Principi di base della fase vegetativa nelle piante di cannabis outdoor

fase vegetativa outdoor della cannabis

Fase vegetativa outdoor: ecco tutti i principali dettagli della fase di crescita nelle piante di cannabis coltivate all’aperto

Le piante di canapa possono essere coltivate sia all’aperto che al chiuso.

Nelle colture indoor la temperatura, l’umidità e l’esposizione alla luce vengono imposte artificialmente, mentre all’aperto ci si affida ai ritmi della natura e si ha a che fare con parassiti e altri fattori esterni.

In questo articolo puoi trovare le principali informazioni riguardo alla fase vegetativa outdoor

Ti spieghiamo perché per far sì che le piante si sviluppino al meglio durante questo periodo è importante partire dai semi di cannabis giusti, che cosa bisogna considerare e come procedere per quanto riguarda l’irrigazione e la fertilizzazione.

Ecco i principi base della fase vegetativa outdoor.

Fase vegetativa: significato e nozioni principali

La fase vegetativa di una pianta di cannabis, abbreviata anche in fase “veg”, è quel periodo che va dalla germinazione dei semi di marijuana all’inizio della fioritura, e si tratta di un periodo di crescita molto veloce ed esplosiva.

Inizialmente i semi danno origine alle plantule, costituite da due cotiledoni e uno stelo molto corto. 

Periodo precedente alla fase vegetativa outdoor.

Successivamente nasceranno le prime vere foglie e nel giro di qualche settimana (di solito 2 o 3) si svilupperanno le foglie a ventaglio, le foglie più grandi che hanno lo scopo di assorbire quanta più luce possibile per fornire energia alla pianta (fotosintesi).

Ecco, questo è il vero inizio della fase vegetativa.

A seconda della varietà della pianta, del patrimonio genetico e dell’obiettivo dei canapicoltori, la fase vegetativa può durare solo 3 mesi o addirittura 16 e la pianta stessa si sviluppa in modo differente.

Le varietà a predominanza sativa raggiungono altezze abbastanza elevate, ma non sviluppano tante ramificazioni laterali, le piantine nate dai semi autofiorenti, invece, rimarranno più piccole (pensa anche alle piante autofiorenti nane). 

Insomma, ogni varietà ha le sue caratteristiche specifiche che si evidenziano proprio durante questo periodo e ogni canapicoltore ne deve essere al corrente per poter ottenere i raccolti migliori.

Se le piante durante la fase vegetativa crescono rigogliose, forti e sane, infatti, ci sono già delle buone basi di partenza per ottenere anche delle infiorescenze di qualità.

Leggi anche: Guida base per la coltivazione indoor: ecco 5 punti cardine.

Fase vegetativa outdoor: che cosa considerare per mantenere le piante in salute

Per far sì che la crescita vegetativa delle piante di canapa coltivate all’esterno avvenga al meglio è importante partire dai semi di canapa giusti.

Alcune varietà, infatti, sono più adatte ad alcune zone climatiche, sono più resistenti ai parassiti e necessitano di determinate ore di sole, altre varietà invece, crescono meglio nelle coltivazioni indoor.

Partiamo dal fattore resistenza.

Prima di scegliere se piantare dei semi femminizzati, autofiorenti o di qualsiasi altra varietà, è bene che i canapicoltori si assicurino di avere a che fare con una varietà di cannabis in grado di affrontare al meglio gli attacchi da parte di insetti e parassiti.

Piantare le varietà giuste consentirà di poter utilizzare meno insetticidi.

In questo senso, un’ottima scelta sono le varietà ricche di tricomi, che fungono da repellenti per gli insetti e sono anche in grado di autoregolarsi al meglio in base alle variazioni di temperatura.

Per quanto riguarda il clima, le piante che danno il meglio di sé nelle colture all’aperto dove il clima è a tendenza tropicale sono quelle a predominanza sativa, quelle che invece rendono di più dove il clima è più caldo e arido sono quelle a tendenza indica.

Le piante nate dai semi autofiorenti invece, grazie anche al loro ciclo di crescita molto breve, riescono a rimanere in ottime condizioni durante la crescita vegetativa anche dove il clima è più freddo.

Per quanto riguarda le tempistiche di crescita all’aperto, occorre basarsi sugli intervalli di tempo massimo e cioè bisogna considerare quanto dura la fase vegetativa di una determinata varietà di canapa in modo tale da poter arrivare alla fase di fioritura in autunno.

