Cosa fare se si trovano afidi nelle foglie e nei fiori di marijuana

afidi sui fiori di marijuana

Scopri come i canapicoltori riconoscono, sconfiggono e prevengono la comparsa degli afidi su stelo, foglie e fiori di marijuana

La comparsa degli afidi può rappresentare un serio pericolo per la salute delle piante di marijuana.

La loro presenza è in grado di compromettere il successo di un intero raccolto, sia se si manifesta qualche settimana dopo aver piantato i semi di cannabis, sia quando le piante sono già grandi o addirittura in fase di fioritura.

Questi piccoli parassiti, infatti, si nutrono della linfa della pianta, pertanto saperli riconoscere e combattere è molto importante.

In questo articolo approfondiremo la conoscenza di questi animaletti, ti parleremo di come si comportano i canapicoltori per prevenire le loro infestazioni e di come agiscono per liberarsi della loro presenza, in modo da preservare la qualità dei fiori di marijuana.

Iniziamo.

formica e afidi su una pianta

Afidi: piccoli, difficili da scovare e abili riproduttori

Oltre alla muffa, la comparsa di virosi o di altre malattie, anche l’attacco di parassiti come gli afidi potrebbe compromettere la qualità dei fiori di marijuana e, di conseguenza, del raccolto.

Perché?

Gli afidi sono dei parassiti che hanno una dimensione che va da 1 a 10 millimetri circa e che possono essere verdi, neri, bianchi oppure rossi, quindi si tratta di animaletti che in un primo momento potrebbero essere difficili da riconoscere.

Ed è proprio da qui che nasce il problema: la presenza di pochi esemplari femmina che passano inosservati può far sì che in poco tempo nascano tante larve in grado di procreare a loro volta.

Insomma, per arrivare a un’infestazione ci vuole ben poco!

Come abbiamo già accennato nell’introduzione, gli afidi si nutrono della linfa delle piante, pertanto è importante che i canapicoltori si assicurino costantemente che nella piantagione non ci sia nessun loro esemplare, già dal momento in cui vengono messi a dimora i semi di marijuana, fino all’inizio della fioritura (outdoor e indoor).

Un attacco parassitario durante le prime settimane di crescita delle piante, infatti, potrebbe significare dover rinunciare a tutta la piantagione, mentre nelle ultime comprometterebbe mesi e mesi di duro lavoro.

Scopriamo, dunque, quali sono i segnali d’allarme che indicano la presenza degli afidi.

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Formiche, melata e foglie arricciate: ecco i principali indizi di un attacco da parte degli afidi

Nonostante riconoscere gli afidi possa essere complicato, i canapicoltori più esperti sanno bene che esistono dei segnali inequivocabili che indicano quando questi piccoli parassiti hanno fatto visita alle loro piante di canapa.

Di solito, gli afidi si posizionano sugli steli e dietro le foglie e solo raramente ben in vista sui fiori di marijuana; tuttavia, mentre si nutrono rilasciano una sostanza appiccicosa e densa: la melata.

Questa sostanza particolarmente dolce attira le formiche e promuove lo sviluppo di muffa nera: due fattori che possono compromettere enormemente la salute delle piante.

Ma c’è di più.

Quando gli afidi risucchiano la linfa delle piante, queste reagiscono con l’arricciamento delle foglie che, successivamente si ingialliscono e appassiscono: un bel guaio per lo sviluppo del fiore di canapa femmina che, a un certo punto, attinge energia proprio dalle foglie a ventaglio!

Ecco, davanti a tutti questi segnali è fondamentale che i canapicoltori intervengano tempestivamente, anche se l’ideale sarebbe farlo prima che si manifesti quest’ultimo sintomo!

Ma quali sono i principali rimedi contro gli afidi?

Te ne parliamo nel prossimo paragrafo.

coccinella antagonista degli afidi

Rimedi e prevenzione contro gli afidi: come proteggere le piante dagli attacchi parassitari

Quando gli afidi colonizzano le piante di canapa è fondamentale intervenire al più presto, ed esistono diversi modi per farlo.

Uno dei sistemi più utilizzati dai canapicoltori è la potatura, che consiste nel tagliare le aree della pianta che sono state danneggiate dai parassiti per poi buttarle subito tra i rifiuti, in modo che non possano rappresentare un pericolo per le altre.

Dopo la potatura, inoltre, una pratica frequente è quella di lavare la pianta con acqua e aceto: una miscela che aiuta ad allontanare eventuali afidi che sono rimasti sulla pianta.

In alternativa, per liberarsi degli afidi si possono utilizzare insetticidi organici, ossia dei composti che, solitamente, contengono oli essenziali, idrolati e altre sostanze in grado di indurre l’allontanamento e/ o la morte di molti parassiti.

Altri canapicoltori, invece, si affidano all’utilizzo esclusivo degli oli essenziali o di oli vegetali come quello di canola, di cotone o di soia.

Quando si sfruttano questi sistemi, però, se già presenti, è importante fare la massima attenzione a non contaminare i fiori di canapa che, altrimenti, diverrebbero inutilizzabili.

Come sistema preventivo, invece, può essere molto utile introdurre alcuni insetti predatori come le coccinelle, gli imenotteri, i sirfidi, ecc.

Oltre a questo, è fondamentale evitare che l’ambiente di coltivazione risulti invitante per i parassiti. In particolare, nelle colture indoor è importante controllare la temperatura e l’umidità dell’ambiente e assicurarsi che l’aria possa circolare adeguatamente.

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Per concludere

Come abbiamo visto, gli afidi possono essere molto pericolosi per le piante di marijuana.

Individuare la loro presenza per tempo può essere decisivo per il futuro di una piantagione e prevenire la loro comparsa può evitare di dover affrontare tanti problemi di difficile soluzione.

Naturalmente qualche rimedio esiste, ma la sua efficacia dipende tantissimo dal momento in cui viene applicato.

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