Germinazione metodo scottex per la cannabis: perché è sconsigliata e quali sono le migliori alternative.

Il metodo scottex per far germinare la cannabis

Qualche suggerimento per stimolare la germinazione e non danneggiare le fragili radici.

Esistono diverse modalità di far germinare i semi di cannabis, laddove consentito dalla legge.

Prima fra tutte la germinazione in carta assorbente. Pratica e veloce, garantisce il risultato in pochi giorni.

Perché dunque pare essere sconsigliata?

Vediamo di cosa si tratta e quali sono i suoi limiti e le alternative.

In cosa consiste la germinazione nello scottex?

La germinazione di semi di cannabis secondo il metodo scottex è sicuramente tra le metodiche vanno per la maggiore. La motivazione potrebbe essere la facilità di reperimento del materiale necessario e la semplicità di attuazione.

Ma di cosa si tratta nel dettaglio? Vediamolo insieme.

Il primo passo da fare, oltre ovviamente a recuperare i semi di marijuana, è quello di trovare una scatola di plastica, che si presti bene alla causa.

Metodo germinazione scottex in scatola di plastica

L’ideale è che sia di medio-piccole dimensioni e che sia provvista di un coperchio. È importante infatti che la scatola riesca a trattenere l’umidità al suo interno e che i semi stiano al caldo. Il coperchio inoltre dovrebbe avere dei piccoli fori per consentire un minimo ricircolo d’aria.

Ora che hai individuato la scatola ideale, puoi procedere alla fase successiva: la scelta della carta assorbente da utilizzare.

Può sembrare una sciocchezza, ma non lo è. Lo scottex che sceglierai infatti starà a contatto con i delicati germogli ed è meglio per tutti che non li esponga al contatto con agenti chimici che verrebbero assorbiti dalla giovane piantina. Per questo motivo ti sconsiglio di utilizzare scottex con disegni o scritte colorate. Meglio anche che non sia troppo spesso o resistente, dato che potrebbe trattenere con troppa forza le radici e compromettere la fase del trapianto.

A questo punto, è tutto pronto per iniziare. Prendi una decina di fogli di carta assorbente, ritagliali in modo che non formino pieghe una volta sistemati all’interno della scatola e inumidiscili con qualche goccia d’acqua.

È importante che i fogli siano ben impregnati d’acqua in tutta la loro superficie, senza però essere inzuppati eccessivamente. Se serve, aiutati con un nebulizzatore.

Evita quindi di esagerare con l’acqua, rischiando la formazione di ristagni che non farebbero altro che esporre i tuoi semi a muffe e funghi indesiderati. Per quanto riguarda invece l’acqua da utilizzare, scegline una povera in calcare, come quella potabile e assicurati che sia a temperatura ambiente.

Ora puoi sistemare i tuoi semini di cannabis all’interno della scatola, lasciando sufficiente spazio tra gli uni e gli altri, in modo da scongiurare che germogli e radici si intreccino e possano essere spezzati facilmente quando procederai a travasarli.

Ma dove conservare ora il semenzaio, per essere sicuri di incentivare e non ostacolare la germinazione?

L’ideale è tenerlo in zone calde della casa, meglio se nelle vicinanze di una fonte di calore. In questa fase, la temperatura è il fattore ambientale più importante. La luce infatti non è determinante e non occorre che te ne preoccupi, almeno fino a quando non avrai ottenuto la piantina.

Leggi anche: Film sulla marijuana: i migliori 5 da non perdere.

Perché la germinazione in fogli di carta assorbente è sconsigliata?

La ragione primaria per cui questo metodo viene generalmente sconsigliato è molto semplice: come dicevamo, esiste la possibilità che le radichette e i germogli si ancorino troppo saldamente alla carta, creando il reale pericolo di essere danneggiati irreparabilmente al momento di trasferirli in vaso.

Esiste poi un altro motivo, più facilmente evitabile, ma comunque rischioso. Il contenitore di plastica, a differenza del terriccio, non è in grado di drenare l’acqua in eccesso, esponendo i semi ad un ristagno tutt’altro che salutare. In queste condizioni infatti non è difficile che si crei della muffa, che ti costringerà a buttare via tutto.

