Foglie bruciate di cannabis: cause scatenanti e prevenzione

foglie bruciate cannabis

Bruciatura delle foglie di canapa: scopriamo da cosa dipende, come riconoscerla e prevenirla

Sul mondo della canapicoltura c’è sempre da imparare. Anche quando i canapicoltori stanno attenti a ogni step della coltivazione, dal momento in cui piantano i semi di cannabis fino alla fioritura, può capitare che si trovino davanti a qualche inconveniente. Uno dei più frequenti è la bruciatura delle foglie.

Cosa scatena questo problema?

Come si può porre rimedio alla comparsa delle foglie bruciate della cannabis?

Se sei un appassionato di marijuana e ti piacerebbe scoprire quali sono le principali cause scatenanti di questo fenomeno, continua a leggere, perché in questo articolo ti parleremo delle tre principali.

Ecco cosa dovresti sapere.

foglia di cannabis ingiallita

Bruciature da vento: cosa sono, sintomi e prevenzione

Una delle cause più frequenti delle bruciature delle foglie di cannabis è il vento.

Abbiamo sempre detto che le piante di canapa amano stare in un ambiente ventilato, l’ideale per prevenire la formazione dell’umidità; tuttavia, quando il vento picchia troppo forte le piante possono subire uno stress. I segni causati dai getti d’aria troppo intensi vengono chiamati ‘bruciature da vento’, e si possono verificare sia nelle colture outdoor sia in quelle indoor, a causa dei ventilatori.

A dire il vero, questo problema si manifesta per lo più nel secondo caso. Nelle strutture chiuse, infatti, spesso lo spazio è poco, ed è necessario posizionare i ventilatori troppo vicino alle piante. Per di più, mentre all’esterno il vento va e viene, nelle grow room è presente tutti i giorni e a tutte le ore!

Le bruciature da vento sono facilmente riconoscibili. Di solito colpiscono le foglie più esposte all’aria, che finiscono per arrotolarsi e piegarsi verso il basso. Per rendere meglio l’idea, pensa a delle grandi dita raggrinzite.

Per prevenire l’insorgere di questo problema è importante pianificare gli spazi già dal periodo in cui si piantano i semi di marijuana. Bisogna calcolare preventivamente sia la superficie utile per la crescita di ogni pianta, sia quella per le attrezzature necessarie.

Per esempio, a parità di spazio sarà possibile piantare più esemplari di piante autofiorenti nane rispetto alle piante a tendenza sativa, che sono molto più voluminose.

Nelle colture indoor, inoltre, è bene utilizzare ventilatori regolabili, dotati di varie impostazioni.

Leggi anche: Funghi della cannabis: quali sono e come prevenirli

Bruciature da luce: cosa sono, sintomi e prevenzione

Le foglie bruciate nelle piante di cannabis possono anche essere la conseguenza di un’eccessiva esposizione alla luce.

In questo caso stiamo parlando di luce artificiale, quella delle lampade installate nelle colture indoor. Quando l’impianto di illuminazione viene posizionato a una distanza troppo ravvicinata rispetto alle piante, sia la luce che il calore diventano troppo intensi e le piante ne risentono.

La bruciatura da luce e lo stress da calore della canapa si possono riconoscere dal fatto che le foglie della parte superiore delle piante diventano gialle e marroni, mentre quelle più lontane dalle lampade rimangono verdi.

Questo fenomeno si verifica solo nelle colture al chiuso, in quanto all’aperto la luce del sole si irradia in maniera differente.

Per prevenire la comparsa di questa anomalia, sarebbe opportuno adoperare luci regolabili o non troppo intense, oppure distanziarle maggiormente dalle piante. Inoltre, con l’aiuto delle ventole, occorre assicurarsi che la temperatura dell’ambiente interno non sia eccessivamente elevata (meglio mantenerla attorno ai 25°).

foglie di canapa bruciate

Bruciature da nutrienti: cosa sono, sintomi e prevenzione

Un’altra causa della bruciatura delle foglie è la sovralimentazione.

Sappiamo bene che le piante di cannabis per crescere hanno bisogno di un adeguato apporto di nutrienti. Chi pensa che fornirle più fertilizzante del previsto possa accelerare la loro crescita, però, si sbaglia di grosso.

L‘eccesso di sostanze come azoto, fosforo e potassio non è affatto positivo per le piante, ma finisce per indebolirle e stressarle, finché non iniziano a mostrare i primi sintomi.

I sintomi di cui parliamo sono proprio le bruciature da nutrienti, riconoscibili dal fatto che le foglie delle piante di canapa diventano marroni, prima sulle punte e poi sull’intera superficie. Dopo essersi inscurite, inoltre, le foglie tendono ad arrotolarsi e a diventare friabili.

Per prevenire la comparsa di questo problema, è importante seguire le dosi standard dei nutrienti e assicurarsi che le piante siano illuminate adeguatamente. Se le piante sono molto illuminate, infatti, assorbono molti nutrienti, e viceversa.

Per risolverlo, invece, sicuramente bisognerebbe interrompere l’apporto di nutrienti alle piante; in secondo luogo, sarebbe opportuno misurare con precisione i livelli di minerali presenti nel substrato.

Se il terreno è più che saturo di nutrienti, potrebbe essere una buona idea risciacquarlo con acqua distillata a pH bilanciato. Successivamente, però, è fondamentale fare in modo che l’acqua dreni e non rimanga a stagnare sul fondo, altrimenti da un problema si passerebbe ad un altro, il marciume radicale.

Leggi anche: Pianta madre della cannabis: cos’è, vantaggi e selezione

Per concludere

In questo breve approfondimento abbiamo parlato delle principali cause scatenanti delle bruciature delle foglie di cannabis e delle migliori tattiche di prevenzione.

Sperando che questo articolo, a titolo puramente informativo, abbia soddisfatto le tue curiosità, ti invitiamo a visitare il nostro negozio online Sensoryseeds.

Nel nostro negozio dedicato alla vendita di semi di cannabis da collezione, puoi trovare tantissime tra le migliori genetiche. Non ti resta che scegliere i prodotti che preferisci: li puoi ricevere direttamente a casa in tempi rapidissimi.

Ti aspettiamo!