Come aumentare la resa delle autofiorenti in poco tempo: breve guida

Come massimizzare la resa delle autofiorenti

Trucchi e suggerimenti per massimizzare il rendimento delle autofiorenti

Se sei un appassionato di tutto ciò che riguarda la canapa, probabilmente avrai sentito parlare dei semi autofiorenti, dei prodotti che hanno rivoluzionato il mondo della cannabis.

Forse, però, non eri a conoscenza del fatto che, per rendere al massimo, queste varietà hanno bisogno di cure che differiscono leggermente da quelle adatte agli esemplari presenti in natura, vero?

Se questa notizia ti ha incuriosito, e vuoi saperne di più sulle autofiorenti e sulla loro coltivazione, in questo articolo troverai tutte le informazioni di che stai cercando.

Serra con piantine autofiorenti

Cosa sono le piante autofiorenti e quali vantaggi danno

In natura, la pianta della canapa ha una fioritura fotoperiodica, ovvero fiorisce seguendo il ciclo della luce solare: durante la primavera attraversa la fase vegetativa, durante la quale si sviluppa, stimolata dall’aumento della durata delle giornate. Dopo il solstizio di giugno, invece, l’allungarsi delle notti determina la cessazione della crescita e, tra la fine dell’estate e l’inizio dell’autunno, la pianta produce le infiorescenze.

Per anticipare il raccolto, la maggior parte dei coltivatori indoor sottopone le piante fotoperiodiche a un rigido programma di illuminazione 12/12, ovvero impostando le lampade in modo da fornire 12 ore di luce e 12 di oscurità. Così facendo, riproducono il ciclo giorno/notte tipico della fine dell’estate, stimolando la fioritura precoce della canapa.

Nei primi anni 2000 sono stati lanciati sul mercato i primi semi autofiorenti, selezionati in modo da produrre piante in grado di crescere indipendentemente dalla luce solare, e di sviluppare le infiorescenze in poche settimane.

L’arrivo di questi prodotti è stato accolto come una vera e propria rivoluzione, e grazie a questi innovativi semi di cannabis i coltivatori possono ottenere rese più che rispettabili in una frazione del tempo richiesto per il raccolto delle varietà fotoperiodiche.

5 consigli per massimizzare la resa delle autofiorenti

Nonostante queste piante fioriscano ‘automaticamente’, questo non significa che sia saggio coltivarle senza prendere adeguati accorgimenti: la loro resa, infatti, può variare sensibilmente in base alle cure profuse dal coltivatore durante la loro crescita.

Se sei curioso di sapere in che modo è possibile massimizzare il rendimento degli esemplari nati da semi autofiorenti, ecco 5 pratici consigli per ottenere ottimi risultati.

Pianificare accuratamente tutto ciò che serve per farli crescere al meglio

La rapidità della crescita delle piante autofiorenti offre poco tempo per ragionare sulle modalità di coltivazione. Per questo motivo, è opportuno pianificare in anticipo ogni particolare:

  • su quale tipo di substrato verranno coltivate le piante? Terra, lana di roccia o, forse, idroponico?
  • quali sostanze nutritive saranno utilizzate?
  • le luci e l’impianto di ventilazione sono state già allestiti?
  • la varietà di semi autofiorenti selezionata è l’ideale per l’obiettivo che si desidera raggiungere?

Questi sono solo alcuni degli elementi che fanno la differenza tra un risultato ottimale e un raccolto scadente. Mai iniziare a coltivare una pianta autofiorente prima di aver risolto ogni dubbio circa il procedimento da seguire: una volta che i semi di marijuana entreranno a contatto con l’acqua, l’orologio inizia a ticchettare e non ci sarà tempo per apportare modifiche al piano.

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Non travasarle

Ogni volta che si sposta una pianta di canapa da un contenitore a un altro, questa ha bisogno di un po’ di tempo per superare lo shock da travaso e riprendere a crescere. Con le varietà autofiorenti non ci si può prendere il lusso di sprecare giorni preziosi in attesa che l’esemplare ricominci a svilupparsi: il raccolto potrebbe venire compromesso irrimediabilmente!

Se non c’è modo di evitare il travaso, è fondamentale assicurarsi di non modificare il substrato tra un contenitore e l’altro in modo da limitare il rischio di imprevisti.

Non esagerare con i nutrienti

Talvolta i principianti somministrano alle loro piante una quantità eccessiva di nutrienti, rischiando di trovarsi di fronte alle cosiddette bruciature da fertilizzante.

Questo problema si verifica molto spesso durante la coltivazione delle varietà autofiorenti, perché i coltivatori tendono a dimenticare che questi esemplari possiedono radici più piccole rispetto a quelli fotoperiodici: di conseguenza hanno bisogno di una quantità di nutrienti inferiore a quella utilizzata normalmente.

Per questo motivo, è opportuno fare molta attenzione al dosaggio dei fertilizzanti e procedere per gradi, iniziando con concentrazioni basse e verificando di volta in volta come risponde la piantina.

Tenere d’occhio il pH

Il pH è uno dei fattori che influiscono maggiormente sulla resa delle piante di canapa. Il suo valore, infatti, determina la capacità dell’esemplare di assorbire i nutrienti necessari alla sua crescita e produzione di infiorescenze.

Per le autofiorenti cresciute nella terra, il livello ideale di pH varia da 6 a 7; per gli esemplari coltivati su altri substrati, o tramite sistemi idroponici, invece, è opportuno mantenere un valore compreso tra 5,5 e 6,5.

Piantine che crescono sotto la luce artificiale

Non trascurare la luce

Nonostante le autofiorenti crescano indipendentemente dal ciclo solare, il loro sviluppo è più rigoglioso quando ricevono un alto numero di ore di luce.

Ci sono coltivatori indoor che impostano le loro lampade in modo che rimangano accese 24 ore su 24, ma è opportuno tenere a mente che qualsiasi pianta ha bisogno di riposo per rendere al massimo.

Per aumentare il più possibile la resa delle autofiorenti coltivate al chiuso, l’ideale è impostare un ciclo luce artificiale/buio pari a 18/6. Per quanto riguarda le varietà all’aperto, invece, è sufficiente che rimangano 12 ore sotto il sole per essere sicuri di ottenere risultati ottimali.

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In conclusione

Abbiamo spiegato cosa sono i semi autofiorenti, quali vantaggi danno rispetto alle varietà fotoperiodiche e quali accorgimenti prendere per aumentare al massimo la resa delle piante di canapa.

Il nostro articolo è stato scritto a scopo puramente informativo, e cogliamo l’occasione per ricordare al lettore che in Italia la coltivazione di cannabis non è assolutamente legale.

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