Cannabis per uso personale: è reato possederla e coltivarla?

Cannabis per uso personale

Ecco cosa dice la legge in merito alla coltivazione di erba in casa e al suo possesso per uso personale

Uno dei dubbi principali in merito alla cannabis è quello inerente al suo uso personale e ai risvolti di natura legale per chi viene sorpreso in possesso di marijuana. Conoscere le normative che regolano la coltivazione e il possesso dei derivati della canapa è importante per chi ha la passione per questa pianta, anche per chi non ne fa uso ma acquista i semi autofiorenti da collezione presso il nostro shop online SensorySeeds.

Nelle prossime righe scoprirai cosa dice la legislazione italiana in merito al possesso di cannabis, qual è il limite legale per l’uso personale e in quali casi la sua coltivazione non viene punita.

Erba in casa

Cannabis per uso personale: normativa italiana e sanzioni

In Italia la legge in merito al possesso di prodotti derivati dalla coltivazione dei semi di cannabis stabilisce che la detenzione a fini di spaccio costituisca un reato penale. Tuttavia, assumere la cannabis o possederla per uso personale non è considerato un crimine. Questo però non significa che chi viene trovato in possesso di marijuana o colto in flagrante ad assumerla non subisca delle conseguenze.

Sebbene la cannabis per uso personale non sia punita penalmente, infatti, assumerla ed esserne in possesso è un illecito amministrativo. Questo comporta non solo il sequestro del prodotto incriminato da parte delle autorità, ma anche sanzioni amministrative. Ad esempio, in seguito a tale illecito, la prefettura può decidere di sospendere o impedire di conseguire alcuni documenti come:

  • passaporto;
  • porto d’armi;
  • licenza di guida;
  • permesso di soggiorno per motivi turistici.

Non solo: se si viene sorpresi in possesso di erba alla guida possono scattare il ritiro della patente e il fermo del veicolo se quest’ultimo è un ciclomotore.

La durata della sospensione o dell’inibizione dal diritto di conseguire i documenti precedentemente menzionati è decisamente più breve per la cannabis rispetto ad altre droghe: a seconda delle casistiche, le autorità hanno facoltà di applicare le sanzioni per un periodo che va da un mese a un anno. Inoltre, in caso di recidività, la prefettura può invitare la persona colta in possesso di cannabis a seguire un percorso di riabilitazione.

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Quanti grammi di erba si possono tenere per uso personale?

A differenza di quanto accade in caso di spaccio, dunque, il possesso per uso personale non viene perseguito penalmente. Tuttavia è opportuno chiarire una cosa: il fatto che tu detenga erba a tuo uso esclusivo non è sinonimo di impunità penale. Le autorità, infatti, distinguono il possesso per spaccio dal possesso per uso personale in base alla quantità di prodotto rinvenuto.

Per quanto riguarda la cannabis, il limite massimo concesso per l’uso personale è quantificabile in 500 mg di THC (principio attivo psicoattivo presente nella pianta). Cosa significa? Che la marijuana, una volta sottoposta ad analisi, non dovrà oltrepassare tale concentrazione di tetraidrocannabinolo, che in linea generale è contenuta in una quantità di prodotto che va dai 3 ai 5 grammi.

Attenzione, però: il peso e la quantità di principio attivo non sono gli unici parametri di cui le forze di polizia o chiunque esegua un controllo tengono conto. Una persona trovata in possesso di cannabis apparentemente per uso personale, infatti, può essere soggetta a ulteriori controlli se dotata di materiali per il confezionamento o qualsiasi altro elemento che possa ricondurre allo spaccio.

Quali sono le sanzioni per il possesso di cannabis per uso personale

Coltivazione della canapa per uso personale: quando non è punita penalmente?

Se si escludono le piantagioni di cannabis terapeutica e cannabis light, la cui coltivazione è concessa a chi è autorizzato dalle autorità competenti, coltivare la canapa in Italia è un reato. Tuttavia, in seguito a una sentenza della Suprema Corte di Cassazione (la numero 20389/21), si sono aperti nuovi scenari in merito alla coltivazione domestica per uso personale. Tale sentenza, infatti, stabilisce che non sussistono le condizioni per punire una persona che coltiva un numero esiguo di piante di canapa nella propria abitazione (o comunque in uno spazio privato).

Oltre al numero di piante, sulla impunibilità del coltivatore influiscono anche altri fattori come:

  • la concentrazione di principio attivo psicotropo;
  • l’assenza di prodotti per il confezionamento;
  • l’assenza di sostanze da taglio e attrezzature per la pesatura;
  • la rudimentalità delle tecniche di coltivazione.

Pertanto, qualora una coltivazione per uso privato dovesse essere scoperta dalle autorità e dovesse rispettare tali parametri, tale sentenza potrebbe essere citata e risparmiare alla persona interessata un procedimento penale.

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In conclusione

Dopo aver letto questo articolo ti sarà più chiaro in quali casi lo Stato italiano considera la coltivazione e il possesso di cannabis finalizzati all’uso personale e in che modo vengono punite. Tuttavia, ricorda che i semi di cannabis non contengono principi attivi droganti, di conseguenza la loro vendita e il loro possesso non costituiscono un reato.

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