Qual è il miglior terriccio per la coltivazione della cannabis?

Miglior terriccio per cannabis

Quale substrato utilizzare per la coltivazione outdoor e indoor della canapa

Quando ci si avvicina al mondo delle piante, spesso e volentieri si dà la giusta importanza al terriccio e si sceglie di acquistare il primo terriccio universale che si trova in negozio, salvo poi scoprire che ogni pianta necessita di un substrato con determinate proprietà. Per piantare i semi di marijuana, ad esempio, occorre conoscere le particolarità di questa pianta e i suoi bisogni: solo così è possibile scegliere il terriccio più adatto alla sua coltivazione.

Nelle prossime righe scoprirai quali sono i fattori determinanti nella scelta del substrato per la pianta di cannabis e qual è il tipo di terriccio migliore per coltivarla.

Terriccio per canapa: quali caratteristiche tenere in considerazione

Nella coltivazione della cannabis, che in Italia è consentita esclusivamente a chi possiede una regolare autorizzazione, il tipo di terriccio utilizzato ha un’importanza cruciale in quanto determina la salute e la resa delle piante. Prima di portare a germinazione i semi autofiorenti, i semi femminizzati o i semi fast flowering occorre dunque tenere conto non solo della genetica delle piante, delle condizioni climatiche e dell’ambiente (che può essere chiuso o aperto), ma anche di alcuni aspetti legati al substrato.

Per far sì che la cannabis si sviluppi e dia una buona resa qualitativa e quantitativa è fondamentale prendere in esame diversi aspetti del terriccio come:

  • la capacità di drenaggio;
  • la ritenzione idrica;
  • la consistenza;
  • il pH;
  • i nutrienti.

La coltivazione della cannabis può essere outdoor o indoor

La capacità drenante del substrato in cui si coltiva la canapa deve essere ottima perché la formazione di pozze superficiali o la persistenza di una quantità eccessiva d’acqua rischierebbe di far ammalare le piante; al tempo stesso, però, il terriccio dovrebbe trattenere la giusta quantità d’acqua, ovvero quella necessaria a garantire alle piante un nutrimento adeguato. Insomma, il terreno ideale per la cannabis dovrebbe combinare queste due caratteristiche in un perfetto equilibrio.

Per quanto riguarda la consistenza, è bene precisare che questo arbusto necessita di un terriccio leggero (dunque non troppo denso) che consenta alle radici di avere una buona aerazione. Di questo aspetto parleremo in maniera più dettagliata più avanti. Un altro aspetto fondamentale per la crescita e la salute della cannabis è il pH del terreno, che dovrebbe assestarsi tra 5,8 e 6,5. Ovviamente, il pH del terreno è suscettibile a variazioni e va monitorato con regolarità (a tal proposito, è importante che il pH dell’acqua usata per l’irrigazione non si discosti da quello del terreno).

In merito ai nutrienti, devi sapere che la maggior parte dei terricci ne contengono una buona quantità; tuttavia, dopo alcune settimane di coltivazione le piante li assimilano e li esauriscono. Pertanto, affinché la loro crescita prosegua alle condizioni ideali è necessario provvedere a una buona concimazione.

Leggi anche: La cannabis come rimedio per il dolore cronico: tutto ciò che devi sapere

Quale terriccio scegliere per coltivare la cannabis

Come abbiamo anticipato in precedenza, il terriccio ideale per piantare i semi di cannabis e coltivare le piante che nascono dalla loro germinazione dovrebbe avere delle caratteristiche ben precise, inclusa una consistenza adeguata. I tipi di terra più utilizzati per la coltivazione sono:

  • il terriccio sabbioso;
  • il terriccio argilloso;
  • il terriccio limoso;
  • il terriccio fangoso.

Il primo è piuttosto semplice da lavorare e gode di un ottimo drenaggio, ma in quanto a ritenzione idrica non è il massimo. A causa di tale difetto costringe a innaffiature extra ma rappresenta una buona opzione per la coltivazione della canapa perché garantisce alle radici un buon apporto di ossigeno. Il terriccio argilloso, al contrario, risulta difficile da lavorare perché è pesante e ha uno scarso drenaggio. Pertanto, nonostante abbia un’ottima ritenzione idrica e sia ricco di sostanze nutritive, non rientra fra le soluzioni ideali per la coltivazione della cannabis.

Tra i terricci ideali per questa pianta c’è senza alcun dubbio il terriccio limoso, composto da un mix equilibrato di limo, argilla e sabbia. La combinazione delle caratteristiche tipiche di questi elementi garantisce ritenzione idrica, drenaggio, ossigenazione e proprietà nutrienti. Anche il terreno fangoso si presta bene alla coltivazione della canapa perché oltre a essere ricco di minerali e nutrienti trattiene bene l’acqua e ha una discreta capacità drenante.

Ad ogni modo, per fornire alle piante un habitat che ne favorisca lo sviluppo è importante provvedere a integrare il terriccio con gli ammendanti giusti. Scopriamo quali sono.

Quanto terreno serve per coltivare la canapa

Quali ammendanti usare per la canapa

La maggior parte dei terricci presenti in commercio ha una composizione che include già alcuni ammendanti. Tuttavia, in base al tipo di pianta e al luogo in cui viene coltivata, è possibile aggiungerne con l’obiettivo di migliorare le caratteristiche fisiche del substrato.

Uno dei più usati, non solo per la cannabis, è la perlite. Questo materiale si presenta sotto forma di granuli rocciosi bianchi e serve ad accrescere le proprietà drenanti del terriccio, nonché ad alleggerirlo. La percentuale ideale di perlite da aggiungere al substrato è di circa il 10-15%. Un altro fertilizzante molto diffuso per la coltivazione della marijuana è la fibra di cocco, che si ricava dai gusci delle noci di cocco. Oltre ad alleggerire il terreno, la fibra di cocco migliora la ritenzione idrica.

Al posto della perlite o congiuntamente a essa, è possibile usare la vermiculite, un altro minerale che aiuta il terriccio a trattenere l’acqua. Altri ammendanti di cui si fa uso nei substrati della canapa sono l’argilla espansa, il vermicompost e il guano di pipistrello.

Leggi anche: Coltivazione domestica della cannabis: è possibile coltivare canapa in Italia nella propria abitazione?

In conclusione

La preparazione del terreno per la coltivazione della cannabis è un passaggio importantissimo poiché la crescita e la resa di una pianta dipendono dalle sue caratteristiche fisiche e chimiche. Tuttavia, un terriccio perfetto e ben curato non può fare miracoli se i semi non provengono da piante di qualità.

Come già detto all’inizio, però, la coltivazione della canapa è proibita dalla legge. Pertanto, se non sei in possesso di un’autorizzazione da parte delle autorità competenti, non puoi portare i semi di canapa a germinazione. Tuttavia, se hai la passione per questa pianta, sappi che è possibile acquistare i semi per scopi collezionistici: semi femminizzati, autofiorenti o a fioritura rapida.

Scopri quali sono i semi disponibili nello shop online di SensorySeeds!