Cannabis maschio o femmina? Come distinguere i due sessi in 3 mosse

come riconoscere cannabis maschio o femmina

Riconoscere maschio e femmina della cannabis? Ecco il metodo più rapido per eccellenza.

Determinare il sesso di una pianta di canapa è davvero fondamentale per i coltivatori di cannabis, perché le piante maschili possono impollinare le piante di genere femminile, interrompendo la fioritura e dando vita a semi di cannabis.

Gran parte degli agricoltori coltivano cannabis per ottenere dei bud, dunque delle infiorescenze, ricche di THC, dunque un effetto di questo genere comprometterebbe mesi e mesi di fatiche.

Altri coltivatori, come le banche dei semi (ad esempio BSF Seeds), hanno invece l’obiettivo di produrre il maggior numero di semi di marijuana possibile. Devono quindi individuare le piante di genere maschile per poterle ben distribuire tra le piante di canapa femminili.

In ogni caso, sapere come riconoscere nell’immediato la cannabis maschio o femmina è importante sia per chi vuole ottenere dei fiori – e non vuole una pianta di canapa femmina impollinata – sia per chi coltiva marijuana per ottenere semi.

Noi di Sensoryseeds siamo venuti a conoscenza di un metodo infallibile a tal proposito, che permette agli agricoltori di riconoscere le piante di canapa maschili e femminili a colpo d’occhio! Ecco, dunque, come distinguere i due sessi in sole 3 mosse.

1) Osservare i nodi della pianta di cannabis.

nodo della pianta di cannabis indicato da una freccia

I nodi sono le parti del fusto da cui si sviluppano i rami, in corrispondenza dei quali (nel caso della canapa) crescono le parti di pianta che danno indicazioni riguardo il sesso. Infatti, negli spazi internodali della marijuana maschio si sviluppano le sacche di polline, mentre in quelli della marijuana femmina si sviluppano i boccioli ricchi di THC e altri cannabinoidi.

Quando un coltivatore dovrebbe osservare i nodi della cannabis? In genere dalle 3 alle 7 settimane dalla germinazione, dunque quando le piante si trovano nello stadio di pre-fioritura.

È proprio in questo periodo, infatti, che l’erba inizia a sviluppare i propri organi sessuali: i boccioli, nel caso della pianta femminile, e le sacche di polline, nel caso della pianta maschile.

Alcune piante potrebbero essere ermafrodite, sviluppando entrambi gli organi sessuali. È quindi opportuno fare attenzione a tutti gli internodi, poiché se in alcuni si trovano i fiori è comunque possibile che in altri si sviluppino sacche di polline, capaci di interrompere la fioritura.

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2) Il trucco per distinguere i boccioli in via di sviluppo dalle neonate sacche di polline.

Come hai potuto leggere, il primo segnale che ti conferma il genere di una pianta di cannabis è l’organo sessuale. Ma come riconoscere i fiori in formazione e come, invece, individuare le sacche di polline?

Devi sapere che i fiori di marijuana sono ricoperti da peletti chiamati pistilli: sono proprio questi pistilli la prima parte distinguibile di un bud di cannabis. Fanno capolino dagli spazi internodali (le cosiddette “ascelle”) del fusto e, quando il fiore non è ancora maturo, sono di un bel colore bianco.

Riconoscere una pianta di genere femminile è quindi molto semplice perché, dopo un minimo di 20 giorni fino a un massimo di 1 mese e mezzo dalla germinazione, si possono notare dei peletti bianchi negli spazi tra i rami e il fusto della pianta.

Per quanto riguarda le piante maschili, invece, si possono notare le sacche di polline. Queste presentano un aspetto simile a quello dei boccioli ma sono privi dei caratteristici pistilli bianchi che determinano il sesso femminile della pianta. Inoltre le sacche di polline crescono in grappoli e sono, solitamente, rivolte verso il basso.

Ma la prefioritura non è l’unico periodo in cui si può riconoscere la cannabis maschio o femmina. Ci sono infatti altri metodi per identificare i differenti sessi. Infatti si può osservare anche il fusto.

3) Esaminare il fusto della pianta di canapa per identificare il genere maschile o femminile.

In genere, il fusto della cannabis maschile è molto più spesso rispetto a quello della pianta femmina.

Il motivo è semplice: le piante di genere maschile sono molto alte, dunque i relativi furti devono essere ben resistenti per sostenere il proprio peso, quello dei rami e delle sacche di polline.

Non è tutto: una pianta di cannabis maschile si distingue da quella femminile anche per la densità del fogliame. Infatti i fusti delle piante femmine sono ricchi di foglie, tanto da risultare estremamente cespugliosi.

marijuana di genere femminile dalle foglie cespugliose

Al contrario, il fogliame delle piante maschili è rado, dunque il fusto risulta quasi spoglio – oltre che molto alto -.

In ogni caso, le migliori banche dei semi hanno adottato un metodo per consentire ai coltivatori di rilassarsi ed evitare di cercare la canapa di genere maschile nella piantagione. Tale metodo si chiama femminilizzazione ed è uno dei più innovativi nel campo della marijuana.

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Maschio o femmina? No, femminizzato!

Il metodo della femminizzazione consiste nel modificare ormonalmente una pianta di cannabis di genere femminile in modo che produca sacche di polline. Quando questa pianta ne feconda una di genere femminile, una cosa è certa: i semi di marijuana che nasceranno avranno solo cromosomi femminili!

Ciò significa che le piante di cannabis nate da semi femminizzati hanno oltre il 90% di possibilità di essere femmine, e dunque di produrre fiori ricchi di THC.

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