La marijuana sintetica può essere molto pericolosa. Ecco perché

Tutto ciò che dovresti sapere sui cannabinoidi sintetici

Se ti incuriosisce il mondo della cannabis è probabile che tra una notizia e l’altra ti sia capitato di imbatterti in articoli che citano la marijuana sintetica. Lì per lì magari non hai voluto approfondire l’argomento, ma ora vuoi sapere di cosa si tratti e se sia nociva come dicono.

Nelle prossime righe chiariremo cosa sono i cannabinoidi sintetici, come hanno avuto origine e quali effetti hanno sull’organismo.

Come si presentano i cannabinoidi sintetici

Come si presentano i cannabinoidi sintetici

La marijuana sintetica è un prodotto che entra a far parte di diritto della categoria dei cannabinoidi sintetici. Nel caso non lo sapessi, i cannabinoidi sono le sostanze presenti nella composizione chimica della cannabis (i principali sono il THC e il CBD). La loro sintetizzazione in laboratorio ha dato vita a composti artificiali che ne emulano gli effetti e possono essere assunti in vari modi.

Ma qual è il loro aspetto? Come si fa a riconoscerli?

In laboratorio, i cannabinoidi sintetici nascono come composti liquidi destinati a vari tipi di utilizzo: possono essere inalati in forma gassosa con un vaporizzatore o svapati con la sigaretta elettronica. Tuttavia, possono anche essere mischiati con materiale vegetale, ad esempio mix di foglie di melissa, timo, e menta. È così che nasce la marijuana sintetica, un prodotto che assomiglia alla cannabis naturale non solo per l’aspetto, per il sapore e per l’odore ma anche per gli effetti che dà quando viene fumata.

Prodotti come Spice, K2 e Black Mamba hanno riscosso molto successo tra gli appassionati di canapa, specialmente i più giovani, e per un certo periodo sono stati venduti liberamente nonostante la loro assunzione generasse una reazione del corpo simile a quella dei cannabinoidi ad alto contenuto di THC (dunque stupefacenti). Prima di capire perché i cannabinoidi sintetici sono stati messi al bando, però, è giusto che tu sappia come sono nati.

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Come è nata la marijuana sintetica

L’idea di sintetizzare i cannabinoidi in laboratorio ha avuto origine per scopi tutt’altro che negativi: nel 2004, infatti, un team di scienziati americani guidato da John Huffman iniziò a effettuare degli studi sul funzionamento dei cannabinoidi endogeni, ovvero quelli prodotti dall’organismo. Per acquisire nuove informazioni circa gli effetti di queste sostanze sul corpo, gli studiosi diedero vita a composti sintetici le cui proprietà simili a quelle dei cannabinoidi presenti nella cannabis interagissero con il sistema endocannabinoide umano.

Nessuno di loro, però, si immaginava che in seguito alle loro scoperte qualcuno avrebbe impiegato lo stesso metodo per produrre sostanze da immettere nel mercato con l’obiettivo di diffondere una nuova droga. Eppure questo accadde pochi anni dopo, esattamente nel 2008 quando la marijuana sintetica Spice fu realizzata in alcuni laboratori clandestini.

Dal punto di vista legale, tra l’altro, queste sostanze all’inizio non erano vietate poiché venivano vendute come profumatori di ambienti. Solo in seguito a diversi casi di intossicazione ed effetti collaterali gravi il governo degli Stati Uniti, e a seguire altri Paesi, bandirono la Spice.

Ma quali reazioni può causare assunzione di cannabinoidi sintetici? Lo scoprirai nel prossimo paragrafo.

Marijuana sintetica: gli effetti

I cannabinoidi sintetici e i loro effetti: un pericolo per la salute

Quando vengono sintetizzati in laboratorio, nessuno a parte il produttore è in grado di informare un potenziale consumatore riguardo alla loro composizione chimica. Ciò che ne consegue è che le persone incuriosite dall’effetto simile alla marijuana vadano incontro al rischio di subire danni imprevedibili.

Inoltre, sembra che le molecole sintetiche dei cannabinoidi creati in laboratorio leghino in maniera diversa con i recettori del sistema endocannabinoide umano rispetto al CBD e al THC presenti nella cannabis. Per dirla in maniera più chiara, interagiscono in modo più accentuato con i recettori CB1, dando origine a effetti molto invasivi come la paranoia, le allucinazioni, la tachicardia, l’alterazione delle sensazioni o un rilassamento estremo.

È chiaro che uno stato psicofisico alterato da simili reazioni possa rappresentare un pericolo non solo per l’individuo che assume la marijuana sintetica ma anche per chi gli sta intorno (pensa, ad esempio, alle conseguenze di un’allucinazione o un colpo di sonno durante la guida di un veicolo). Ma al di là di questi effetti è possibile che si manifestino reazioni ancora più gravi alle sostanze sintetiche: tra gli effetti collaterali riscontrati in seguito all’inalazione del fumo o dei vapori dei cannabinoidi creati in laboratorio figurano:

  • le convulsioni;
  • danni gravi al fegato;
  • scarso afflusso sanguigno al cuore;
  • pressione alta.

Naturalmente, poiché le sostanze utilizzate per creare cannabinoidi sintetici nuovi variano, non sono da escludere anche altri tipi di danni all’organismo, ma per comprendere la pericolosità del loro utilizzo è sufficiente sapere che in alcuni casi estremi i cannabinoidi sintetici possono portare anche alla morte.

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In conclusione

Se prima di leggere questo articolo avevi una scarsa conoscenza della marijuana sintetica, ora sicuramente hai tutte le informazioni che ti servono per capire che è meglio starne alla larga. Se proprio vuoi coltivare la tua passione per la cannabis in modo sano e costruttivo puoi dedicarti al collezionismo delle infiorescenze di canapa light e dei semi di marijuana.

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