Parassiti della cannabis: questi i più pericolosi

parassiti della cannabis più pericolosi

Quali sono i parassiti della cannabis più pericolosi dai quali è importante mettersi in guardia? Ecco i principali

Dal momento in cui si piantano i semi di cannabis fino al periodo della fioritura e della raccolta, oltre che accertarsi che le piante stiano crescendo regolarmente e che abbiano tutto il nutrimento necessario, è molto importante monitorare eventuali attacchi parassitari.

I parassiti della cannabis, infatti, sono tantissimi, e alcuni in particolare sono molto dannosi; per questo è importante saperli riconoscere e debellare prima che sia troppo tardi.

In questo articolo parliamo dei parassiti più comuni e più pericolosi per le piante di marijuana, dei loro effetti e dei rimedi adottati dai canapicoltori per prevenire la loro comparsa o per sconfiggerli.

insetti e parassiti della cannabis

Afidi e canapa: attenzione i pericolosi pidocchi

I primi parassiti della cannabis di cui ti vogliamo parlare, sono una specie che spesso mette in difficoltà anche i canapicoltori più esperti: stiamo parlando degli afidi.

Gli afidi, o pidocchi delle piante, sono dei piccoli insetti che possono mettere in serio pericolo le piante di canapa.

Per evitare di compromettere irrimediabilmente le piantagioni di cannabis, i canapicoltori devono tenere sotto controllo l’eventuale comparsa di questo piccolo parassita già dalla messa a dimora dei semi di marijuana.

Perché?

Perché questi insetti parassiti si nutrono della linfa delle piante, e si riproducono con una velocità spaventosa!

Ciò significa che se in una piantagione dovessero comparire anche solo due o tre esemplari, questi non impiegherebbero tanto a diventare centinaia, o addirittura migliaia.

Ma come si riconoscono gli afidi?

E che tipo di danni possono infliggere alle piante di marijuana?

Gli afidi sono molto piccoli e sono caratterizzati da un corpo tozzo, quasi tondeggiante, che si assottiglia nella parte anteriore. 

Per quanto riguarda il colore, alcuni esemplari sono bianchi, altri marroni, altri ancora di un grigio scuro (quasi nero). Ma esistendo circa quattromila sottospecie, le variabili possono essere davvero tante.

Generalmente, però, gli afidi sono riconoscibili perché si trovano sulla pagina dorsale delle foglie (la parte di sotto) in corrispondenza delle venature: è proprio da qui che succhiano la linfa della pianta.

Certo, quando l’infestazione da parte di questi parassiti si fa più seria gli afidi possono camminare anche lungo gli steli, ma è importante non arrivare a questo punto.

Qual è l’effetto dell’infestazione degli afidi?

I primi sintomi visibili sulla pianta sono l’arricciamento delle foglie e qualche macchiolina gialla.

Successivamente, se la pianta viene infestata in maniera pesante, le foglie ingialliscono sempre di più, fino ad appassire e a provocare l’arresto della crescita della pianta.

Se pensavi che fosse tutto qui, ti sorprenderà sapere che questi non sono gli unici danni che causano gli afidi.

Questi parassiti possono anche servire come veicolo di trasporto per virus e batteri, causa di altre malattie. Inoltre i loro escrementi, che consistono in una sostanza zuccherina chiamata melata, sono molto invitanti per le formiche (altri animaletti che, se in esubero, possono rappresentare un problema per le piante).

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Insetti minatori delle foglie: i pericolosi costruttori di gallerie

Anche i minatori delle foglie, o minatori fogliari, possono rappresentare un serio pericolo per le piantagioni di canapa, sia indoor che outdoor.

I parassiti di cui stiamo parlando sono sostanzialmente larve di lepidotteri, mosche e scarafaggi, solitamente di colore bianco o verde e lunghe circa 2 o 3 millimetri.

Che cosa provocano alla pianta di cannabis?

Gli insetti minatori scavano nelle foglie delle vere e proprie gallerie (chiamate mine), e all’interno di queste vi depongono le uova. 

Una volta che le uova si schiudono, anche gli esemplari appena nati iniziano a nutrirsi, e così il ciclo di riproduzione continua.

