Foglie rivolte verso il basso: perché avviene nella cannabis e cosa fare

Ecco cosa significa quando le foglie della cannabis sono rivolte verso il basso.

Come tutte le piante, anche quelle della cannabis hanno il loro modo di comunicare i propri stati di malessere. Spesso, ad esempio, le piante di cannabis hanno le foglie rivolte verso il basso. Vediamo insieme cosa significa.

I coltivatori autorizzati di cannabis sanno, da buoni professionisti, come riconoscere uno stato di malessere di una pianta. Uno dei segnali più comuni è il fatto che le foglie possono rivolgersi verso il basso o accartocciarsi.

Quando questo avviene vuol dire che la pianta sta subendo un forte stress e bisogna agire di conseguenza per evitare che il raccolto vada perduto e la produzione ne risenta.

Prima di analizzare il problema e offrire alcune pratiche soluzioni, vogliamo invitarti a visitare il nostro shop online SensorySeeds dedicato ai collezionisti di semi di cannabis, ricco di prodotti di prima qualità (come i BSF Seeds).

Ricordiamo inoltre, che i consigli offerti qui non sono in alcun modo un incentivo alla coltivazione (che in Italia resta illegale se non in presenza di precise autorizzazioni).

Fatta questa premessa doverosa, vediamo quali sono le cause di stress per le piante di cannabis e le relative soluzioni da attuare subito in caso di foglie rivolte verso il basso.

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Le possibili cause delle foglie rivolte verso il basso

Coltivatore che controlla lo stato delle foglie di cannabis

Ecco le 5 principali cause di questo segnale di malessere per le piante di cannabis.

1 – Stress idrico

Le piante di cannabis possono andare in stress idrico sia per la troppa acqua che per la mancanza della stessa. Se ad esempio si fa una coltivazione outdoor durante i mesi estivi, potrebbe verificarsi una forte mancanza di precipitazioni piovose e questo può andare a influire sullo sviluppo delle piante. Il terreno va infatti a seccarsi e le piante inizierebbero presto ad apparire visibilmente abbattute, con le foglie rivolte verso il basso.

Un eccesso di acqua si può invece verificare nei mesi primaverili o verso settembre-ottobre. La soluzione allo stress idrico, non può che essere un controllo costante dell’idratazione delle piante con un’aggiunta di acqua quando se ne presenta la necessità, oppure con l’aggiunta di una copertura nei mesi più piovosi.

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2 – Stress da ipossia

Questo tipo di stress si verifica quando non arriva sufficiente ossigeno alle radici delle piante. Questo avviene soprattutto quando il substrato resta bagnato per troppo tempo o non è drenato bene. Le funzioni metaboliche della pianta risultano rallentate e le foglie, oltre ad abbassarsi, diventano di colore giallo.

Per risolvere questo problema si dovrebbe garantire alle piante un substrato spugnoso e areato, soprattutto se si coltivano piante autofiorenti. Una soluzione potrebbe essere fare un mix di terra con il 30% di cocco e utilizzare vasi drenanti.

Da ricordare è anche il fatto che dai 20 gradi in su l’ossigeno contenuto nell’acqua diminuisce, quindi bisogna annaffiare le piante con acqua fresca e non dimenticare gli annaffiatoi al sole.

3 – Stress da temperatura sbagliata

Le piante di cannabis soffrono sia per una temperatura troppo calda che per una temperatura troppo fredda. In particolare vanno incontro ad un forte stress se di giorno fa molto caldo e di notte c’è un brusco abbassamento della temperatura.

Le piante di cannabis hanno un range di temperatura ideale tra i 18 e i 29 gradi.

Coltivazione di cannabis con temperature tra i 18 e i 29 gradi

Importante è non lasciarle troppo al freddo soprattutto nelle prime fasi della loro vita, dove temperature estreme potrebbero fermarne la crescita. Per evitare le escursioni di temperatura sarebbe opportuno coprire le piante durante la notte oppure ombreggiarle durante il giorno.

4 – Stress da parassiti e malattie

Soprattutto nelle coltivazioni outdoor è possibile che le piante si infettino con qualche malattia o vengano parassitate da qualche insetto. La crescita in questo caso si blocca perché la pianta concentra le sue energie per contrastare l’infezione.

La soluzione in questi casi è quella di applicare metodi di prevenzione per evitare le malattie. Nel momento in cui l’infezione è già avvenuta, allora bisogna curare la pianta fornendole i giusti prodotti e anche un buon supporto come un fertilizzante leggero, contenente aminoacidi e vitamine.

5 – Stress da eccesso o mancanza di nutrienti

Spesso la mancanza di nutrienti non è dovuta al fatto che non ne vengono forniti abbastanza, ma piuttosto dal fatto che la pianta non riesce ad assorbirli.

Molte volte questo accade per un eccessivo accumulo di sale nel substrato. Per evitare questa eventualità bisogna fare un lavaggio delle radici con acqua e senza fertilizzante.

Per concludere

È chiaro quindi che le piante di cannabis hanno bisogno di una cura e di attenzioni costanti e di una buona conoscenza sia dei problemi che possono insorgere sia delle possibili soluzioni adottabili.

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