Le migliori tecniche di potatura per la cannabis: come agiscono gli agricoltori per aumentare la resa

Migliori tecniche di potatura

Ecco quanti tipi di potatura ci sono e quali benefici apportano a una pianta di canapa

Se hai la passione per la pianta e i semi di marijuana, è probabile che tutti gli aspetti legati a questo mondo suscitino in te un certo interesse. Noi di Sensoryseeds, sito leader in Italia per la vendita di semi di marijuana online, siamo molto attenti alle curiosità degli appassionati di ganja; infatti, nel nostro blog trattiamo spesso tematiche relative ai vari utilizzi e ai metodi di coltivazione e conservazione dei derivati di questa pianta.

Nelle prossime righe affronteremo un argomento molto interessante, ovvero i vari metodi di potatura che i coltivatori di canapa utilizzano per aumentare la resa delle piante.

Quando tagliare la cima apicale

La cimatura: come e quando tagliare la cima apicale

Una delle tecniche principali di potatura della pianta di cannabis (ma non solo) è la cimatura. Questo metodo è ben noto ai coltivatori in quanto è il più semplice ed efficace per stimolare la pianta a sviluppare nuove cime e produrre una quantità maggiore di infiorescenze. Ma come si procede a questo tipo di potatura sulle piante nate dalla germinazione dei semi di cannabis? E qual è il periodo giusto per eseguirla?

Beh, dal punto di vista pratico si tratta di una potatura elementare che può essere effettuata sia con un paio di forbici sia con le mani, a condizione che entrambi gli strumenti siano perfettamente puliti e igienizzati (questo, per la salute della pianta). La cimatura prevede il taglio della cima apicale, ovvero il ramo principale dell’arbusto; tale operazione andrebbe fatta solo durante la fase vegetativa e mai durante la fioritura, orientativamente quando l’altezza della pianta si accosta ai 30 cm.

Con la rimozione della cima apicale si ottengono contemporaneamente due risultati, entrambi utili per la resa: al di sotto del taglio cresceranno due cime e gli ormoni della pianta verranno distribuiti su tutto il fusto dando vita a nuovi rami. Si avrà, dunque, una pianta più folta e sviluppata sui lati.

C’è da ricordare, però, che la cimatura allunga sensibilmente la fase vegetativa della pianta, che necessita di almeno una settimana per riprendersi dallo shock. Inoltre, sarebbe meglio evitare questo trattamento su piante nate da semi autofiorenti dato che la loro fioritura è piuttosto rapida.

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Il fimming: la cimatura “imprecisa”

Sulla falsa riga della cimatura si è sviluppata una tecnica nata a causa di un errore (e il suo nome lo testimonia): la potatura FIM, che sta per “Fuck I Missed”, non si discosta molto dalla tecnica di cui abbiamo parlato nel paragrafo precedente ma presenta una differenza sostanziale: la cima apicale non viene rimossa totalmente ma solo al 75%, sempre mediante pizzicata o taglio con le forbici.

Cosa cambia, però, all’atto pratico? Beh, sul resto della pianta niente. Sulla cima, invece, il risultato di tale variante è lo sviluppo di quattro nuove ramificazioni anziché due. Naturalmente, anche questa tecnica mette in pausa la crescita della pianta per qualche giorno, ma è un sacrificio di tempo giustificato dalla produttività che questa evidenzierà durante la fioritura. Così come il topping (la cimatura), anche il fimming è off limits per le autofiorenti.

Come si fa la potatura

La defogliazione e il taglio dei rami inferiori

Proseguiamo il nostro viaggio alla scoperta delle tecniche di potatura della cannabis con altre due azioni che possono avere un ottimo impatto sulla resa. Anche in questo caso, si tratta di trattamenti da eseguire durante la fase vegetativa: la rimozione di alcune foglie e il taglio delle ramificazioni più basse.

In merito alla defogliazione devi sapere che, nonostante a molti appassionati e coltivatori di canapa susciti un certo timore, è un trattamento che può aumentare la produttività della pianta. È ovvio che va fatta con criterio. Tieni presente che le foglie impediscono alla luce di illuminare adeguatamente alcune cime, limitandone lo sviluppo durante la fioritura. Pertanto, alleggerire il fusto aiuta a ottenere infiorescenze più grandi.

Tagliare i rami della parte bassa della pianta (diciamo le prime due file), invece, consente di ottimizzare l’areazione e dar modo alla pianta di sviluppare i rami più alti, ovvero quelli più esposti alla luce.

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Il “Lollipopping”: la potatura in fioritura che aumenta la resa

Finora abbiamo parlato di tecniche di potatura da eseguire durante quel periodo di tempo in cui la pianta di cannabis si sviluppa e cresce. Ma quando arriva il momento tanto atteso in cui la cura e l’attenzione riservatagli vengono premiate, ovvero la fioritura, esiste un modo per dare un’ulteriore spinta alla sua produttività? Insomma, è possibile potare la pianta di canapa anche quando le sue infiorescenze iniziano a manifestarsi? Certo che sì.

La tecnica in questione viene chiamata “Lollipop” per via della forma che assumono le ramificazioni in seguito alla potatura. Questo trattamento consiste nella rimozione delle cime più basse e piccole durante la terza o quarta settimana di fioritura in modo da favorire la crescita di quelle più alte e grandi. L’aspetto dei rami dopo il taglio di queste cime è simile a quello di un lecca-lecca, ma ciò che conta davvero è che le infiorescenze si sviluppano meglio.

In conclusione

La potatura è un momento molto importante nella coltivazione di diverse piante, e la canapa è una di queste. Noi di Sensoryseeds ti ricordiamo che coltivare la cannabis in Italia è illegale, salvo particolari casi in cui si possiedono le autorizzazioni per la produzione di marijuana terapeutica o light. Tuttavia, niente ti impedisce di acquistare i migliori semi di cannabis autofiorenti, i semi femminizzati e i semi fast flowering nel nostro negozio online per scopi collezionistici.

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