Se si ha a che fare con una tipologia di pianta contraddistinta da una fase vegetativa di circa 5 mesi (come le fotoperiodiche), occorre piantare i semi 5 mesi prima dell’autunno.

Se si ha a che fare con una pianta che per arrivare alla fioritura ha bisogno di solo 2 mesi (come le autofiorenti), per arrivare ad avere i fiori in autunno occorrerà piantarla 3 mesi dopo rispetto alle precedenti.

Naturalmente è anche possibile personalizzare il tipo di crescita di ogni varietà. 

Non a caso alcuni canapicoltori allungano la fase vegetative delle varietà più veloci (come quelle nate dai semi fast), oppure se hanno a che fare con piante a tendenza sativa le rendono più piccole e cespugliose grazie alla tecnica della cimatura.

Per riuscire ad arrivare ad una fioritura rigogliosa, però, occorre conoscere il più possibile sia riguardo alle piante che all’ambiente circostante.

All’aperto, infatti, al contrario delle colture indoor, ci si basa sui ritmi della natura ed è bene essere preparati ad ogni evenienza.

Fase vegetativa outdoor pre fioritura.

Irrigazione e uso del fertilizzante durante la fase vegetativa outdoor

Perché la fase vegetativa outdoor delle piante di canapa possa essere gestita al meglio, oltre a tutto ciò che abbiamo elencato nel paragrafo precedente, è importante fare attenzione anche ai livelli di irrigazione e alla fertilizzazione.

Innanzitutto, bisogna chiarire che per poter far sì che la pianta di cannabis possa assorbire al meglio tutti i nutrimenti e possa crescere forte e rigogliosa, all’inizio della fase vegetativa è importante trasferirla in vasi più ampi

In questo modo l’apparato radicale ha la possibilità di espandersi liberamente (senza aggrovigliarsi, bloccando la crescita) e di assorbire tutto il nutrimento di cui la piantina necessita.

Nella fase iniziale è importante non irrigare troppo le giovani piante, perché sono in grado di assorbire pochi liquidi, pertanto una dose eccessiva di acqua potrebbe provocare il marciume radicale.

Man mano che la pianta cresce la dose può essere aumentata.

È impossibile fornire dei dati precisi sulle piante di canapa in generale, infatti su ogni coltura outdoor possono incidere diversi fattori, che vanno dalle temperature, all’umidità esterna alla tipologia di substrato utilizzato.

Ciò che è importante sottolineare, però, è che è sempre meglio non eccedere con l’irrigazione.

Questo perché quando una pianta è appassita perché ha bisogno di più acqua è possibile rimetterla in sesto aumentando la dose, mentre se sta soffrendo per la troppa umidità è molto difficile recuperarla.

Per quanto riguarda la fertilizzazione, l’ingrediente principale durante la fase vegetativa è l’azoto, infatti i canapicoltori utilizzano prevalentemente dei prodotti organici NPK (azoto, fosforo e potassio) con le proporzioni 2:1:1.

Naturalmente anche la somministrazione dei fertilizzanti deve tenere conto della salute della pianta ed è bene non esagerare con le dosi.

Quando le foglie sono verdi e vitali, significa che la pianta ha il giusto nutrimento, se invece sono gialle e tendono a cadere, c’è qualcosa che non va e potrebbe trattarsi di sovra-fertilizzazione o di scarso nutrimento.

Per fa sì che la fase vegetativa si sviluppi al meglio quindi, meglio procedere per gradi e aumentare le dosi del concime solo se necessario.

Leggi anche: Come rinvasare una pianta di marijuana: caratteristiche e attenzioni necessarie per un rinvaso perfetto

Per concludere

Queste sono le principali nozioni riguardo alla fase vegetativa outdoor.

Si tratta di nozioni tanto semplici quanto importanti, che come hai potuto leggere dipendono in primis dalla scelta dei semi giusti.

Acquistare i semi di marijuana della varietà ideale per ogni contesto, può fare decisamente la differenza sulla resa e la salute delle piante di marijuana durante la fase vegetativa e di conseguenza anche sulla fase della fioritura e il raccolto.

Dopo questo approfondimento a titolo informativo, ti ricordiamo che in Italia non è legale coltivare la canapa a patto che non si possegga l’autorizzazione.

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A presto!