Eccesso di acqua nella canapa: i sintomi per capire se c’è un problema

I sintomi di un problema, quando c'è un'eccesso di acqua nella cannabis

L’irrigazione delle piante di cannabis è un processo delicato che richiede attenzione ed equilibrio. Cosa succede se le piante hanno un eccesso di acqua? Vediamolo insieme.

Le piante di cannabis sono particolarmente delicate ed esigenti e chi le coltiva (là dove è legale) lo sa benissimo. Ci sono delle situazioni in cui le piante soffrono particolarmente, e una di queste è quando sono sottoposte ad un eccesso di irrigazione o eccesso di acqua.

Ogni buon canapicoltore sa che è fondamentale prestare la massima attenzione alla quantità di acqua che viene fornita alle piante di cannabis per evitare di rovinare un intero raccolto.

Noi di Sensory Seeds che da anni ci occupiamo della vendita online di semi di cannabis di prima qualità, abbiamo realizzato questa guida per aiutare a riconoscere i segnali di sofferenza dovuti alla troppo (o alla poca) acqua e saper agire di conseguenza.

La guida è offerta al solo scopo informativo per i lettori italiani in quanto, va ricordato, la coltivazione nel nostro Paese è illegale e i prodotti presenti sul nostro shop sono adatti solo a collezionisti.

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Cosa succede alle piante di cannabis che ricevono troppa acqua?

Coltivazione di cannabis con impianto d'irrigazione a goccia

Solitamente un coltivatore esperto non fa questo errore. Si tratta di un’esclusiva (o quasi) dei principianti, e di solito è la conseguenza di un eccesso di premura.

Si tende infatti a pensare che le piante, non solo quelle di cannabis, abbiano continuamente bisogno di acqua per vivere, ma in realtà non è così. Non è necessario irrigare ogni volta che il terreno comincia leggermente ad asciugarsi, poiché le piante in questo caso non stanno sicuramente morendo di sete.

Bisogna tenere presente che una delle parti più importanti della pianta di cannabis (ma non solo) sono le radici. Queste non hanno infatti soltanto il ruolo di ancoraggio al terreno, ma vanno ad assorbire le sostanze nutritive in esso contenute e appunto, l’acqua.

Non tutti sanno però che tramite le radici le piante di cannabis assorbono anche ossigeno.

Dare troppa acqua alle piante di cannabis comporta un impedimento all’assorbimento di ossigeno e quindi la pianta comincia a manifestare il suo malessere. Uno dei sintomi più comuni è quello dell’incurvamento delle foglie verso il basso, a volte proprio subito dopo l’irrigazione. Col passare del tempo, se il problema persiste le foglie cominciano ad ingiallirsi.

I rimedi per una eccessiva irrigazione

Per limitare i danni di una eccessiva irrigazione la soluzione è molto semplice: bisogna irrigare di meno! Innanzitutto si deve far passare più tempo tra un’irrigazione e l’altra, ma si possono adottare anche altri metodi per capire quando irrigare o meno.

Si può ad esempio sondare il terreno con il dito e aspettare che i primi 3 cm si siano asciugati a sufficienza prima di dare altra acqua alle piante. Generalmente le piante vanno innaffiate ogni 2 o 3 giorni e quando lo si fa si deve avere l’accortezza di non “annegare” gli esemplari ogni volta.

È consigliabile annaffiarle per 60 secondi e non oltre, o comunque fermarsi quando l’acqua fuoriesce dai fori sul fondo del vaso.

E a proposito di vasi, anche le dimensioni degli stessi devono essere tenute in considerazione per l’irrigazione e per la crescita delle piante in generale. Bisognerebbe infatti cominciare da vasi piccoli nella fase di germogliazione, per poi trasferire la pianta in vasi sempre più grandi seguendo la crescita della pianta.

Se infatti si pone la pianta piccola in un vaso troppo grande, questa rischia di non riuscire ad assorbire sufficiente acqua e ossigeno con le sue radici.

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Quando si annaffiano le piante di cannabis?

Anche il momento in cui si compie l’irrigazione è importante per far crescere le piante di cannabis nel modo giusto. I tempi cambiano a seconda della fase in cui si trova la pianta. Quelle appena germinate sono molto delicate e in questa fase è necessario annaffiarle con cura e preferire magari acqua nebulizzata all’irrigazione tradizionale, soltanto però quando il terreno intorno comincia a seccarsi.

Quando le piante si sviluppano di più allora si può passare alla normale irrigazione, che come già detto dovrebbe avvenire una volta ogni 2 o 3 giorni o comunque quando il terreno comincia ad asciugarsi troppo.

Irrigazione della cannabis effettuata ogni 2 o 3 giorni

È inoltre meglio irrigare le piante al mattino, soprattutto se sono outdoor, in quanto in questo modo le piante avranno un’intera giornata di sole da sfruttare insieme all’acqua. Inoltre quando si annaffia di sera c’è il rischio di far sviluppare muffe a causa delle basse temperature.

Per concludere

Come molte altre piante, anche quelle di cannabis sono molto esigenti e vanno trattate con cura, come si evince da quanto detto finora. Noi di Sensory Seeds siamo esperti di questi argomenti, ma ciò su cui siamo ancora più esperti è la vendita di semi collezionabili sul nostro shop online. Consigliamo quindi agli appassionati di dare un’occhiata alle nostre varietà per completare la loro collezione.