L’hotboxing, una curiosa pratica di cui, probabilmente, non hai mai sentito parlare.

Che cos'è l'hotboxing?

Chi ne fa uso ne vanta gli effetti e questo è dovuto al modo in cui la cannabis viene consumata.

Tra le pratiche di consumo della cannabis ne troviamo una decisamente curiosa ed inusuale.

Si tratta di un modo molto diffuso tra chi fuma in compagnia che si distingue per la caratteristica fitta nube di fumo che ‘riscalda’ l’ambiente.

Ma in cosa consiste nel dettaglio l’hotboxing?

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Hotboxing: cos’è e come si fa

Per hotboxing si intende la pratica di fumare marijuana in spazi al chiuso che si è diffusa nei Paesi dove è legale il suo utilizzo.

I partecipanti, in questo modo, sono obbligati a inalare anche il fumo passivo che resta bloccato all’interno dello spazio in cui ci si è ‘rinchiusi’.

Lo scopo è evidente: aumentare gli effetti della cannabis.

Riempire di fumo uno spazio relativamente piccolo (una stanza, una macchina, una tenda ecc.), al punto da ritrovarsi ‘inghiottiti’ da una fitta nube di fumo. Questo è l’hotboxing. È proprio rendendo l’ambiente saturo di fumo che si accentuano gli effetti della cannabis.

A detta di chi l’ha provato, quando lo si pratica in tanti si trasforma in una sorta di rituale collettivo, un’esperienza coinvolgente e divertente al tempo stesso.

Che cos'è l'hotboxing e come si fa?

Hotboxing: ma davvero funziona?

Uno studio del 2015 della John Hopkins University si è concentrato proprio sugli effetti del fumo passivo di cannabis, in una situazione non diversa da quella che contraddistingue la pratica dell’hotboxing.

Il test consisteva nel rinchiudere per un’ora dodici persone, equamente divise fra fumatori e non fumatori, in uno spazio piccolo, chiuso e poco o nulla ventilato. Il test veniva poi ripetuto con le medesime condizioni in un secondo ambiente, questa volta però più ventilato.

Come risultato, i non fumatori oggetto del primo esperimento (stanza senza ventilazione) dichiaravano di percepire sensazioni inebrianti al pari dei fumatori di cannabis.

Non solo, dalle analisi del sangue è emerso che queste persone erano positive al THC per il solo fatto di aver inalato passivamente il fumo di cannabis.

Questa ricerca sembra, dunque, suggerire come l’hotboxing possa amplificare gli effetti della cannabis, dato che i fumatori inalano anche il fumo passivo.

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Hotboxing: pericoli e controindicazioni

Con la crescente popolarità dell’hotboxing, molti sono curiosi di sapere se questa pratica è sicura o meno. Alcuni hanno addirittura l’idea sbagliata che sia più salutare del fumare erba con altri strumenti, come il bong, ma non è così.

Il fatto è che l’hotboxing è pericoloso perché chi lo pratica  perché aumenta la probabilità di soffrire le conseguenze tipiche dell’inalazione di grandi quantità di fumo. Per questo motivo, anche nei Paesi nei quali il consumo di marijuana è permesso, le autorità sono solite suggerire di non praticarlo e di scegliere un’alternativa più sicura per ridurre al massimo i possibili effetti collaterali.

Nei Paesi dove la cannabis è stata legalizzata, chi pratica abitualmente l’hotboxing è abituato a convivere con i fastidi derivanti dal restare intrappolati in un ambiente saturo di fumo: bruciore degli occhi, secchezza della bocca e vestiti maleodoranti.

Inoltre, se si esagera con l’hotboxing si potrebbero avvertire effetti collaterali più seri, come nausea e vertigini.

Ma le conseguenze più serie di questa pratica sembrerebbero riguardare l’apparato respiratorio. Secondo l’opinione di numerosi medici, infatti, l’hotboxing è associato a un aumento del rischio di sviluppare il cancro ai polmoni. Il fumo di marijuana, infatti, contiene sostanze chimiche nocive come ammoniaca, acido cianidrico e nitrosammine che possono essere particolarmente dannose per la salute di questi organi.

Il rischio di possibili controindicazioni è ancora più alto per quanto riguarda quelle persone che soffrono di problemi respiratori come l’asma, che non possono che peggiorare in caso si pratichi l’hotboxing.

Ci sono maggiori rischi per chi soffre di problemi respiratori

In conclusione

L’hotboxing è una pratica vietata in Italia (come tutte quelle dedicate al consumo di marijuana), ma diffusa in altri Paesi tra gli amanti della cannabis che consiste nel fumare in spazi chiusi al fine di accentuare gli effetti dei cannabinoidi.

Tuttavia, è importante sottolineare che può presentare gravi rischi per la salute poiché l’inalazione di grandi quantità di fumo può causare problemi respiratori severi e altri effetti negativi.

Spero che questo articolo abbia soddisfatto la tua curiosità riguardo l’hotboxing. Se vuoi conoscere le mille sfaccettature che riguardano il mondo della cannabis, rimani aggiornato leggendo gli articoli che trovi sul nostro blog. E, se sei un collezionista di prodotti a base di cannabis legale, dai uno sguardo alla nostra offerta: su Sensoryseeds trovi tanti articoli di qualità certificati e 100% legali!