Tricomi: cosa sono e che ruolo hanno nella Cannabis.

tricomi cosa sono

Tutto ciò che devi sapere sui tricomi delle piante di cannabis e sulla loro importanza.

Tantissime piante al mondo generano, durante il proprio ciclo vitale, i tricomi, eppure questi componenti vengono associati quasi totalmente alla cannabis. Il motivo è semplice: svolgono una funzione fondamentale per la sopravvivenza della pianta di canapa, anche se sono conosciuti (e apprezzati dai consumatori di marijuana) per ben altro.

Oggi, noi di Sensory Seeds vogliamo spiegarti esattamente cosa sono i tricomi della marijuana, a cosa servono e perché le varietà di cannabis ricche di tricomi sono così ricercate rispetto alle altre tipologie.

Ti diremo anche quali semi di marijuana possono generare piante maggiormente ricche di questi peletti… Ricordandoti, però, che in Italia non è permesso coltivare erba, né ad alto contenuto di THC né light.

Sei pronto? Allora preparati a leggere con attenzione perché stiamo per iniziare!

Cosa sono i tricomi e che funzione svolgono nella marijuana?

Se ti è capitato di osservare scrupolosamente un fiore di cannabis, magari con una lente d’ingrandimento, avrai sicuramente notato dei minuscoli filamenti che ricoprono, in maniera più o meno abbondante, l’infiorescenza.

funzione dei tricomi piante di cannabis

Questi filamenti prendono il nome di tricomi, termine derivante dal greco che significa esattamente “peli”.

Si tratta di sottilissime escrescenze dalla forma simile a un fungo o a un lecca lecca, composti da un fusto e da una ghiandola. La ghiandola produce resina appiccicosa, dunque più un fiore è ricco di tricomi, più sarà appiccicoso al tatto.

I tricomi si formano sul fiore della cannabis e, in numero estremamente ridotto, sulle foglie. Ne consegue che siano dei componenti quasi esclusivi delle piante di marijuana femminili.

La loro funzione è essenzialmente di difesa: i fiori li producono per difendersi dai raggi UV, dagli insetti e dagli agenti esterni. Non a caso, maggiore è la quantità di raggi ultravioletti che ricevono i fiori di cannabis, maggiore sarà la produzione di tricomi e di resina.

Le dimensioni di questi peletti sono davvero esigue. Se ti stai chiedendo come osservare i tricomi, sappi che il modo migliore è dotarsi di un microscopio, una lente d’ingrandimento o una macchina fotografica digitale con funzione macro.

C’è un’altra cosa molto interessante che dovresti sapere sui tricomi: le ghiandole delle piante nate da semi di marijuana producono uno strato di resina ricco di cannabinoidi, soprattutto THC e CBD.

Ecco svelato il motivo per cui queste minuscole escrescenze sono così apprezzate dagli esperti di cannabis!

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Tricomi e cannabinoidi: quando i tricomi producono più THC?

Una pianta di marijuana di genere femminile produce un gran numero di tricomi durante la fase di fioritura perché, come hai potuto leggere, queste escrescenze si sviluppano proprio sui fiori di cannabis.

La pianta sviluppa tricomi per proteggere i fiori in attesa dell’impollinazione, che se andrà a buon fine porterà la piantina a produrre semi autofiorenti, semi femminizzati o semi fast flowering.

L’obiettivo dei coltivatori di marijuana non è, di solito, quello di generare semi (a meno che non si parli di banche dei semi come BSF Seeds)… Bensì di portare i fiori a produrre le maggiori quantità di cannabinoidi possibili, in particolare THC, responsabile degli effetti psicoattivi della cannabis.

Devi sapere che le piante di canapa producono una grande quantità di resina quando i fiori si avvicinano alla maturazione e, dunque, quando sono pressoché pronti per essere recisi.

tricomi lattiginosi nel fiore di marijuana

La colorazione dei tricomi indica agli agricoltori la fase di sviluppo dei fiori: si tratta dunque di un indice fondamentale per la raccolta delle infiorescenze.

La colorazione dei tricomi dell’erba è legata alla fase di maturazione dei fiori di cannabis.

Anche i tricomi, come le piante di canapa, hanno un proprio ciclo vitale. Nello specifico, si sviluppano e maturano insieme al fiore della cannabis: i coltivatori li osservano attentamente per capire quando è arrivato il momento di raccogliere i fiori ricchi di THC e iniziare la loro concia.

Il ciclo di vita dei tricomi è infatti evidente dal loro aspetto, in particolare dalla colorazione. Ecco, di seguito, tutti i dettagli a riguardo:

  • Tricomi trasparenti: indicano che la pianta di canapa sia ancora in fase di sviluppo, dunque i fiori non vanno in alcun modo recisi.
  • Tricomi lattiginosi, di un bel colore bianco latte: sono ricchi di THC, CBD e altri cannabinoidi. I tricomi opachi e lattiginosi indicano che i fiori sono quasi pronti per la raccolta.
  • Tricomi color ambra tenue: i fiori sono ben maturi e pronti per l’immediata raccolta. Più il colore della resina diventa scuro, più i fiori invecchiano.

Per i coltivatori è fondamentale che i fiori siano ricchi di resina tra il lattiginoso e l’ambra e che i tricomi non siano scuri. I tricomi neri o marroni sono un indice del fatto che la pianta sia eccessivamente matura: ne consegue che i bud siano di qualità scadente e poveri di THC.

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In conclusione

Ora sai tutto sui tricomi, come vederli, a cosa servono e perché sono così apprezzati dagli estimatori di marijuana.

Manca solo un’informazione che ti avevamo promesso proprio nell’incipit dell’articolo: i semi di cannabis capaci di generare piante ricche di resina.

Attenzione, però, al loro utilizzo: in Italia è possibile acquistare semi da collezione, mentre coltivare cannabis è punito amministrativamente o penalmente in base ai casi.

Detto ciò, ecco i nostri migliori semi di cannabis BSF da collezione:

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