Canapa maschio legale: per cosa viene utilizzata e quali sono le sue caratteristiche

Le proprietà e gli utilizzi della pianta di cannabis maschio

Spesso si ritiene che le piante maschili di cannabis non siano di alcuna utilità, ma non è per niente vero: scopriamone le proprietà.

Chi possiede qualche conoscenza riguardo alla coltivazione della cannabis, sa che le infiorescenze gradite ai suoi estimatori provengono dalle piante femminili e non impollinate. Quale può essere allora la destinazione di utilizzo delle piante maschili? Alcuni le ritengono inutili, ma in realtà possono essere impiegate in diversi contesti: vediamo quali.

Perché molti coltivatori non amano le piante maschio

La cannabis legale maschile non è molto amata dai coltivatori, poiché potrebbe impollinare la versione femminile e produrre i semi di marijuana light, escludendo, al contrario, la produzione di fiori femminili non fecondati, naturalmente ricchi di THC.

Per produrre questo tipo di infiorescenze, i coltivatori prediligono la marijuana femminilizzata, utilizzando semi che garantiscono circa il 100% di possibilità che si sviluppi una piantina femminile, anche perché spesso tali semi provengono da piante sottoposte a trattamenti ormonali.

Questo significa che le piantine maschili talvolta vengono scartate fin da subito. Ma non è sempre così: la cannabis maschio può rivelarsi infatti spesso molto utile, e perfino indispensabile.

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Quando e come si utilizzano le piantine maschili di canapa

Uno dei principali utilizzi delle piantine maschili di cannabis legale riguarda la produzione e la commercializzazione dei semi. Oltre a ciò, i coltivatori di marijuana light a livello industriale spesso creano incroci particolari tra diverse varietà per creare ibridi dotati di caratteristiche specifiche: per raggiungere questo risultato le piante maschili sono indispensabili, poiché provvedono all’impollinazione della pianta femminile per arrivare a produrre una nuova specie, e ad ottenere i relativi semi.

Le piante di canapa maschile possono essere utilizzate anche in diversi altri contesti, tra cui:

  • la produzione di fibre tessili, considerando che la pianta maschile è molto più flessibile ed elastica della versione femminile;
  • la produzione di tisane, cosmetici e prodotti di erboristeria;
  • la preparazione di pacciamature e fertilizzanti biologici.

Queste sono solo alcune tra le tantissime destinazioni di utilizzo delle piante maschili della cannabis.

Distinzione tra piante maschili e femminili

Una pianta di cannabis

Trascorse un paio di settimane dalla fioritura, le piante di marijuana, in generale, iniziano il periodo di maturazione sessuale che si completerà entro un paio di mesi. Le piante femminili sono le più apprezzate dai coltivatori poiché i fiori sono ricoperti da uno strato resinoso, molto ricco di cannabinoidi: THC oppure, se si tratta di marijuana light, CBD.

La resina che copre i fiori è necessaria per favorire la fecondazione: infatti, è proprio questa resina che cattura i pollini maschili e permette che avvenga la fecondazione. Una volta fecondata, la pianta produrrà i semi, per garantire la prosecuzione della specie.

Quando le piante femminili vengono mantenute distanti dal polline maschile, producono una maggiore quantità di resina, nell’intento di riuscire a catturare comunque il polline: ciò significa che la pianta impiega tutte le proprie energie per produrre la resina, evitando, al contrario, di produrre i semi.

Le piante maschili possiedono una struttura un po’ diversa, sono più alte, con steli molto spessi e foglie disposte a ventaglio. Inoltre, nei punti in cui i rami si uniscono allo stelo principale, un paio di settimane dopo la fioritura compaiono le sacche di polline.

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Perché è bene non eliminare le piante maschili di cannabis

È importante tenere presente che le piante maschili di cannabis sono indispensabili per fare sì che la specie si conservi nel tempo. Inoltre, è proprio con le piante maschili che si possono creare ibridi particolari, oltre ad essere adatte per la preparazione di tessuti, cosmetici e prodotti alimentari.

Pianta di cannabis maschio

In ogni caso, appena dopo la fioritura diventa possibile distinguere le piante maschili da quelle femminili, ma prima di eliminare le piante maschili, è bene capire che possono rivelarsi ideali in molte situazioni. Ad esempio, se sviluppate completamente contengono comunque una buona percentuale di cannabinoidi, oltre a produrre parecchio polline, con il vantaggio di una crescita più rapida di quella delle piante femminili.

Quindi, nel caso in cui i semi che si ritenevano di piante femminili dovessero generare degli esemplari maschili, il consiglio è quello di lasciare che si sviluppino fino alla fine.

Senza dimenticare che, soprattutto durante la fase di sviluppo, le piante di cannabis, maschili o femminili che siano, sono comunque ricche di importanti principii attivi, tra cui fenoli e antiossidanti.

Si può ottenere un ottimo succo di cannabis con tutte le parti della pianta, escludendo solo i rami più legnosi, il polline può essere usato anche in cucina per la preparazione di prodotti da forno e nelle coltivazioni industriali le piante maschio sono spesso usate per produrre tessuto adatto per la confezione di biancheria e fazzoletti.

Suggerimenti di utilizzo della cannabis per la casa e per l’ambiente naturale

La pianta della canapa è nota fin dai tempi antichi e oggi viene apprezzata per la versatilità e per i numerosi vantaggi che è in grado di apportare.

Oltre ai principii attivi utili per i prodotti farmacologici, la cannabis è un buon antiparassitario e repellente: se coltivata in giardino contribuisce ad allontanare mosche e zanzare.

Le foglie fresche e tenere applicate sulla pelle possono aiutare a ridurre i segni delle contusioni, in agricoltura può invece contribuire a proteggere le coltivazioni dai parassiti e dalle infestanti, grazie all’elevato contenuto in terpeni.

Le radici profonde della pianta sono molto utili per arieggiare il terreno: può essere quindi considerata una coltivazione ideale per la rotazione dei campi o per migliorare la qualità dei terreni incolti.

Quando la pianta ha raggiunto il termine del suo ciclo di vita e iniziano a cadere le foglie, può comunque essere ancora usata come fertilizzante naturale, ricco in vitamine e minerali.

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