Tricomi maturi: dove si trovano, come osservarli e come capire che sono pronti

tricomi maturi

Che cosa sono i tricomi della cannabis e come gli agricoltori capiscono che sono ben maturi

Se sei un appassionato o un’appassionata di marijuana e di prodotti come i fiori e i semi di cannabis, avrai sicuramente grandi curiosità riguardo i tricomi, i produttori dei cannabinoidi come THC e CBD. In particolare, sono i tricomi maturi che suscitano grande interesse nei produttori e nei consumatori di cannabis, perché danno delle indicazioni molto importanti sulle infiorescenze.

Trovare informazioni a riguardo è, però, molto difficile (anche perché in Italia coltivare cannabis è un illecito o un reato penale in base ai casi, mentre i semi autofiorenti, femminizzati e fast flowering si possono acquistare per collezionismo).

Ma noi di Sensory Seeds abbiamo tutti i dati necessari a soddisfare le tue curiosità: al termine di questo approfondimento saprai tutto, ma proprio tutto riguardo lo sviluppo e la maturazione dei tricomi.

Cosa sono i tricomi della cannabis?

Partiamo dalla definizione generale di tricomi.

I tricomi, dal greco “crescita di peli”, sono sottili escrescenze o appendici che crescono sulla superficie delle piante e dei protisti (organismi eucarioti che non sono né animali né piante né funghi). Il tricoma ricopre diverse funzioni e può avere diverse strutture: le più comuni sono peli, capelli o ghiandole.

A proposito di ghiandole, i tricomi della cannabis sono delle minuscole escrescenze simili a funghi, composte per l’appunto da un fusto e da una ghiandola. Crescono sull’intera superficie della pianta — alcuni sono visibili a occhio nudo, altri solo con lente d’ingrandimento o microscopio — e svolgono delle importanti funzioni protettive:

  • allontanano i parassiti
  • attraggono gli insetti benefici
  • proteggono la cannabis dai raggi UV, dal freddo, dal vento e da altri agenti atmosferici

Tutto ciò è possibile grazie a una particolare resina prodotta dalla struttura ghiandolare; una resina appiccicosa, estremamente densa e aromatica, che ricopre la pianta ma soprattutto i fiori di cannabis.

fiore nato da semi di cannabis e ricoperto di tricomi

Gli aromi attraggono gli insetti benefici e allontanano parassiti e altri predatori, mentre lo spesso strato di resina evita che gli agenti atmosferici danneggino la pianta e tutte le sue componenti.

Allo stesso modo della marijuana, i tricomi hanno un proprio ciclo vitale: nascono, crescono, maturano e poi muoiono.

È proprio sulla maturazione che vogliamo concentrare le prossime righe, in modo da spiegarti perché sia così importante per i coltivatori e come capire quando le ghiandole sono ben mature.

Leggi anche: Tricomi: cosa sono e che ruolo hanno nella Cannabis.

Tricomi maturi: cosa significa e perché sono importanti?

Come hai potuto leggere poc’anzi, i tricomi producono una resina che protegge la pianta di canapa e ne favorisce il corretto sviluppo. Questa funzione è molto importante per i coltivatori… ma c’è di più: la resina contiene sia terpeni che centinaia di cannabinoidi, tra cui THC, CBD, CBG e tanti altri ancora.

I terpeni sono delle molecole che determinano il profilo aromatico e gustativo dei fiori di cannabis, mentre i cannabinoidi sono i principi attivi che determinano gli effetti dei fiori e della pianta in generale!

“Ok, ma cosa c’entra questo con i tricomi maturi?”, avrai pensato tu.

C’entra eccome! Quando i tricomi si trovano al punto di perfetta maturazione, i cannabinoidi e i terpeni sono al loro massimo livello. I bud (fiori) di marijuana hanno un profumo inebriante, un gusto unico e altissime percentuali di cannabinoidi, in particolare THC.

Per i coltivatori di cannabis questa particolarità è fondamentale: gran parte di loro parte dai semi di marijuana per raccogliere fiori profumati e gustosi, ricchi di THC e altri principi attivi.

Ma come riconoscere i tricomi maturi?

Come osservare i tricomi e capire quando sono maturi

fiore di cannabis con tricomi maturi

Osservare i tricomi a occhio nudo può essere molto difficile, ma fattibile se ci si concentra solo sui fiori — dove crescono i tricomi capitati-peduncolati, visibili osservando i fiori a distanza ravvicinata —. È però preferibile utilizzare una lente d’ingrandimento in modo da vedere perfettamente i tricomi e la loro colorazione.

Infatti il colore delle ghiandole dà agli agricoltori informazioni sullo stadio di maturazione dei tricomi (e, di conseguenza, sulle percentuali di THC e altri cannabinoidi): grazie a esso, i coltivatori possono raccogliere i fiori nel momento più propizio.

Nello specifico:

  • tricomi cristallini ma trasparenti indicano che i fiori non sono ancora maturi;
  • se i tricomi sono in parte lattiginosi, color bianco latte, e in parte trasparenti indicano che i bud sono quasi pronti per la raccolta;
  • quando i tricomi sono per la maggior parte lattiginosi e in minor numero color ambra, è arrivato il momento di raccogliere i fiori di cannabis in modo da sfruttare la massima quantità di principi attivi e terpeni.

E se il coltivatore si lascia sfuggire il momento giusto?

Quando il fiore va oltre lo stadio di maturazione perfetto, gran parte dei tricomi assume un colore ambrato e ben pochi rimangono color latte. La produzione di cannabinoidi cala drasticamente e il THC viene sostituito da un altro cannabinoide non psicotropo, il CBN (cannabinolo).

Leggi anche: Plantula: come gestire questa particolare fase e quali problemi si possono presentare

In conclusione

Oggi hai imparato cosa significa il termine “tricomi maturi”, come si riconoscono e come si osservano in modo da capire tutti i segnali.

Ricorda, però, che in Italia non è permesso coltivare cannabis, anche se i semi femminizzati, autofiorenti e fast flowering si possono acquistare con lo scopo di farne collezione.

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