La cannabis albina è solo una leggenda metropolitana? La verità su questa varietà

cannabis albina

Modificato il: 10/07/2023

Tutto ciò che c’è da sapere sulla canapa bianca

Se hai la passione per la canapa è possibile che girovagando per il web alla ricerca delle varie genetiche di questa pianta abbia trovato fotografie di esemplari completamente bianchi. Alla loro vista, probabilmente avrai pensato a un fotomontaggio o a un effetto ottico.

 

In realtà è possibile che ti sia imbattuto in un’immagine ritraente una pianta di cannabis albina. Nelle prossime righe scoprirai quali sono le caratteristiche di una pianta di canapa affetta da albinismo e quali sono le cause di questa condizione.

La genetica è causa di albinismo nella cannabis

Cannabis albina: nessuna bufala, esiste davvero!

Anche se tra molti appassionati di cannabis è piuttosto diffusa la convinzione che l’esistenza della marijuana bianca sia solamente un mito, talvolta questa pianta può sviluppare questa colorazione. Niente ritocchi su Photoshop, dunque, ma una struttura cromatica autentica che dà quasi l’impressione che le foglie siano ricoperte di brina o neve.

Ma a cosa è dovuta questa particolarità in alcune piante nate dalla germinazione dei semi di cannabis? Dall’albinismo. Proprio così: questo fenomeno non riguarda solamente alcuni esseri umani, i quali a causa dell’assenza di pigmentazione hanno la pelle bianchissima, ma anche gli animali e le piante. Il pigmento dei vegetali, infatti, è la clorofilla, un elemento importantissimo di cui probabilmente conosci l’esistenza. Si tratta di un componente fondamentale per la fotosintesi, ovvero quel processo mediante il quale le piante producono sostanze nutritive utili alla loro sopravvivenza.

Una pianta di cannabis albina può manifestare la mancanza di clorofilla sia nella sua intera struttura sia esclusivamente in determinate zone (le cime, i rami o le foglie). Per quanto la vista di una pianta completamente bianca possa apparire strana e destare impressione, l’albinismo nella canapa è un fenomeno possibile. Raro, ma possibile.

Appurato che non si tratta di una leggenda metropolitana, cerchiamo dunque di scoprire perché alcune piante di marijuana possono presentare questa diversità.

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Come mai alcune piante di cannabis diventano albine?

In parte abbiamo già anticipato come mai alcune piante di cannabis (ma non solo) possano essere prive del classico colore verde ed essere albine. Ma qual è la ragione che determina l’assenza totale o parziale di clorofilla in esse?

In realtà possono essercene più di una. La composizione e lo stato di salute del substrato, ad esempio, possono influire sugli equilibri chimici della pianta e causare l’albinismo. Allo stesso modo, possono influire anche l’illuminazione e la temperatura. In genere, però, la causa principale della cannabis albina è la genetica. Così come accade per gli esseri umani e gli animali, anche per le piante è difficile risalire al motivo per cui la genetica generi questa condizione.

Tuttavia, tra i fattori che sembrano favorire l’albinismo nella canapa c’è l’ibridazione. Molti breeder, infatti, sono soliti incrociare genetiche diverse per dare vita a nuove varietà di cannabis, e la loro unione sembra aumentare le probabilità di sviluppo dell’albinismo.

Dal punto di vista estetico la nascita di una pianta albina è certamente un evento interessante. Ma che effetti ha l’albinismo sulla produttività della cannabis?

Cannabis bianca

La cannabis albina è una varietà produttiva?

Dal momento che l’albinismo è dovuto all’assenza di clorofilla una pianta completamente albina non riesce a portare avanti il processo di fotosintesi, dunque ha una vita breve. In mancanza di fotosintesi, infatti, è difficile che essa possa crescere e svilupparsi tanto a lungo da produrre infiorescenze. Di conseguenza, per un coltivatore poco interessato alle particolarità estetiche vedere nascere una pianta albina è una sventura.

Il discorso cambia nelle piante in cui solamente alcune cime o foglie sono affette da albinismo: In questi casi la fotosintesi non viene pregiudicata e la loro crescita avviene normalmente. Ciò significa che l’albinismo incompleto non ha effetti negativi sulla produttività della pianta e le cime sono in grado di produrre infiorescenze.

Naturalmente, la presenza di alcune parti della pianta affette da questo problema potrebbe indicare anche una causa diversa da quella genetica. Pertanto, davanti a una simile eventualità un coltivatore accorto dovrebbe subito effettuare delle verifiche sul substrato, sulla temperatura e sull’illuminazione onde evitare che perdurino condizioni di stress per la pianta.

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In conclusione

Come abbiamo visto, dunque, è tutto vero: la cannabis albina non è un falso mito ma esiste. Pur trattandosi di un evento raro, la nascita di una pianta albina non è prevedibile. Tuttavia, poiché l’ibridazione è uno dei fattori che potrebbero aumentare i rischi in tal senso, portare a germinazione dei semi autofiorenti di genetiche pure dovrebbe ridurre al minimo le possibilità di ritrovarsi ad avere a che fare con una pianta di cannabis albina. Questo, naturalmente, nei Paesi in cui coltivare marijuana è legale.

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