Questo fenomeno fa seccare le foglie, causandone la caduta, e in generale provoca diversi danni estetici (il percorso delle gallerie è visibile dall’esterno).

Inoltre, l’effetto dei minatori fogliari scatena una reazione della pianta, che inizia a produrre una sostanza dolciastra attraente per formiche e mosche.

Purtroppo anche le larve — proprio come gli afidi, di cui abbiamo parlato sopra — colpiscono indifferentemente qualsiasi specie di pianta di canapa, sia che derivi dai semi autofiorenti, sia che nasca da semi femminizzati, o di qualsiasi altra tipologia…

Insomma, queste piccole larve possono essere un vero disastro per le piantagioni!

Moscerini dei funghi: parassiti piccoli che causano danni molto grandi

I moscerini dei funghi sono dei parassiti di 2-3 millimetri che hanno l’aspetto di piccole mosche, o vagamente somiglianti alle zanzare. Possono causare vari danni alle piante di cannabis (anche durante la fase larvale) sia nella zona degli steli sia in quella delle radici.

Spesso questi parassiti diventano un problema per le piantagioni quando l’irrigazione è eccessiva: per crescere, infatti, hanno bisogno di terra molto umida.

Che cosa provocano i moscerini dei funghi alle piante di marijuana?

Questi piccoli ospiti sgraditi si fanno strada dalla terra alle radici fino ad arrivare allo stelo delle piante, e possono attaccare anche gli esemplari più giovani nati da qualsiasi tipo di seme (semi fast, semi femminizzati Bsf, ecc.).

Oltre che indebolire moltissimo le piante e rallentare la loro crescita, l’azione dei moscerini dei funghi — ma anche quella delle larve, che hanno un aspetto bianco trasparente con la testa nera — trasporta all’interno delle piante di cannabis anche una serie di batteri e virus molto pericolosi.

Purtroppo i danni di questi piccoli insetti possono essere ingenti, specialmente se pensi che la femmina depone dalle 50 alle 200 uova per volta, che si schiudono in appena 2 o 3 giorni.

coccinella antagonista dei parassiti della cannabis

Sconfiggere i parassiti e prevenirne la comparsa: ecco le strategie migliori

Quelli di cui abbiamo appena parlato sono tre fra i parassiti più pericolosi e comuni della cannabis, ma è d’obbligo citare anche la cocciniglia, il ragnetto rosso e la meno conosciuta, ma decisamente temibile, ruggine della canapa (un acaro).

Per limitare i danni delle invasioni di questi parassiti, la tattica migliore è certamente giocare d’anticipo, dosando adeguatamente l’umidità degli ambienti, facendo attenzione ai giusti livelli di irrigazione e curando l’igiene degli ambienti e dell’attrezzatura.

Quando i parassiti colgono di sorpresa anche i canapicoltori più esperti, però, occorre attuare una strategia risolutiva.

Nel mondo della coltivazione della cannabis utilizzare pesticidi chimici è decisamente sconsigliato (sopratutto in fase di fioritura), perché potrebbero alterare in modo negativo gli aromi del raccolto.

Meglio optare per un insetticida naturale per canapa, avendo cura di utilizzarlo ai primi segnali di infestazione.

In questo senso alcuni canapicoltori scelgono di utilizzare dei composti naturali già pronti, altri, invece, preferiscono realizzare un antiparassitario per la canapa fai da te utilizzando oli essenziali (come l’olio di neem, l’olio essenziale di limone, ecc).

Un’altra strategia utile per mantenere le piante di marijuana in salute è quella di introdurre alcune specie di insetti predatori. 

Tra i più diffusi possiamo citare la coccinella comune, i ragni Thomisidae (o ragni granchio) e la Chrysoperla carnea.

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Per concludere

Ora anche tu conosci i principali parassiti nemici delle piante di cannabis.

Tenere d’occhio questi e tanti altri piccoli pericoli sin dal periodo della semina è molto importante per riuscire ad arrivare alla fase del raccolto nelle condizioni migliori.

Fortunatamente i rimedi — anche naturali — esistono, ma a causa della velocità con la quale si riproducono la maggior parte dei parassiti è facile perdere il controllo della situazione.

Il segreto è fare molta attenzione, esaminare le piante giorno dopo giorno ed essere sempre pronti ad adottare la soluzione più idonea.

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