Marijuana bonsai: sì, esiste davvero e così puoi coltivarne uno

COME COLTIVARE MARIJUANA BONSAI CON AUTOFIORENTI NANE

Vuoi sapere come si coltiva un bonsai a partire dai semi di cannabis? Ecco come bisognerebbe procedere.

Per quanto possa sembrare una mera leggenda, coltivare a casa propria un piccolo marijuana bonsai a partire dai semi di cannabis è davvero possibile.

Potrebbe essere davvero una buona idea, perché come ben si sa, i bonsai sono noti per essere degli alberi non molto alti, occupando uno spazio minimo. Infatti, in questo caso, i coltivatori si occupano dello sviluppo della piantina a partire dai semi di marijuana con un solo scopo: quello estetico e decorativo.

Durante l’articolo saranno trattate le modalità da seguire per coltivare correttamente una pianta di marijuana bonsai, così da poter migliorare il proprio umore restando a casa e prendersi cura della piantina senza troppe difficoltà.

Marijuana bonsai: di che si tratta?

come coltivare un bonsai dai semi di cannabis

Partendo dalle basi, è bene sapere che il termine bonsai di origine giapponese, può essere tradotto con “l’arte di crescere alberi in un vaso”.

Dunque, non si riferisce tanto alla pianta in sé, quanto alla tecnica utilizzata per farla crescere, in base alle proprie dimensioni, in piccoli contenitori come i vasi.

Se si traspone tale concetto alla marijuana, è chiaro che scegliere di coltivare un bonsai possa agevolare i coltivatori che hanno la possibilità di ottimizzare lo spazio a propria disposizione.

Inoltre, è altrettanto importante sapere che conservare una pianta bonsai di marijuana (madre) può rivelarsi utile per ricavare nuove piantine, diversificandone la genetica. Tutto ciò, senza l’ausilio di ulteriori semi di cannabis.

Questo è un vantaggio da non sottovalutare: come le piantine tradizionali, anche queste, come abbiamo detto, generano figli. Tuttavia, richiedono meno nutrienti o risorse e la pianta potrebbe anche essere in grado di generare infiorescenze.

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Marijuana bonsai: come si coltiva una piantina?

Come per la coltivazione di cannabis in generale, è chiaro che anche coltivare un bonsai di marijuana richieda una particolare attenzione, nonché l’obbligo di seguire processi appositi affinché cresca in maniera sana e si riveli in buona salute.

Spieghiamo dunque step by step i procedimenti da seguire per ottenere un bonsai di cannabis soddisfacente.

Prima di tutto, è importante la scelta del vaso. Si consiglia, ovviamente, di optare per uno di dimensioni ridotte.

vaso per coltivare bonsai dai semi di cannabis

Molti coltivatori consigliano di realizzare dei fori intorno al piatto del vaso stesso, così che mediante una corda, si possano legare i rami ai bordi. Tale metodo, conosciuto come “low stress training” risulta utile per far sì che il bonsai cresca verticalmente, così da risultare più gestibile.

Inoltre, è chiaro che decidere la “direzione” della crescita sia un valido meccanismo per evitare che le radici possano danneggiarsi.

Successivamente, bisognerà posizionare un piccolo palo di legno per sostenerne il ramo portante. Anche in questo caso, si consiglia di procedere con delicatezza e di utilizzare una corda per fissare il tutto.

Infine, quando la pianta inizierà a crescere, è importante potarla. Perché? La risposta è ovvia: è un’operazione utile per conservare la forma e l’altezza desiderate sin dall’inizio.

Bisogna prestare attenzione: non tagliare i rami principali, poiché in caso contrario, si correrebbe il rischio di lenire la salute del bonsai, rovinandone la crescita.

Una volta che i tricomi sui fiori raggiungeranno il colore bianco, allora si potranno tagliare i fiori. Si consiglia di asciugarli in un luogo abbastanza ventilato. Successivamente, una volta seccati correttamente, è bene conservare il raccolto in barattoli di vetro accuratamente sigillati, da riporre in luoghi poco umidi e bui.

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Bonsai di marijuana: come selezionare una varietà?

Prima di informarsi sulla coltivazione di un bonsai simile, coloro che non hanno molte conoscenze al riguardo, dovrebbero scegliere la tipologia di semi di marijuana da utilizzare e informarsi anche circa i termini di legge, coltivare marijuana infatti ha dei limiti e prescrizioni ben precise anche se si tratta di un bonsai.

In linea generale, è chiaro che sarebbe opportuno optare già per una varietà le cui dimensioni appaiono ridotte, in modo da adeguarsi perfettamente al vaso in cui crescerà.

In base alla genetica, ecco una menzione a quelle che potrebbero rivelarsi le più adatte a crescere come piccoli bonsai:

  • Easy Bud: come si può ben intendere, è una varietà principalmente consigliata per i principianti. La caratteristica più interessante di tale varietà è che non cresce oltre i 50cm. Ciò significa che potrebbe adeguarsi perfettamente al vaso in cui verrà posta, senza attirare troppo l’attenzione. E’ bene sapere che la genetica è prevalentemente Indica, con livelli di THC di circa il 12% , con fragranze dolci e delicate;
  • White Widow: sicuramente una varietà ben nota agli intenditori del settore. Si tratta di un’ulteriore varietà la cui altezza varia dai 60 ai 100 cm ed è pronta in sole 9 settimane. La White Widow è un ibrido perfetto di Indica e Sativa, offrendo un livello medio di CBD e percentuali di THC che toccano il 20%.

La scelta è davvero vasta e i risultati ottenibili possono essere più che soddisfacenti, ricordiamo tuttavia che in Italia un tipo di coltivazione di questo genere è ancora illegale. Tuttavia, è assolutamente possibile acquistare semi di cannabis di queste precise varietà allo scopo di collezionarli.

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