Piantare un seme di marijuana è lecito o ci sono delle conseguenze?

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I possibili risvolti legali del piantare un seme di cannabis.

Hai visto una grande varietà di semi di cannabis online e ti stai chiedendo se, in Italia, sia possibile piantare un seme di marijuana?

Il tuo dubbio è assolutamente lecito e comprensibile, poiché le normative riguardo questi prodotti possono essere di difficile comprensione o comunque poco chiare.

Oggi abbiamo una buona notizia per te: risolveremo tutti i tuoi dubbi e chiariremo se piantare semi di cannabis sia lecito oppure se questo comportamento preveda delle conseguenze.

Siediti comodo e lucida le pupille perché stiamo per iniziare!

In Italia si può coltivare cannabis per uso personale?

coltivare cannabis per uso personale

Sebbene la Cassazione si sia recentemente espressa in merito, depenalizzando la coltivazione di esigue quantità di marijuana a scopo esclusivamente personale, piantare semi di marijuana in Italia è ancora un reato.

Nello specifico, coltivare cannabis si tratta di un reato amministrativo quando la persona colta sul fatto riesce a dimostrare che le piantine siano davvero mirate all’utilizzo personale. Si tratta invece di un reato penale quando chi viene sorpreso dalle Autorità coltiva cannabis per distribuirla ad altre persone.

L’uso esclusivamente personale è evidente quando il numero di piantine coltivate è davvero basso. Dunque piantare un seme di marijuana potrebbe essere considerato un reato amministrativo e non un reato penale, in quanto difficilmente una pianta riesce a produrre un quantitativo di fiori atto a soddisfare le esigenze di più persone.

Al contrario, un numero di piantine consistente – magari accompagnato da strumentazioni particolari o da altre spie di reato – verrebbe sicuramente considerato come un reato penale.

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Quali sono le conseguenze amministrative e penali della coltivazione di marijuana?

Coltivare marijuana: ecco le conseguenze del reato amministrativo e del reato penale.

Come ti abbiamo anticipato, coltivare marijuana nel territorio italiano significa compiere, in base alle circostanze, un reato amministrativo o un reato penale.

Anche se consentire la produzione domestica significherebbe ridurre il traffico illecito di cannabis, in quanto il mercato nero risentirebbe nettamente di questo permesso, al momento non sembrano esserci grandi speranze per la legalizzazione della marijuana in Italia.

Le conseguenze, quando i coltivatori vengono colti sul fatto, potrebbero essere le seguenti:

  • Sanzione amministrativa, se la sentenza parla di reato amministrativo e dunque di coltivazione (e detenzione) di sostanze stupefacenti destinate al solo uso personale (Art. 75 DPR 309/1990). In questo caso, le Autorità giudiziarie possono procedere all’applicazione di una o più delle seguenti sanzioni amministrative:
    • sospensione della patente di guida o divieto di conseguirla
    • sospensione della licenza di porto d’armi o divieto di conseguirla
    • sospensione del passaporto e di ogni altro documento equipollente o divieto di conseguirli
    • sospensione del permesso di soggiorno per motivi di turismo o divieto di conseguirlo se l’imputato è un cittadino extracomunitario
  • Sanzione penale, se la sentenza parla di reato penale e dunque di coltivazione e detenzione di droga a fini di spaccio. Secondo il Testo Unico sugli stupefacenti (DPR 309/1990), chi detiene droghe leggere a fini di cessione a terzi rischia dai 2 ai 6 anni di reclusione.

La quantità di sostanze stupefacenti influisce nettamente sulla sentenza. La sanzione amministrativa è prevista fino a un limite di 500 mg di principio attivo nel caso di marijuana e hashish (circa 35-40 spinelli confezionati); oltre queste quantità si parla di reato penale.

detenzione di cannabis per uso personale è reato amministrativo

Naturalmente, piantare uno o due semi di cannabis autofiorenti, femminizzati o veloci non comporta la produzione di notevoli quantità di erba, ma rimane comunque un reato amministrativo.

A questo punto ti starai chiedendo: “Ma perché posso comprare semi di marijuana online se piantarli costituisce un reato?”.

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Perché si possono acquistare semi di cannabis se coltivarli è un reato amministrativo/penale in base ai casi?

Il motivo è insito nei tanti vuoti legislativi della Legge italiana: i semi autofiorenti, i semi femminizzati e i semi fast flowering non presentano THC, dunque sono un prodotto legale nel territorio italiano.

Nonostante ciò, le piante che possono nascere da questi semi producono dei fiori ricchi di THC, sostanza stupefacente illegale in Italia.

Ecco perché comprare semi di cannabis è lecito ma coltivarli non lo è.

Cosa si può fare, allora, dopo aver acquistato questi prodotti e averli ricevuti a casa?

Si possono collezionare, dunque conservarli o esporli senza però coltivarli. Le semenze di cannabis sono considerabili come dei prodotti da collezione; non a caso il termine “semi da collezione” è diventato ormai un loro sinonimo.

Ciò che invece non puoi fare (per evitare di compiere un reato) è piantarli, farli germogliare e portarli a fioritura.

Ebbene sì: per il momento bisogna accontentarsi, nell’attesa che la legge faccia qualche passo avanti per quanto riguarda la detenzione a uso personale di droghe leggere!

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