Inizio fioritura autofiorenti: quando avviene e quanto dura

Inizio fioritura autofiorenti

L’avvio della fioritura della cannabis autofiorente nei minimi dettagli

Il periodo che va dalla germinazione dei semi di cannabis fino all’inizio della fioritura delle autofiorenti è un lasso di tempo che impegna molto i coltivatori, i quali devono curare con attenzione le piante affinché la qualità dei boccioli sia eccellente.

Però c’è un vantaggio molto importante rispetto alle piante “regolari”. Queste dipendono dal fotoperiodo (ovvero dalle ore di luce e buio ricevute) iniziano a germogliare quando le ore di buio ininterrotto prevalgono rispetto alle ore di luce.

Le autofiorenti, invece, germogliano in base alla loro età! Ciò significa che il coltivatore non deve preoccuparsi di creare oscurità per far fiorire le piantine: queste inizieranno a germogliare automaticamente (ecco perché prendono il nome di “autofiorenti”).

A che età iniziano a fiorire le varietà di cannabis automatiche?

fase di inizio della fioritura autofiorenti

L’inizio della fioritura delle autofiorenti avviene spontaneamente quando le piante hanno circa 3 o 4 settimane di vita, immediatamente dopo la fase vegetativa.

Questa tipologia di cannabis ha una crescita estremamente veloce: di solito è pronta per il raccolto dei fiori dopo circa 13 settimane (3 mesi) dalla germinazione dei semi autofiorenti.

Il motivo di questa particolarità sta nelle origini della cannabis a fioritura automatica: nei suoi geni ci sono quelli della cannabis Ruderalis, in grado di sopravvivere anche a temperature ostili (nasce e cresce perfino in Russia…), con estati brevissime e inverni molto lunghi.

Come può una pianta sopravvivere in queste condizioni? Adattandosi e riproducendosi anche durante i periodi di oscurità, sviluppandosi poco in altezza e destinando poche energie alla produzione di cannabinoidi, terpeni e flavonoidi.

Essendo queste ultime caratteristiche poco vantaggiose per i produttori di marijuana, ma volendo mantenere la resistenza e la fioritura automatica, la Ruderalis è stata poi incrociata con varietà di cannabis di tipologia Indica e Sativa, in modo da dar vita a una nuova varietà (la autofiorente) con questi elementi distintivi:

  • fioritura automatica che dipende dall’età della pianta e non dalle ore di luce e di buio che riceve;
  • alto contenuto di THC;
  • altezza media oppure bassa (nel caso delle piante autofiorenti nane), perfetta per la coltivazione indoor;
  • crescita rapida;
  • alta resistenza (senza esagerare) alle basse temperature, al vento, all’umidità e alle muffe.

Nonostante abbiano anche genetica Ruderalis, le varietà nate dai migliori semi di marijuana autofiorenti generano fiori grandi, densi e ricchi di cannabinoidi!

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Quanto tempo passa dall’inizio della fioritura delle autofiorenti fino ad arrivare al raccolto?

Di solito le autofiorenti maturano molto più velocemente delle piante fotoperiodiche, tanto che sono pronte per il raccolto dopo 2 o al massimo 3 mesi dalla germinazione.

Ciò significa che dall’inizio della fioritura al momento della raccolta passa circa un mese, ma le piante più pigre potrebbero prendersi qualche settimana in più per lo sviluppo completo.

Durante le prime settimane della fioritura, le piante continuano a crescere in altezza anche se i germogli si stanno formando. Poco tempo prima del raccolto, però, i fusti interrompono la loro crescita per far sì che i fiori abbiano tutta l’energia di cui hanno bisogno per svilupparsi.

Nelle ultime settimane della fioritura, i bud crescono drasticamente, diventando molto pesanti… naturalmente solo le piante ricevono le giuste cure!

Cosa fanno i coltivatori per favorire il buon sviluppo dei fiori di cannabis?

buon sviluppo fiori di cannabis autofiorente

Tra la fase vegetativa e l’inizio della fioritura delle autofiorenti, i coltivatori continuano a fornire buone quantità di fertilizzanti alle piante (per circa una settimana). Di solito questi fertilizzanti hanno il 5% di azoto, il 7% di fosforo e il 10% di potassio.

A metà della fase di fioritura iniziano a fornire alla piantagione concimi con percentuali NPK (azoto N – fosforo P – potassio K) differenti, ovvero 5% di azoto, 10% di fosforo e 15% di potassio.

Durante le ultime settimane di fioritura è invece necessario ridurre le percentuali di nutrienti, passando a un fertilizzante con il 4% di azoto, il 7% di fosforo e il 10% di potassio.

Circa una settimana prima della raccolta dei fiori, molti coltivatori svolgono il risciacquo delle radici, chiamato flushing della cannabis, che consiste nel sciacquare il terreno (e quindi le radici) con acqua a pH neutro.

L’obiettivo è quello di evitare che le sostanze nutritive rimangano nei fiori (sembra che possano comprometterne il sapore e gli aromi).

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Come capire quando i fiori sono pronti per la raccolta?

La tecnica più precisa per capire quando i fiori di cannabis sono maturi è quella che prevede l’osservazione dei tricomi con una lente d’ingrandimento.

Come forse saprai, i tricomi sono le ghiandole produttrici di resina ricca di cannabinoidi, terpeni e flavonoidi, e assumono colori diversi in base alle settima di fioritura.

Inizialmente sono trasparenti, poi diventano color latte e infine assumono un colore simile all’ambra o al miele. Il momento perfetto per la raccolta è quando quasi tutti i tricomi sono opachi e color latte, e soltanto pochi sono color ambra.

Conclusioni finali

Ora sai precisamente quando inizia la fase di fioritura delle autofiorenti, quanto dura e quando capire che è arrivato il momento di raccogliere i fiori maturi.

Attenzione però: ricorda che in Italia non è permesso coltivare cannabis, nemmeno a uso personale (coltivarla a uso personale è un illecito amministrativo, mentre coltivare marijuana allo scopo di distribuirla è un reato penale).

È però legale comprare semi di cannabis online per collezionarli, perché se non germogliano non possono produrre THC.

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