Strisce di THC sublinguali: di cosa si tratta? Facciamo chiarezza

Che cosa sono le strisce di THC sublinguali?

In tanti non hanno idea di cosa siano, anche se costituiscono uno dei modi di assumere il THC più semplici ed efficaci.

Le vie di somministrazione della cannabis sono numerose e agiscono in modi e con tempi diversi.

In questo articolo parleremo di come funziona l’assunzione sublinguale di THC, nei Paesi in cui la vendita è consentita dalla legge, e come questo metodo si differenzi da quello per ingestione e per orodispersione.

Strisce di THC sublinguali: Cosa sono e come funzionano?

Le strisce di THC sono piccole pellicole commestibili che si dissolvono a contatto con la mucosa sublinguale. In parole semplici, l’assunzione sublinguale avviene attraverso posizionamento della sostanza sotto la lingua.

Sono disponibili in vari aromi e con diverse concentrazioni di THC (ogni striscia ha mediamente 10 mg di THC); possono contenere anche CBD.

Facendo riferimento alle esperienze degli assuntori nei Paesi dove è legale acquistare strisce di THC, sarebbero diversi i vantaggi di questa modalità di assunzione della cannabis. Vediamo i principali:

  • efficacia: comportano un assorbimento immediato del THC. Le molecole di questa sostanza si diffondono attraverso la mucosa orale (il tessuto molle sotto la lingua), e raggiungono rapidamente il flusso del sangue penetrando nella barriera emato-encefalica, senza incontrare gli enzimi presenti nel fegato.
  • praticità e discrezione: vengono proposte in singole dosi (facili da consumare) contenute in un piccolo e discreto involucro. Le strisce di THC si confondono con le classiche strisce di menta e non odorano come l’erba, né ne ricordano l’aspetto in alcun modo.

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Le differenze tra l’assunzione di cannabis sublinguale e orale.

Olio di CBD assunto per via orale

La somministrazione orale e quella sublinguale passano entrambe dalla bocca ma prevedono due modi davvero molto diversi di assimilazione

Le strisce di THC, proprio come gli edibili, si assumono attraverso la bocca, ma implicano modi differenti di assimilazione, che possono essere spiegati in base al concetto di biodisponibilità. Quest’ultima, semplificando, corrisponde alla velocità con cui il principio attivo entra nella circolazione sanguigna.

Gli edibili presentano una minore biodisponibilità, dato che il THC prima di entrare in circolazione passa per lo stomaco, l’intestino e il fegato, i quali agiscono da filtro, con il risultato di attutire la forza del principio attivo; in altri termini, il THC deve passare attraverso il sistema digestivo prima di entrare nel flusso sanguigno ed essere trasportato al cervello.

Le strisce sublinguali, invece, hanno una maggiore biodisponibilità, poiché il principio attivo viene assorbito dall’arteria sublinguale (dove sono presenti vasi sanguigni molto capillari), entrando in circolazione più velocemente rispetto ad un’assunzione per via orale. Questo perché le molecole presenti nel prodotto entrano in bocca ma non vengono ingerite e quindi non agiscono attraverso il passaggio nello stomaco e nel fegato.

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Le differenza tra assunzione sublinguale e orodispersione.

Ingestione e orodispersione non sono sinonimi. Quando si parla di orodispersione ci si riferisce a una sostanza (compressa o preparato granulare) che si scioglie in bocca e poi viene ingerita. In questo modo si ottiene prima un rapido assorbimento in bocca e poi, con l’ingestione, le molecole della sostanza raggiungono l’apparato digerente quando sono già disciolte, facilitandone l’assimilazione.

Caramelle alla cannabis da sciogliere in bocca

Con riferimento alla biodisponibilità, pertanto, l’orodispersione rappresenta una via di mezzo tra assunzione sublinguale e ingestione: le molecole non arrivano direttamente al flusso sanguigno, dovendo passare per l’apparato digerente e il fegato, ma essendo già disciolte vengono assimilate più in fretta rispetto all’ingestione.

Strisce di THC sublinguali: perché l’assunzione sublinguale è più efficace rispetto ad altri metodi.

Per quanto riguarda, in particolare, la cannabis terapeutica, la comunità scientifica è sempre più orientata verso un uso inalatorio e sublinguale. Si cerca di evitare l’assunzione per via orale perché il metabolismo che la cannabis subisce a livello epatico la rende inefficace e dunque priva di effetti.

Tra le vie di somministrazione approvate dalla legge italiana, le più comuni sono quelle che prevedono l’assunzione di un olio per via sublinguale o orale o per via inalatoria tramite vaporizzatori autorizzati. Non è invece consentito fumare la cannabis a scopo terapeutico.

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