Come scegliere la tipologia e la forma del vaso per piantare i semi di cannabis

tipologia e forma del vaso per coltivare la canapa

Esiste una forma di vaso ideale per piantare la marijuana? E un materiale? Ecco tutto ciò che devi sapere sui vasi per coltivare la canapa

Per ottenere dei raccolti di qualità, in canapicoltura è importante non lasciare nulla al caso: persino la scelta dei vasi può incidere tantissimo sulla crescita di una pianta di canapa.

Ebbene sì. I vasi non sono soltanto dei semplici contenitori di substrato, ma sono la dimora delle radici, una delle parti più importanti delle piante di marijuana.

Ti stai chiedendo su quale materiale o forma di vaso puntano i canapicoltori più esperti?

Vuoi sapere se esistono dei contenitori migliori di altri?

Leggendo questo articolo potrai soddisfare le tue curiosità sull’argomento, sapere perché puntare su una tipologia di vaso rispetto a un’altra e quando è il momento migliore per sostituire il vaso, dal periodo in cui vengono piantati i semi di marijuana fino ad arrivare alla fioritura.

forma circolare dei vasi in terracotta

Perché coltivare la canapa nei vasi?

Se più volte ti sei chiesto come mai la maggior parte dei canapicoltori pianti i semi di cannabis nei vasi e non direttamente sul terreno, è comprensibile.

Perché non sfruttare i campi?

Si tratta, sostanzialmente, di una scelta fatta per comodità

Coltivare nei vasi permette, all’occorrenza, di spostare le piante di canapa con molta semplicità. 

Potrebbe essere necessario farlo in caso di attacchi parassitari, di un cambiamento nella quantità di luce necessaria, ma anche per tanti altri motivi. 

Oltre alla questione ‘spostamenti’, però, utilizzare i vasi consente anche di monitorare meglio la qualità del substrato, potendolo sostituire o arricchire, all’occorrenza, in modo molto più semplice.

Chiarito quanto la coltura in vaso possa essere vantaggiosa, passiamo ai motivi per cui anche il tipo o la forma del contenitore incidono nella crescita della pianta di canapa.

Qual è la tipologia o la forma di vaso che permette di ottenere dei raccolti di marijuana di qualità?

Vediamo i principali dettagli da considerare.

Leggi anche: Acqua e cannabis in fioritura: ecco di quanta acqua ha bisogno la pianta in questa fase

Rapporto tra vaso e pianta: attenzione alle dimensioni

Anche se tanti canapicoltori alle prime armi trascurano questo aspetto, la scelta del tipo di recipiente nel quale verranno piantati i semi di marijuana (come i Bsf seeds) ha un effetto decisivo sul modo in cui crescerà la pianta.

I vasi, infatti, incidono sull’espansione delle radici (che nel caso della cannabis sono particolarmente lunghe), sulla temperatura e l’umidità del substrato, sull’ossigenazione della pianta e su molti altri aspetti altrettanto importanti.

Ecco perché diventa molto importante fare attenzione alle dimensioni dei contenitori.

Più una pianta è grande è più avrà bisogno di spazio: un vaso troppo piccolo ne ostacolerebbe la naturale crescita e causerebbe l’aggrovigliamento delle radici, uno troppo grande potrebbe causare ristagni idrici o problemi nutritivi.

Diciamo che, nella maggior parte delle colture di canapa, i vasi partono da una capienza di 4 litri, anche se ci possono essere delle variabili a seconda che si piantino semi autofiorenti, semi fast o di altre tipologie.

La grandezza del vaso per le autofiorenti, per esempio, dovrebbe essere abbastanza ampia fin dal principio: se si coltiva questa genetica, infatti, non è consigliabile praticare il trapianto perché, stressando la pianta, si provocherebbe un rallentamento della crescita.

Per quanto riguarda le piante di marijuana fotoperiodiche, invece, si può praticare il rinvaso, ma non troppo spesso.