Germinazione della cannabis: come fare?

Seme geminato nel substrato di coltura

Come procedere dunque se si vogliono far crescere le piantine di marijuana partendo dai semi?

Ecco i metodi preferiti da chi si è già dedicato con successo alla loro coltivazione.

  1. Secondo la maggioranza, è preferibile piantare i semi direttamente nel substrato di coltura e farli germinare già all’interno del terriccio. Vediamo come.
    Per farlo basta inserire il semino a circa mezzo centimetro di profondità e coprirlo con poco terriccio. A questo punto, bisogna assicurarsi che questo stia in un ambiente caldo e sufficientemente umido (20° C andranno più che bene) e attendere che germogli, innaffiando il terreno in modo che sia umido, ma mai fradicio. Troppa acqua infatti farebbe marcire il seme, invece di lasciarlo germogliare.
    È bene sapere inoltre che i semi in questa fase non hanno bisogno dell’aggiunta di nessun nutriente o concime: un po’ d’acqua sarà più che sufficiente, almeno per il primo paio di settimane.
    Il rischio è quello di bruciare la pianta ancora prima che diventi tale.
  2. In alternativa, pare essere molto utilizzato anche il metodo della germinazione in lana di roccia.
    Questa modalità richiede qualche accorgimento in più, ma in compenso sembra essere molto sicura per le radici.
    Una volta posizionati i semi nei cubetti di lana di roccia, si procede a inumidirli e posizionarli all’interno di una mini-serra o su un vassoio. Dopo qualche giorno saranno già visibili i germogli.
    Chi sceglie questa opzione, prima di inserire i semi deve assicurarsi di immergere i cubi di lana di roccia in dell’acqua con PH acido . Inoltre, è necessario monitorare lo stato di umidità dei cubi, che tendenzialmente si asciugano molto velocemente.
  3. Infine, parliamo della germinazione in torba, un composto organico fibroso, che è reperibile in comodi dischetti.
    Questo metodo risulta essere molto valido per la germinazione dei semi di cannabis. Una volta acquistati i dischi, si procede inumidendoli e praticando un buchino nell’involucro esterno, all’interno del quale si inseriscono i semini.
    Il vantaggio di questo metodo, è rappresentato dal fatto che il dischetto può essere direttamente inserito nel vaso assieme ai germogli, eliminando quindi il rischio di danneggiare le radici in questa fase.
    Di contro, pare che non sia scontato che l’involucro si dissolva, una volta nella terra, andando dunque a costituire una trappola per l’apparato radicale della pianta. Insomma, un rischio non da poco!

Leggi anche: Cannabis e dopamina: ecco come interagiscono tra loro.

In conclusione, perché evitare la germinazione in scottex? Che alternative esistono?

Il metodo di germinazione in carta assorbente è senza dubbio molto diffuso e metterlo in atto non è per niente complicato. Inoltre non richiede particolari attrezzature: bastano degli scottex (preferibilmente del tutto bianchi) e un contenitore di plastica, anche riciclato.

Questo metodo tuttavia, presenta dei limiti. Il rischio maggiore è quello di vedere le radichette intrappolate nella fibra della carta e di spezzarle in fase di trasferimento al vaso.

Inoltre, la plastica non permette il normale drenaggio dell’acqua in eccesso, esponendo i semi al rischio di marcire o affogare in dannosissimi ristagni.

Fortunatamente, esistono varie alternative, come la germinazione in dischetti di torba, in cubi di lana di roccia o direttamente nel substrato di coltura.

Quest’ultima sembra essere la più sicura, perché non richiede il trasferimento dei germogli di cannabis, fase delicata e rischiosa per le giovani piantine.

Sperando che questo breve approfondimento abbia soddisfatto le tue curiosità riguardo a questa tecnica, ne approfittiamo per invitarti a visitare il nostro store Sensoryseeds.

Nel nostro negozio online puoi trovare le migliori genetiche di semi di cannabis autofiorenti da collezione e tanti altri. Ti aspettiamo!