Come capire se i semi di maria sono buoni

scopri come capire se i semi di maria sono buoni oppure no

Oggi chiunque può acquistare semi di marijuana anche online, ma come capire se sono buoni? Ecco alcune dritte per non cadere in errore

L’interesse verso i semi di cannabis è cresciuto notevolmente negli ultimi anni.

Molte persone effettuano l’acquisto di semi di cannabis online e non solo, per gli scopi più disparati. Nonostante ciò la maggior parte degli acquirenti non sa ancora come capire se i semi di maria sono buoni o no.

Proprio per questo, qui nel nostro blog Sensory seeds, dedicato agli appassionati dei semi di cannabis, abbiamo pensato di approfondire il discorso e fornire alcune dritte da non perdere per imparare a distinguere i semi di qualità dalla merce scadente.

Il primo consiglio?

È quello di valutare la qualità del venditore

Qui in Sensory Seeds garantiamo al 100% per i prodotti presenti nel nostro shop e i nostri clienti possono star sicuri di acquistare dei semi di marijuana di buona qualità a prezzi giusti e competitivi.

Andremo ora ad approfondire da cosa dipende la qualità di un seme e come controllarla, ma prima ci teniamo a precisare che sebbene acquistare e custodire semi di cannabis in Italia sia perfettamente legale, procedere alla loro coltivazione non lo è, per questo il presente articolo non rappresenta in nessun modo un invito a compiere questo o altri atti illegali in seguito all’acquisto dei nostri prodotti.

come capire se i semi di maria sono buoni

Cosa fare per capire se i propri semi sono buoni

Può capitare di avere dei dubbi su dei semi che magari sono stati acquistati qualche tempo fa e che non si sa se siano ancora vivi.

Siano essi semi autofiorenti o semi in generale, ci sono dei metodi che hanno valenza generica con i quali si può stabilire se i semi sono ancora buoni o meno.

In linea di massima possiamo affermare che la maggior parte dei semi riesce a durare diversi anni, ma ciò dipende anche dalle modalità di conservazione degli stessi. Se un seme non è conservato al meglio è molto probabile che andrà a male in fretta e che non sarà più utilizzabile in alcun modo.

Ciò che si deve evitare assolutamente per preservare i propri semi, è esporli a troppa luce e troppa umidità.

In questo caso i semi quick o femminizzati rischierebbero di germogliare, di marcire o di seccarsi, a seconda dei casi, e voi avreste inutilmente sprecato i vostri soldi.

Bisogna quindi conservarli in un luogo fresco e asciutto, possibilmente nella loro confezione originale o in un contenitore ermetico, meglio quelli che permettono di far uscire l’aria in eccesso.

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Se nonostante si siano seguite queste accortezze si avessero ancora dei dubbi si possono fare dei semplici test.

Vediamo insieme di cosa si tratta:

  • Test dell’acqua: è una prova molto semplice. Basta mettere i propri semi in un contenitore pieno d’acqua e lasciarli riposare per circa 15 minuti. Dopodiché, se i semi affondano allora vuol dire che sono ancora vitali, se invece galleggiano molto probabilmente questi sono da considerarsi morti, infatti contengono aria. Questo test però non è sicuro al 100%, e dunque non tutti lo utilizzano.
  • Test di germinazione: si prendono i semi di cannabis Bsf, o almeno una decina di loro, e li si pone in fila su un tovagliolo di carta inumidito. Si piega il tovagliolo in modo da coprirli e lo si mette in una bustina di plastica zip-up sigillandola accuratamente.
    In questo modo il tovagliolo resterà umido e protetto.
    Dopodiché si mette il sacchetto in un luogo caldo ma non troppo, ad esempio in cima ad un armadio o sopra il frigorifero. I semi andranno controllati spesso, almeno una volta al giorno, per vedere se riescono a germogliare e anche per controllare che il tovagliolo sia sempre umido.
    Nel caso sia troppo asciutto si può bagnarlo ancora un po’, ma stando attenti a non esagerare. Bisogna inoltre mantenere il sacchetto lontano dalla luce solare diretta.
seme di cannabis germogliato

In circa due settimane i semi dovrebbero cominciare a germogliare, ma è meglio informarsi su quelle che sono le tempistiche di ciascun seme per non darsi per vinti troppo presto.

Una volta trascorso il tempo giusto, si deve controllare quanti semi veloci sono riusciti a germinare.

Se ne sono germogliati meno di 5 allora è probabile che la maggior parte dei semi sia andata a male, mentre invece se ne germogliano più di 5 allora i semi sono ancora buoni.

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Per concludere

Come abbiamo visto, i metodi per controllare se i semi sono di buona qualità e vitali sono in realtà molto semplici e tutti possono metterli in pratica, tenendosi sempre nei limiti della legalità.

Speriamo che i nostri consigli ti possano essere utili e ti invitiamo a visitare il nostro sito di vendita di semi online Sensoryseeds, dove potrai trovare un grande assortimento di prodotti, compresi i semi veloci BSF.

Ti aspettiamo!