Carenza di microelementi nelle piante di cannabis: come viene riconosciuta e quali rimedi vengono applicati

Carenza di microelementi nelle piante di cannabis

Ecco come riconoscere le carenze nelle piante di canapa e come agire per rimediare

Se ti interessa il mondo della cannabis e segui il blog di Sensoryseeds perché ami collezionare le varie tipologie di semi di marijuana, è probabile che ogni aspetto di questa pianta ti susciti una certa curiosità. Ad esempio, potresti voler sapere quali segnali danno le piante di canapa quando viene a mancare uno dei loro nutrienti principali.

In questo articolo scoprirai a cosa servono certi elementi nutritivi, cosa accade alle piante di cannabis quando questi scarseggiano e in che modo si risolvono situazioni simili.

Carenza di magnesio nella marijuana

Carenza di azoto nella pianta di marijuana: cosa provoca e come intervenire

Tra i nutrienti di cui la cannabis non può assolutamente fare a meno c’è l’azoto, elemento chimico che ha un peso specifico enorme nella vita della pianta. Esso, infatti, è fondamentale per la fotosintesi ed è un componente importantissimo delle proteine della canapa. Quando una pianta di marijuana accusa la carenza di azoto dà segnali piuttosto tangibili: le sue foglie, infatti, iniziano a ingiallire e impallidire per poi accartocciarsi e infine staccarsi.

Naturalmente, una condizione simile non è per niente benefica per la pianta in quanto la sua resa diminuisce (fioritura più veloce ma scarsa) e, venendo a mancare un elemento importantissimo, rischia di non sopravvivere. Partendo dal presupposto che alla base di una buona nutrizione della cannabis ci debba essere un pH adatto nel terreno, nella fibra idroponica o in quella di cocco, non è detto che tutte le piante riescano ad assorbire i nutrienti allo stesso modo. Pertanto, qualora dovessero manifestarsi questi sintomi, sarebbe opportuno integrare l’apporto di azoto mediante fertilizzanti che ne siano ricchi.

Dal momento che questo elemento può essere assorbito anche dalle foglie, è possibile applicare uno spray fertilizzante direttamente su di esse.

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Carenza di magnesio e potassio: tutto ciò che devi sapere

Così come l’azoto, anche il magnesio ha un ruolo basilare nella fotosintesi: senza questo minerale, infatti, tale fenomeno non può avvenire.

Quando il magnesio scarseggia, le foglie della pianta mostrano delle inconfondibili macchie gialle che, in un secondo momento, diventano marroni. Questa carenza, oltre a dare questi effetti sulle foglie e farle morire, incide negativamente sulla produttività delle piante. Dato che ogni coltivatore pianta i semi di cannabis con l’obiettivo di raccogliere i frutti del suo lavoro, una situazione del genere va assolutamente evitata.

Analizzare l’acqua utilizzata per l’irrigazione delle piante aiuta a capire se i livelli di magnesio sono buoni. Inoltre, è importante che il substrato della pianta abbia un pH compreso tra 5,5 e 6,5. Ad ogni modo, un lavaggio del terreno con acqua a pH 6 arricchita con epsomite dovrebbe porre rimedio al problema e riequilibrare i livelli di magnesio nella pianta.

In quanto al potassio, questo macronutriente è importante per la canapa quanto lo è l’aria per gli esseri umani. Tra le sue funzioni, infatti, ci sono:

  • la traspirazione e l’assorbimento dell’acqua;
  • la fotosintesi;
  • il trasporto dei carboidrati e degli zuccheri;
  • lo sviluppo delle radici.

Quando nella cannabis i livelli ottimali di potassio vengono a mancare, le foglie iniziano ad arricciarsi e assumere una colorazione giallastra/marrone sulle punte e sui bordi. Se suona questo campanello d’allarme, è opportuno provvedere a uno sciacquo del terreno e all’integrazione di potassio mediante l’uso di un fertilizzante apposito (anche fogliare) o di letame di pollo.

Carenza di fosforo nella cannabis

Carenza di fosforo nella cannabis: come riconoscerla

Tutti gli elementi di cui abbiamo parlato in precedenza sono importanti per la fotosintesi. Beh, anche il fosforo lo è. Inoltre, questo nutriente è fondamentale per la crescita della pianta perché aiuta lo sviluppo del DNA e delle proteine vegetali. Quando esso viene a mancare, la cannabis rallenta vistosamente la crescita e le sue foglie, oltre a mostrare segni di secchezza, assumono una colorazione che va dal marrone al viola scuro.

Come sempre, in questi casi è importante verificare che il pH sia adatto alla coltivazione di questa pianta, tenendo presente che questo valore può variare a seconda di diversi fattori. Per essere chiari, non basta misurarlo una sola volta ma è opportuno farlo regolarmente. Inoltre, per fornire subito un aiuto alla pianta sarebbe bene utilizzare un fertilizzante al fosforo o adottare soluzioni biologiche come i vermi e il mangime per pesci.

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Carenza di calcio: quali segnali dà la pianta di canapa

Ultimo, ma non meno importante degli altri, il calcio è un nutriente utile alla canapa in quanto favorisce l’assorbimento dell’azoto e degli zuccheri e rende le cellule più forti. Una sua carenza, dunque, ha riflessi negativi sull’intera struttura della pianta che, nei casi più gravi, può subire danni irreversibili alle radici. In che modo si manifesta la carenza di calcio? Sono ancora le foglie ad agire da cartine tornasole e indicare lo stato di salute della pianta; in questo caso, saranno soprattutto quelle più basse a deformarsi e a mostrare macchioline gialle.

Per rimediare, dopo essersi assicurati che il pH del terreno non sia eccessivamente alcalino, si dovrebbe applicare subito un integratore di calcio o fertilizzare la pianta con una soluzione di acqua e calce idrata (un cucchiaio per 4 litri).

In conclusione

In questo articolo ti ho parlato delle carenze dei principali nutrienti della cannabis e di quali azioni si devono intraprendere per rimediare a esse. Tuttavia, è bene che tu ricordi che in Italia è vietato piantare semi autofiorenti, semi femminizzati, semi fast flowering e altre tipologie di semi di maria. Pertanto, se vuoi acquistare semi di marijuana online, puoi farlo esclusivamente per collezionarli.

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