Marijuana & overdose: qual è la verità?

marijuana overdose

Si può andare in overdose di cannabis? Ecco la risposta.

Se sei un appassionato di marijuana (e magari collezioni semi di cannabis acquistati online) è molto probabile che tu abbia una domanda in testa riguardante marijuana e overdose: “È possibile andare in overdose dopo aver fumato molte canne?”.

Effettivamente, intorno a questa droga leggera ruotano tante di quelle leggende metropolitane che risulta difficile discernere la fantasia dalla realtà: fino a pochi decenni fa si pensava che la cannabis portasse alla “pazzia”, a sviluppare un’indole violenta e dedita agli eccessi… E molti lo pensano ancora!

Quindi non ci stupisce il fatto che circoli ancora il mito dell’overdose di marijuana. Sì, perché si tratta proprio di un mito!

La leggenda metropolitana dell’overdose di cannabis.

overdose di cannabis leggenda metropolitana

Marijuana e overdose sono due argomenti estranei tra loro: si può esagerare ed avere effetti collaterali anche pesanti, ma al mondo non esiste alcun un caso registrato di morte per overdose di THC.

Sfatare questo mito è molto importante perché, sebbene venga talvolta paragonata ad altre droghe come LSD e cocaina, in realtà la cannabis non è assolutamente pericolosa come le altre sostanze stupefacenti.

Pensa che, nel 1988, Francis Young – giudice della Drug Enforcement Administration – si era dichiarato favorevole a riclassificare (anche se parzialmente) la cannabis proprio per via del basso rischio dato dal consumo di questa sostanza. Ai tempi era noto che, per arrivare a overdose di marijuana, una persona avrebbe dovuto ingerire per via orale percentuali di THC puro fra le 20.000 e le 40.000 volte superiori a quelle contenute in un singolo spinello.

Sai quanta erba occorrerebbe per arrivare a tale livello? Circa 700 kg, da consumare in meno di un quarto d’ora (prima che il cervello possa smaltire il THC)!

– Ok, però parliamo del 1988, dirai tu.

Nessun problema: prendiamo uno studio nettamente più recente, condotto nel 2015 e supervisionato nel 2017 e nel 2019 (qui il documento ufficiale). Tale ricerca dice che, affinché la marijuana ad alto contenuto di THC possa rivelarsi letale, un adulto dovrebbe ingerire oltre 30 mg/kg (corrispondente a 2100 mg per un uomo di 70 kg di peso).

Considerando che 1 grammo di cannabis contiene circa 100 mg di THC, risulta impossibile ingerirne quantità tali da arrivare a 2100 mg. Inoltre sappiamo bene che il THC contenuto nella cannabis non può essere puro, sia perché la sua azione viene mitigata dagli altri cannabinoidi – tra cui il famoso CBD -, sia perché… Suvvia, chi ingerirebbe un tale quantitativo di cime di marijuana evitando di unirle ad altri ingredienti?

Sarebbe come mangiare un intero lotto di tisane (perché si tratta sempre di foglie secche) in pochi minuti senza bere nemmeno un goccio d’acqua.

A questo punto possiamo dire che la risposta alla domanda “Si può andare in overdose da cannabinoidi?” è: NO! Sarebbe impossibile che una persona, di sua spontanea volontà, possa ingerire chissà quanti kg di cannabis in un brevissimo lasso di tempo.

E questo è il motivo per cui, finora, non sono stati riscontrati decessi dovuti al solo uso di marijuana.

Attenzione, però: ciò non significa che non si possa esagerare o vivere gli effetti collaterali del THC!

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Quali sono gli effetti collaterali del THC e come evitarli?

Evitare gli effetti negativi del THC non è semplice perché ogni persona reagisce diversamente all’assunzione di tale sostanza psicoattiva. Alcune persone, soprattutto le fortunate che presentano un metabolismo veloce, sembrano tollerare bene gli effetti del THC, probabilmente perché il proprio organismo smaltisce molto in fretta tale cannabinoide.

Altre persone, invece, sono maggiormente predisposte a subire gli effetti collaterali del THC, ovvero:

  • ansia
  • comportamenti psicotici
  • attacchi di panico
  • stato confusionale
  • mal di testa
  • vertigini
  • aumento della frequenza del battito cardiaco
  • paranoia
  • affaticamento
  • (in casi molto rari) allucinazioni

Chi soffre di queste reazioni dopo aver assunto THC dovrebbe limitarne il consumo, sospenderlo completamente oppure evitare di consumarlo in particolari situazioni che potrebbero scatenare questi effetti. Tra queste, possiamo citare i momenti di forte preoccupazione e quelli in cui il cervello viene sottoposto a forti stimoli, ad esempio luoghi caldi, chiusi e colmi di persone, musica a volume molto alto, luci intermittenti o stroboscopiche etc.

Inoltre, per scongiurare i più gravi effetti collaterali della cannabis, si dovrebbe evitare di assumerla insieme all’alcool e ad altre sostanze stupefacenti.

Quanto durano gli effetti collaterali della cannabis?

durata effetti collaterali della marijuana overdose

Ora sai che, sebbene sia praticamente impossibile arrivare all’overdose di marijuana, l’assunzione di THC può provocare effetti collaterali anche importanti.

Tali effetti possono durare dai 20-30 minuti (questa è la situazione più comune) a una giornata intera, in base alla reazione dell’organismo. In genere, per favorire la scomparsa dei sintomi negativi bisognerebbe bere molta acqua, mangiare, passeggiare e, se possibile, rimanere in luogo calmo, sicuro e confortevole.

Così facendo, la sintomatologia dovrebbe scomparire nel più breve tempo possibile e lasciar spazio, al massimo, all’hangover post cannabis.

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In conclusione

Ora sai tutto riguardo l’overdose di marijuana, gli effetti negativi che si possono scatenare dall’assunzione di questa sostanza e come combatterli nel modo più efficace possibile.

Essendo una sostanza stupefacente (seppur in maniera nettamente inferiore rispetto alle altre), la cannabis ad alto contenuto di THC rimane un prodotto proibito in Italia, tanto che anche coltivarla si configura in un reato penale o un illecito amministrativo in base ai casi.

Per il momento, è possibile acquistare semi di marijuana online ma per il solo collezionismo: non è permesso farli germogliare perché potrebbero dar vita a piantine contenenti THC.

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