Tutto quello che devi sapere sul breeding della cannabis e sulla sua evoluzione

breeding cannabis | Sensory Seeds

Modificato il: 08/01/2024

Breeding: breve guida a una tecnica efficace per la coltivazione della cannabis

Esistono diverse tecniche di coltivazione, e il breeding è una di quelle che ultimamente ha suscitato un certo interesse.

Ma come funziona e perché è così apprezzata dai coltivatori?

 

In questo articolo cercheremo di approfondire la questione.

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Che cosa si intende con ‘breeding’?

Con il termine breeding ci si riferisce alla riproduzione sessuale della cannabis che prevede l’impollinazione incrociata di due piante. Questa attività può essere svolta sia con ceppi puri che con due ceppi ibridi.

Il breeding viene solitamente effettuato da coltivatori esperti che vogliono creare la loro varietà personalizzata e che, in particolare, potrebbero voler:

  1. sperimentare nuovi tratti desiderati o caratteristiche della pianta;
  2. preservare una varietà specifica che gli piace particolarmente.

Per fare questo, i canapicoltori selezionano sapori, terpeni, odore, resa, resistenza e potenza.

Quindi, questo processo è chiamato breeding perché può produrre una progenie che combina entrambe le piante madri e presenta caratteristiche desiderabili da ciascuna di esse.

Leggi anche: Pianta madre della cannabis: cos’è, vantaggi e selezione

Cannabis breeding: come funziona?

Il breeding della cannabis è una delicata danza di evoluzione genetica. In altre parole, è una forma d’arte che è stata perfezionata nel corso di migliaia di anni e che si sta rapidamente evolvendo.

La prima fase riguarda il processo di selezione: qui si scelgono i semi di cannabis che producono il miglior fenotipo o cultivar.

Poiché la marijuana è dioica, le piante di cannabis maschio e femmina crescono separatamente. La riproduzione avviene in modo diverso rispetto alle piante che si riproducono sessualmente attraverso l’autofecondazione o l’autosemina. La riproduzione della cannabis avviene quando il polline di una pianta maschile entra in contatto con l’ovulo di una pianta femminile.

Ma non è tutto.

Sapevate che la cannabis ha un genoma diploide?

Ciò significa che ogni pianta di cannabis ha due copie di ciascun cromosoma, dove si trovano i geni. Quindi queste due copie possono combinarsi durante la riproduzione per mescolare i geni. I cromosomi provengono dalle cellule sessuali prodotte dai fiori maschili (sacche polliniche) e dai fiori femminili (ovuli). Queste cellule sessuali si combinano per dare a ogni prole una copia dei geni di ciascun genitore durante la riproduzione.

Poiché ogni pianta possiede due copie di ogni gene, è anche possibile acquisire più versioni di un particolare gene incrociando due piante diverse. Utilizzando questo metodo, i coltivatori possono effettuare nuove selezioni per tratti specifici e poi coltivare tali selezioni per produrre una progenie con tratti più desiderabili rispetto a quelli delle piante madri.

La selezione è un approccio scientifico che può migliorare caratteristiche specifiche della cannabis. I coltivatori possono selezionare tratti specifici come la resa, l’aroma e la resistenza alle malattie o alle condizioni ambientali avverse attraverso la selezione.

Questo processo ha portato alla produzione di centinaia di cultivar (ceppi) unici negli ultimi decenni, tra cui alcuni ad alto contenuto di tetraidrocannabinolo (THC), cannabidiolo (CBD) o altri cannabinoidi.

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Quali sono i diversi tipi di selezione?

I tre tipi principali di riproduzione delle piante sono:

  • l’inbreeding;
  • il linebreeding;
  • l’outcrossing.

Vediamo di capire di cosa si tratta.

L‘inbreeding è quando si prendono due piante con una stretta parentela e le si accoppia. Un esempio potrebbe essere un fratello con una sorella, un padre con una figlia, una madre con un figlio o dei cugini. L’inbreeding dà luogo a una popolazione uniforme che cresce bene e può sviluppare un nuovo tratto (desiderabile o meno).

Il linebreeding è simile all’inbreeding, ma leggermente meno intenso, quindi con un grado di parentela più lontano, come potrebbe essere quello tra zio e nipote. Questo tipo di incrocio dà luogo a una popolazione uniforme, con maggiori possibilità di sviluppare un nuovo tratto che può essere coltivato nella varietà più rapidamente rispetto a una razza incrociata.

L’outcrossing è il processo che consiste nel prendere due piante non imparentate e farle accoppiare. In questo modo si ottiene un aumento del vigore ibrido, ma senza uniformità e con un rischio molto più elevato di introdurre tratti indesiderati. Questo può essere utile per sviluppare una nuova varietà incorporando tratti desiderabili da un’altra varietà.

Conclusioni

In questo articolo abbiamo visto in cosa consiste la tecnica di coltivazione del breeding, perché è così importante e quali sono le sue varie tipologie.

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A presto!