Lampade per la coltivazione indoor delle autofiorenti: quali usare?

lampade per la coltivazione indoor delle autofiorenti

Sei curioso di sapere quali lampade siano più idonee per il corretto sviluppo delle autofiorenti? Ecco la risposta

Nell’articolo precedente abbiamo parlato di fotoperiodo, piante fotoperiodiche e di quanto sia importante rispettare determinati cicli di luce e buio per favorire il loro sviluppo.

In questo articolo, invece, ci concentreremo sulle piante autofiorenti e autofiorenti nane, ossia quelle piante di canapa che arrivano alla fase di fioritura anche se i cicli di illuminazione rimangono invariati.

Quali potrebbero essere le migliori lampade per la coltivazione indoor delle autofiorenti?

Quali sono i trucchi dei canapicoltori più esperti?

Ecco le principali curiosità sull’argomento.

canapa illuminata con le lampade a LED

Coltivazione indoor delle piante di canapa autofiorenti: dritte sulle lampade

La cannabis autofiorente inizia a fiorire dopo un certo periodo, indipendentemente dalla variazione dei cicli di luce e buio. Questo, però, non significa che le piante nate dai semi autofiorenti possano vivere nell’oscurità: tutte le genetiche di canapa dipendono dalla luce per il processo di fotosintesi.

Se ti sei domandato quale possa essere la luce migliore per lo sviluppo ottimale delle autofiorenti, come per le piante fotoperiodiche la risposta è senza dubbio il sole. Tuttavia, anche nelle colture indoor si può creare l’illuminazione perfetta per ottenere piante vigorose e cime piene.

Vediamo come.

Per la coltura delle piante autofiorenti è possibile utilizzare un’unica fonte di illuminazione per tutta la durata della crescita della pianta; oppure alternare fonti luminose differenti man mano che si passa dalla germinazione, alla fase vegetativa e poi alla fioritura.

Le luci ideali per l’intero ciclo di vita delle piante autofiorenti sono i LED ad ampio spettro. Si tratta di lampade sicuramente costose, ma che garantiscono ottime performance e costi di gestione inferiori rispetto alle lampade più datate (come le HID, o lampade allo xeno).

Considerando che le piante di canapa a fioritura automatica hanno una fase vegetativa molto breve, alcuni canapicoltori preferiscono usare le lampade HPS (al sodio), ossia delle fonti di luce arancione /rossa.

I canapicoltori che amano seguire ogni passaggio della crescita delle piante, invece, tendenzialmente utilizzano:

  • per le autofiorenti appena nate (germinazione): le lampadine fluorescenti compatte (CFL);
  • per le piante in fase vegetativa: le lampadine a luce blu (6500K), perfette per stimolare la crescita della pianta a livello di densità;
  • per le piante in fase di fioritura: le lampade HPS con luce rossa, ideali per la fase di fioritura, in quanto stimolano la produzione delle cime più grandi e compatte.

Leggi anche: Fotoperiodo delle piante: ecco cosa vuol dire

Qual è il miglior programma di illuminazione per le autofiorenti?

Le piante di canapa autofiorente sono in grado di sopravvivere anche anche se esposte ad appena sei ore di luce. Tuttavia, una maggiore esposizione alle fonti luminose garantirà una resa migliore e permetterà agli esemplari coltivati di diventare più forti e vigorosi.

infiorescenza di canapa illuminata da una lampada

Ma allora qual è la formula giusta?

Scopriamo le differenze fra i tre principali programmi utilizzati:

  • programma 24/24
    alcuni canapicoltori sostengono che fornire alle loro autofiorenti luce senza sosta (h24) consenta di massimizzare la loro crescita durante la fase vegetativa. Questo programma ottimizza le rese finali e non richiede l’utilizzo di un timer, tuttavia comporta una grossa spesa a livello energetico.
  • programma 18/6
    considerando che la fase vegetativa delle piante autofiorenti è abbastanza breve, fornire loro luce per almeno 18 ore le permetterà di sviluppare una struttura sana e robusta. La pausa di sei ore, allo stesso tempo, permetterà alle piante di recuperare energie (per molti canapicoltori è un aspetto essenziale per ottenere raccolti di qualità). Questo programma garantisce ottime rese e implica una spesa energetica decisamente inferiore rispetto al precedente. Per sfruttarlo al meglio è necessario essere in possesso di un timer.
  • programma 12/12
    quest’ultimo programma è sicuramente il più economico; di contro, però, farà sì che le piante producano cime più piccole e che la resa sia inferiore rispetto ai due casi precedenti. Se ti stai chiedendo perché alcuni canapicoltori scelgono di sfruttare questo programma è perché permette di evitare lo stress da calore e perché consente di coltivare le autofiorenti insieme alle piante di canapa fotoperiodiche.

Come vedi ogni programma ha sia pro che contro, e sta a ogni canapicoltore, in base alle proprie necessità e ai propri mezzi, capire quale scegliere.

Leggi anche: Terriccio per autofiorenti: guida per scegliere quello giusto

Per concludere

Nei paragrafi precedenti ti abbiamo svelato i segreti dei canapicoltori più esperti riguardo alla scelta delle lampade per le piante autofiorenti e abbiamo definito i pro e contro dei principali programmi di illuminazione, quindi dovresti avere le idee abbastanza chiare sull’argomento.

Ti ricordiamo che questo articolo ha uno scopo puramente informativo e che in Italia coltivare cannabis è tutt’ora vietato (a meno che non si possegga un’autorizzazione ufficiale).

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