Sinsemilla: cos’è e perché è così famosa nel panorama della cannabis?

Sinsemilla cannabis cos'è

Storia della Sinsemilla, erba THC senza semi: chi è in geniale inventore e come l’ha creata.

Hai la passione per le piante e i semi di cannabis e, durante le tue numerose ricerche a riguardo, hai sentito parlare della Sinsemilla? Allora ti starai sicuramente chiedendo che cos’è e perché sia un prodotto così chiacchierato nel mondo della marijuana.

Sappiamo quanto sia difficile trovare informazioni precise e dettagliate a riguardo, e immaginiamo quanto tu possa essere curioso di sapere cosa sia questa strana Sinsemilla!

Perciò, oggi abbiamo deciso di parlarti del significato del termine (spesso confuso con “sensimilla”), delle sue particolarità e della sua storia.

Siediti comodamente e preparati a risolvere tutti i tuoi dubbi!

Cannabis Sinsemilla: significato e definizione del termine.

La parola “Sinsemilla” deriva dallo spagnolo sin semilla e significa esattamente “senza semi”. Detta – erroneamente – anche sensimilla, in origine questa parola si riferiva alla marijuana che non produceva semi perché non impollinata. Quindi non definiva una tipologia di erba ma, più semplicemente, una pianta di genere femminile allontanata da quelle maschili che, non essendo impollinata, non poteva produrre semi.

fiori di cannabis sinsemilla

Oggi il termine sinsemilla si riferisce, invece, alla cannabis femminizzata, i cui semi sono ricercatissimi dai coltivatori di erba per un motivo ben specifico: presentano esclusivamente cromosomi femminili.

Ciò significa che i semi femminizzati hanno quasi il 100% delle possibilità di produrre piante di genere femminile!

Non presentando piante di genere maschile (produttrici di polline), è quasi impossibile che da una piantagione costituita da cannabis femminizzata nascano dei semi, a meno che tra le piante non si sviluppi un’ermafrodita.

Ecco il motivo per cui le quotatissime femminizzate sono chiamate sinsemilla, senza semi.

Leggi anche: Marijuana ermafrodita: cos’è, come riconoscerla e come distinguerla da una pianta maschio o femmina

Perché le sinsemilla sono così ricercate?

Come probabilmente saprai, i fiori di marijuana sono ricchi di resina la quale, a sua volta, contiene THC, CBD e altri cannabinoidi. L’obiettivo di chi coltiva erba ad alto contenuto di THC è quello di ottenere dei fiori di qualità, ricchi di cannabinoidi e dagli aromi pregiati.

Da qui, arriviamo al motivo per cui le piante di cannabis sinsemilla siano così ricercate: una pianta di marijuana non impollinata, non dovendo generare semi, dedica tutte le proprie energie allo sviluppo dei fiori. Questi, chiamati bud o gemme, maturano in maniera impeccabile.

A questo punto, non ti sorprenderà di certo conoscere le caratteristiche dei fiori di cannabis sinsemilla:

  • grandi
  • potenti, perché ricchi di THC
  • profumati e gustosi, dai sapori e dagli aromi sopraffini

Possiamo quindi affermare che i bud che si sviluppano dalle piante femminizzate sono di qualità superiore rispetto ai bud di fiori impollinati!

Ma com’è nata questa brillante idea della cannabis senza semi? Chi mai ha pensato di dar vita a semi di marijuana femminizzati, capaci di sviluppare solo piante di genere femminile?

Sinsemilla: la storia della cannabis femminizzata.

Fino agli anni ’70, la cannabis e l’hashish conosciuti negli USA venivano (illegalmente) importati da Paesi come il Messico, la Colombia e la Tailandia, dove venivano lavorati in maniera spiccia e poco curata. Gran parte dell’erba che entrava negli Stati Uniti era ricca di semi, spesso fastidiosa da fumare e dagli aromi mediocri.

Seppur gli effetti del THC fossero apprezzatissimi, era necessario fare qualcosa per migliorare l’esperienza dei fumatori!

Sembra che negli anni ’70, quando la produzione di marijuana nel territorio statunitense iniziò a decollare, i coltivatori si dedicarono assiduamente alla ricerca del metodo perfetto per produrre fiori di altissima qualità. L’obiettivo era quello di garantire agli utenti sensazioni estremamente piacevoli anche per quanto riguardava i profumi e i sapori.

I produttori capirono che, eliminando le piante maschili, avrebbero evitato l’impollinazione delle piante femminili. Questo accorgimento avrebbe dunque portato allo sviluppo di fiori senza semi, estremamente potenti e aromatici.

cannabis sinsemilla potente e aromatica

La popolarità e la grande richiesta di questi fiori fece sì che necessitassero di un nome e che venne coniato con due parole spagnole, “sin” e “semilla”, perché la cannabis negli USA proveniva perlopiù dal mercato messicano, così come i semi.

Non è noto chi abbia coniato il termine, ma si ipotizza che sia nato nel sud ovest degli Stati Uniti, dove è stata inventata la sinsemilla stessa.

Ad ogni modo, la sinsemilla si diffuse come una nuova e superiore tipologia di erba, ma in realtà era la stessa erba che gli americani avevano consumato fino agli anni ’70… Che però, in mancanza del polline maschile, non aveva avuto la possibilità di produrre semi!

Leggi anche: Semi di cannabis femminizzati: caratteristiche e vantaggi rispetto alle altre tipologie

Dalla sinsemilla alla cannabis femminizzata.

Come hai potuto leggere poc’anzi, i consumatori si resero subito conto della qualità dei bud senza semi: erano saporiti, ricchi di THC e nettamente superiori rispetto alle infiorescenze colme di semi.

Però individuare ed eliminare ogni piantina di genere maschile rappresentava uno stress per i coltivatori. Inoltre gli agricoltori non sempre riuscivano a identificare le piante di cannabis maschili, perdendo gran parte del ricavato (e mesi e mesi di lavoro), in quanto chi acquistava marijuana da loro si aspettava di trovarla sempre senza semi.

Il bisogno di semplificare il processo determinò la nascita di nuove tecniche di coltivazione, metodi che permettevano ai produttori di dar vita a piante di cannabis esclusivamente femminili!

Nello specifico, gli agricoltori iniziarono a modificare ormonalmente le piante femmine facendo sì che sviluppassero semi con cromosomi esclusivamente femminili, privi di quelli maschili.

Da qui nacquero i semi femminizzati, ovvero semi che presentano oltre il 90% di possibilità di dar vita a piante di genere femminile!

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