Hashish e marijuana: differenze, effetti e varietà

hashish e marijuana differenze e caratteristiche

Differenze, effetti e utilizzi dell’hashish e della cannabis.

Sappiamo bene che dai semi di marijuana possono nascere bellissime piante di cannabis, ma spesso questa viene confusa con l’hashish, che in realtà è tutto un altro prodotto. Nello specifico, hashish e marijuana sono l’uno il figlio dell’altra, dunque non possono essere utilizzati come sinonimi!

Ma quali sono, nello specifico, le differenze tra questi due composti vegetali molto chiacchierati? Come arrivare dai semi di cannabis autofiorenti, femminizzati o fast flowering all’hashish?

Nel corso di questo articolo risponderemo a queste e altre domande, in modo che tu possa risolvere tutti i tuoi dubbi a riguardo! Iniziamo subito.

Differenza tra hashish e marijuana.

Come ti abbiamo anticipato, l’hashish è un prodotto che deriva dalla cannabis (e non viceversa come molti, erroneamente, credono). Chiamato anche “fumo”, è un materiale vegetale derivato dalla compressione e dalla maturazione della resina dei fiori di marijuana.

Per marijuana, invece, si può intendere la pianta, il fiore oppure il complesso dei fiori di cannabis raccolti ed essiccati.

fiori di marijuana essiccati da cui deriva l'hashish

Si tratta, dunque, della vera e propria materia prima da cui derivano numerosi prodotti tra cui, per l’appunto, l’hashish, ma anche l’olio di cannabis, la resina lavorata e molti altri ancora.

Sia hashish e marijuana contengono cannabinoidi, i principi attivi della cannabis capaci di interagire con il nostro organismo (precisamente, con il nostro sistema endocannabinoide). Quelli che prevalgono maggiormente nella pianta, nel fiore e nella resina, anche trasformata nel cosiddetto fumo, sono prima di tutto il THC e, in misura inferiore, il CBD.

Di recente abbiamo visto la diffusione anche dell’erba e dell’hashish light, gli unici che si possono produrre in Italia poiché ricchi di CBD e poverissimi di THC (<0,2%). Tuttavia, sono prodotti molto diversi perché non nascono da semi di cannabis bensì da semi di canapa sativa light.

Leggi anche: Quando raccogliere la marijuana? Ecco come capire quando è il momento giusto.

Che cos’è la cannabis, conosciuta anche come marijuana?

La Cannabis Sativa L., chiamata più semplicemente cannabis o marijuana (dallo spagnolo marihuana, termine diffusosi negli USA a seguito dell’immigrazione della popolazione messicana negli Stati Uniti), è una pianta della famiglia delle Cannabaceae che si scinde in 3 sottospecie:

  • Cannabis Sativa
  • Cannabis Indica
  • Cannabis Ruderalis

La Cannabis Sativa ha origine nelle regioni equatoriali del nostro pianeta, come il Messico e l’India del Sud. È una pianta dal fusto molto alto (può arrivare fino a 5 metri) e dall’elevato contenuto di THC, tanto che i suoi fiori hanno forti effetti euforizzanti. Nona caso, la sensazione che si prova dopo l’assunzione di una varietà Sativa è definita High.

high dopo assunzione di cannabis sativa

La sottospecie Indica, invece, ha origini nell’Hindu Kush, in regioni come la Turchia, il Pakistan e l’Afghanistan. Crescendo in condizioni climatiche e ambientali molto diverse dalla Sativa, si differisce da questa anche nell’aspetto: ad esempio, il fusto dell’Indica è nettamente più basso rispetto a quello della Cannabis Sativa, tanto da raggiungere a malapena i 2 metri di altezza.

Per via del perfetto equilibrio tra THC (che provoca lo sballo) e CBD (che rilassa e ha effetti antipsicotici), gli effetti della Indica sono fortemente rilassanti, antidolorifici e antinfiammatori. Assumere fiori appartenenti a questa varietà significa conciliare il sonno e scacciare lo stress; la sensazione provata è conosciuta come Stoned.

E la Ruderalis? Questa sottospecie molto particolare è stata classificata solo nel 1924, quando il botanico russo Janiszewski la identificò nel sud della Siberia e decise di classificarla come pianta selvatica che cresceva in condizioni climatiche avverse. Infatti la cannabis Ruderalis cresce spontaneamente in regioni dell’Asia e dell’Europa centrale e orientale che presentano un habitat molto difficile.

Le relative piante sono molto resistenti alle basse temperature, agli agenti atmosferici, ai parassiti e alle muffe. Il fusto è molto basso, la fioritura è indipendente dal fotoperiodo e la produzione di THC e cannabinoidi in natura è decisamente blanda.

CURIOSITÀ: i semi autofiorenti nascono dall’incrocio tra ceppi selezionati di Ruderalis e le migliori varietà di Cannabis Sativa / Indica (o ibride, dunque con genetica sia Sativa che Indica)!

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Passiamo ora all’hashish.

Hashish: che cos’è e come si ottiene?

L’hashish è un composto vegetale, malleabile e di color marron o verde molto scuro, che si ottiene dalla resina dei fiori di marijuana. La resina è una sostanza appiccicosa e ricca di cannabinoidi che viene prodotta da delle particolari ghiandole, chiamate tricomi, presenti sulle infiorescenze e, in misura minore, sulle foglie e sui rami della pianta.

Devi sapere che il fumo si produce strofinando i fiori di marijuana essiccati (o freschi, nel caso esclusivo dell’hashish Charas) in modo da estrarre la resina dei tricomi. Per trasformare la resina in hashish, il composto vegetale viene pressato sotto forma di panetto o sfera e poi sottoposto a essiccazione e a concia.

Il risultato è una materia di colore scuro, molto malleabile al tatto e utilizzabile come la marijuana.

L’hashish offre, di solito, effetti decisamente più potenti dei fiori di cannabis poiché rappresenta la vera e propria resina, ovvero ciò che contiene i cannabinoidi come il THC e il CBD.

In conclusione

Ora che conosci tutte le differenze tra marijuana e hashish stai iniziando ad appassionarti fortemente al prodotto e vorresti acquistare dei semi di cannabis THC?

Comprarli è legale, ma in Italia non è permesso piantarli e dar vita a delle piantine (nemmeno a uso terapeutico).

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