Burro di cannabis: di cosa si tratta e come viene preparato

burro di cannabis

Burro di cannabis: tutto quello che c’è da sapere sulla sua preparazione

Se hai deciso di aprire questo articolo significa che anche tu fai parte di quel gruppo di curiosi che vorrebbe saperne di più sul burro di cannabis.

Ma dato che in Italia non è consentito cucinarlo, in questo articolo illustreremo la ricetta per la sua preparazione a solo scopo informativo.

Iniziamo!

burro di cannabis

Che cos’è il burro di cannabis

Il burro infuso di cannabis, noto anche come ‘cannabutter’, è un elemento che viene utilizzato per la preparazione di edibles fatti in casa.

Si tratta di un ingrediente di cucina che può essere aggiunto a qualsiasi ricetta, proprio come il normale burro o l’olio d’oliva, una volta preparato correttamente.

Questo burro è considerato da molti il sostituto perfetto al fumo perché:

  1. è facile da creare;
  2. permette di essere discreti nell’uso della marijuana;
  3. non lascia dietro di sé alcun sottoprodotto dannoso.

In che senso?

Devi sapere che quando la cannabis viene bruciata crea una sostanza simile al catrame che può causare irritazioni ai polmoni, attacchi di tosse e persino crescite potenzialmente cancerose.

Ma adesso lo domanda è: come viene realizzato questo edibile?

Il concetto di base di una ricetta di cannabutter consiste nell’utilizzare cannabis attivata (decarbossilata), THC e altri cannabinoidi e combinarla con olio grasso a bassa temperatura, come l’olio di cocco o il burro normale.

Nei Paesi in cui è consentito, molti utilizzano una doppia caldaia o una piccola casseruola per infondere la cannabis macinata con l’olio grasso; purtroppo però, questi vecchi metodi possono influire negativamente sul risultato finale: c’è il rischio, per esempio, di applicare accidentalmente troppo calore o non sapere quanto fiore di cannabis includere nella ricetta.

Ma vediamo di approfondire.

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Alternative alla combustione: mangiare cannabis

Il THC e gli altri cannabinoidi (CBD, ecc.) sono liposolubili e vengono assorbiti dal grasso dopo aver raggiunto i 60°C.

In base a questo principio, alcuni fanno bollire l’erba con una quantità sufficiente di burro perché si arricchisca dei principi attivi della cannabis.

Ecco dunque le parti della pianta che possono essere utilizzare per questa ricetta:

  • i fiori femminili (boccioli) e le piccole foglie resinose, che sono le parti più ricche di principi attivi;
  • foglie grandi, piante maschili (con o senza fiori), piccoli steli resinosi e scarti vegetali passati possono essere utilizzati, ma si otterrà un burro di qualità inferiore, con minore potenza e un sapore più amaro.

Ad eccezione delle radici, l’intera pianta (fresca o secca) può essere riciclata e trasformata in cannabutter.

Ma non è tutto.

Mentre il THC si concentra nelle ghiandole della resina, il CBD, ad esempio, è più presente nel fogliame.

Si possono quindi distinguere due tipi di ricette:

  1. un grammo di materiale vegetale per un grammo di burro; questa preparazione, più concentrata in CBD, sarà sedativa e molto rilassante;
  2. un grammo di gemme resinose o hashish per cinque grammi di burro: l’effetto sarà più euforico e socievole, ma altrettanto intenso e duraturo.

I dosaggi variano in base alla forza della cannabis utilizzata, alla resistenza dei consumatori o alla quantità di burro utilizzata nella ricetta.

burro di cannabis

Preparazione del burro di cannabis

Adesso vediamo come viene preparato il burro di cannabis a puro scopo informativo.

Innanzitutto, alcune persone preferiscono decarbossilare la cannabis prima di cucinarlo , un processo che comporta il riscaldamento della cannabis per un certo periodo di tempo, con lo scopo di ‘attivare il THC’.

Cioè?

Chimicamente, le molecole di THCA perdono una particella acida (A = Acido) lasciando il THC attivato.

Infatti, il THCA non è psicoattivo, mentre il THC sì.

Per decarbossilare la cannabis si preriscalda il forno a 107°C, la si sbriciola e la si distribuisce su una teglia ricoperta di carta d’alluminio.

A questo punto la si cuoce per 60 minuti nella parte centrale del forno e poi la si lascia raffreddare.

Bene, detto questo vediamo come viene preparato il cannabutter.

Per prima cosa, si mescolano la cannabis tritata, il burro e l’acqua in una pentola grande, si lascia cuocere a bassa temperatura per almeno tre ore, mescolando di tanto in tanto a recipiente scoperto.

L’acqua evapora durante questa azione, quindi è necessario aggiungerne frequentemente.

A un certo punto, il composto diventerà più scuro e più denso: il burro è quasi pronto quando si vede un sacco di grasso galleggiare in cima, separato dall’acqua sottostante.

Quindi si dovrà filtrare il composto con un setaccio molto fine, un colino o una stamigna in un piatto richiudibile e spremere con forza per estrarre quanto più grasso possibile.

Fatto questo bisognerà raffreddare il liquido in frigorifero per qualche ora per far rapprendere il burro e passare un coltello intorno al bordo del contenitore e sollevarlo.

Infine, si dovranno raccogliere i pezzetti di burro che possono essere andati persi usando una schiumarola.

Fatto questo, ci siamo!

Il burro di cannabis può essere conservato per due o tre settimane in frigorifero.

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Conclusioni

In questo articolo abbiamo visto che cos’è il burro di cannabis e come viene preparato.

Tuttavia, sappiamo che in Italia non è permesso fabbricare il burro fai da te, ma se sei alla ricerca di prodotti edibili per arricchire la tua dieta, scopri la migliore qualità di semenze disponibili su Sensory Seeds.

A presto!