere complicato; quelli a predominanza indica, però, solitamente sono quelli che regalano maggiori soddisfazioni da questo punto di vista.

Temperatura e luce: i parametri corretti fanno la differenza

Le piante di canapa si sviluppano al meglio quando la temperatura dell’ambiente in cui si trovano rientra tra i 18° e i 26° C (l’ideale è non andare mai oltre i 30°). Se questo equilibrio climatico viene interrotto da spifferi di aria gelida o da vere e proprie ondate di calore, però, le cime ne potrebbero risentire, perdendo densità e sviluppando difetti.

Per ottenere infiorescenze di cannabis di qualità, quindi, è importante tenere sotto controllo i parametri climatici in modo molto preciso.

Nelle coltivazioni indoor e in serra il tutto è facilitato dalla possibilità di regolare ventilatori e stufe; nelle colture outdoor, invece, potrebbe essere opportuno installare delle strutture ombreggianti e/o protettive.

Per far sì che una piantagione di canapa dia vita a cime belle piene e compatte, oltre alla temperatura, è fondamentale fare attenzione anche all’intensità luminosa.

Tieni conto che la luce è un ‘ingrediente’ imprescindibile, ma anche che dev’essere dosata adeguatamente.

Essa è necessaria per la fotosintesi delle piante, un processo indispensabile per la crescita e lo sviluppo di tutte le specie vegetali.

Quando la luce è poca, il processo di fotosintesi è insufficiente, pertanto la resa finale delle piante sarà scarsa. Per ovviare a un problema di questo tipo nelle colture indoor bisogna fare in modo che le lampade non siano troppo distanti dalla canapa; mentre nelle colture outdoor bisogna considerare fin dal principio la posizione della piantagione, per assicurarsi che tutti gli esemplari possano ricevere abbastanza luce solare.

Anche troppa luce può compromettere la produzione di cime compatte. Il motivo dipende dal fatto che le fonti luminose producono calore e le temperature elevate possono innescare uno stato di stress, che altera i processi di sviluppo delle piante.

infiorescenza di cannabis

Il ruolo della potatura e del training per ottenere ottime rese

Che si abbia a che fare con piante autofiorenti nane, femminizzate o di qualsiasi altra genetica, se lasciate a sé stesse, queste inizieranno a crescere verticalmente, producendo un’unica cima centrale.

Per massimizzare la resa e far sì che gli esemplari di canapa producano più cime di qualità, è importante intervenire con il training, la cimatura e la potatura.

Le prime due tecniche hanno lo scopo di far sviluppare i rami laterali delle piante, in modo che assumano anch’essi le caratteristiche dei rami principali e che producano nuove infiorescenze; mentre la potatura è necessaria per rimuovere foglie e rami superflui, che risucchiano inutilmente le energie che le piante potrebbero destinare ai fiori.

Leggi anche: Lampade per la coltivazione indoor delle autofiorenti: quali usare?

Per concludere

In questo articolo abbiamo ricapitolato i principali dettagli, spesso trascurati, che possono aiutare i canapicoltori a ottenere buds pieni e densi.

Come sempre occorre partire dalla genetica giusta, luce e temperatura hanno un ruolo cruciale, ma anche seguire la forma della pianta è importante.

E naturalmente, anche se qui non ne abbiamo parlato, occorre tenere sotto controllo i livelli di nutrienti nel terreno e seguire uno scrupoloso piano di irrigazione, in modo che le piante di canapa possano ottenere tutte le energie di cui hanno bisogno per generare boccioli esplosivi.

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