Per capire se sia o meno il momento di aumentare le dimensioni del contenitore, occorre esaminare le radici:

  • se queste hanno abbastanza spazio per espandersi, allora il vaso è adeguato;
  • se invece le radici iniziano a dare dei segni di aggrovigliamento, è importante passare a una misura più grande.

Forma del vaso: è importante?

Tanti utenti sono curiosi di sapere se anche la forma del vaso possa incidere sulla crescita della pianta. 

Anche in questo caso la risposta è che dipende dalle radici.

Qualsiasi sia la sagoma del contenitore scelto, circolare, rettangolare o irregolare (come nel caso dei vasi in tessuto), quello che conta è che le lunghe radici delle piante di canapa abbiano lo spazio necessario per espandersi al meglio.

La forma di vaso più diffusa è certamente quella circolare. Alcuni canapicoltori, però, trovano utile utilizzare quelli rettangolari, per un’organizzazione migliore degli spazi fin dal momento della messa a dimora dei semi (specialmente se si coltivano le piante autofiorenti nane).

forma del vaso irregolare: contenitori in tessuto per cannabis

Materiali dei vasi: ecco i pro e i contro delle diverse tipologie

Come già saprai, esistono tantissimi tipi di vasi per piante, che si differenziano anche per quanto riguarda il materiale.

Ci sono quelli di plastica, di legno, di terracotta, ecc.

Chiariamo subito che, fra tutti i materiali esistenti, non c’è un vincitore assoluto. Ogni canapicoltore, esaminando i pro e i contro, sceglierà quello che gli va più a genio.

Vediamo le caratteristiche dei vasi più diffusi.

Quelli in plastica sono in assoluto i più comuni: sono comodi, economici, leggeri e possono essere forati facilmente.

In commercio è facile reperirli di tantissime forme, dimensioni e colori.

Di contro, però, non sono molto resistenti e devono essere sostituiti abbastanza frequentemente. Inoltre non proteggono le radici dalle temperature estreme.

I vasi in materiale plastico sono largamente utilizzati anche nella versione ‘bucherellata’: in questo caso vengono chiamati ‘air pot’.

Gli air pot sono comuni perché, favorendo l’ossigenazione delle radici, limitano sia l’aggrovigliamento sia la formazione di ristagni idrici.

Per via dei fori laterali, però, è necessario aumentare le dosi d’acqua. Per il resto (a parte il prezzo decisamente più alto), non si differenziano molto dagli altri vasi in plastica.

Anche i classici vasi di terracotta sono piuttosto comuni nelle colture di cannabis.

Certo, sono più pesanti e un po’ meno pratici rispetto ai precedenti. D’altra parte, però, durano nel tempo, assorbono l’umidità in eccesso e tengono fresco il substrato.

Ultimamente si sono diffusi anche i vasi in tessuto, chiamati ‘smart pot’.

Come i vasi ‘air pot’, anche questi ultimi sono perfetti per limitare il fenomeno dell’aggrovigliamento dell’apparato radicale e impediscono che si creino ristagni idrici (nemici pericolosissimi per le piante di canapa).

Il loro prezzo non è molto elevato, sono pratici da spostare, ma un po’ troppo leggeri e, quando le piante sono grandi, tendono a ribaltarsi.

I contenitori meno utilizzati in assoluto, invece, sono quelli in metallo e quelli in legno. I primi perché tendono ad arrugginire e sono poco pratici. I secondi perché poco reperibili.

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Per concludere

Questa era una panoramica sui principali dettagli riguardo ai vasi utilizzati per coltivare la canapa. 

In generale non esiste un recipiente migliore in assoluto rispetto agli altri: né per la forma né per i materiali.

Considerando i pro e i contro, la scelta può cambiare da caso a caso. 

Per quanto riguarda le dimensioni, invece, meglio individuare il vaso giusto con attenzione, tenendo in considerazione il periodo di crescita della pianta, la genetica e le dimensioni delle radici.

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